16 Gennaio 2021

Semifinali: fra il Renate e la finale c’è solo la Paganese

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Ormai ci siamo, il sogno è a portata di mano: della finale si possono già immaginare le scene di festa, le esultanze e le grandi giocate, udire i cori negli spogliatoi della squadra vincitrice e, perchè no, indovinare il sapore dello spumante che scorrerà a fiumi nei concitati festeggiamenti finali (ovviamente solo nei bicchieri di mamme, papà, allenatore e dirigenti). C’è un però, un piccolo ultimo ostacolo prima dell’estasi: la semifinale. Un ostacolo che per il Renate ha un nome, uno stemma e colori ben precisi, vale a dire la stella bianca in campo blu chiaro della Paganese. Ovviamente non sarà facile, ma le grandi sfide sono fatte per essere affrontate e vinte, e d’altra parte il Renate di Robbiati ha già ampiamente dimostrato di avere la stoffa per questo genere di sfide. Dopo aver eliminato in modo inequivocabile il Siena, le Pantere hanno avuto ragione anche della tostissima FeralpiSalò, dimostrando di avere qualità non solo tecniche (quelle sono indiscutibili), ma anche mentali, cioè quelle necessarie a ribaltare la sconfitta per 1-0 patita nella gara di andata a Salò. Il percorso dei campani è stato altrettanto netto: 5-1 complessivo rifilato all’Arezzo, 3-3 pirotecnico nell’andata dei quarti contro la Reggina e 1-0 al ritorno, risultato minimo indispensabile per l’approdo in semifinale. Noi però siamo sicuri che, con i nerazzurri in uno stato di forma così straripante, e soprattutto con giocate di qualità talmente elevata come quelle proposte da Luca Bianchi, capace addirittura di segnare da calcio d’angolo nel 3-1 di domenica contro la Feralpi, la finale si presenta come obiettivo ampiamente a portata delle Pantere; inoltre, non dimentichiamolo, il sogno di Robbiati e di tutti i ragazzi e di tutto il personale del Renate è quello di bissare il fantastico successo meritato l’anno scorso.

Le altre due semifinaliste che si affronteranno nel lato opposto del tabellone rispetto a quello in cui si trovano Renate e Paganese sono Juve Stabia e Pordenone: un breve ripasso del rispettivo percorso può dunque essere utile. Le Vespe agli ottavi di finale hanno fatto molta fatica contro il Vicenza, terminando entrambe le gare con un 1-1 ma eliminandolo in quanto i campani potevano vantare nel proprio campionato un coefficiente punti più elevato rispetto a quella che gli emiliani si erano meritati nel Girone B; molto più agiato l’andamento dei quarti, in cui il 3-0 dell’andata ha tolto ogni possibilità di rimonta al Catania. Per quanto riguarda i Neroverdi, entrambi i doppi confronti dei quarti e degli ottavi hanno comportato dei brividi: prima la vittoria per 3-1 nell’andata contro il Pontedera ha reso ininfluente la caduta per 2-1 al ritorno, poi il convincente 3-0 con cui i friulani hanno sconfitto in casa il Sudtirol è stato appena sufficiente per tamponare il 2-0 del ritorno in Trentino. Una squadra capace di grandi prestazioni, ma anche di crolli importanti fuori casa: è per questo che la Juve Stabia si prospetta come leggermente favorita per la finale, nella quale troverà (auspicabilmente, incrociando tutte le dita possibili e facendo altri scongiuri su cui è meglio sorvolare) il Renate di Robbiati.

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