Semifinali, le parole di Robbiati prima di Renate-Paganese

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Robbiati esulta un anno fa dopo il 3-1 con cui i suoi ragazzi si sono imposti sul Pordenone all'interno del palcoscenico offerto dal Benelli; chissà se Ravenna gli sorriderà ancora e di conseguenza potremo aggiornare queste foto al 2019...
Robbiati esulta un anno fa dopo il 3-1 con cui i suoi ragazzi si sono imposti sul Pordenone all'interno del palcoscenico offerto dal Benelli; chissà se Ravenna gli sorriderà ancora e di conseguenza potremo aggiornare queste foto al 2019...

L’appuntamento più importante della stagione è ormai alle porte, e il Renate è pronto: per la semifinale contro la Paganese le Pantere devono aspettare solo qualche giorno, una manciata di ore, qualche migliaio di minuti. E poi quel che sarà sarà, sperando nell’approdo in quella che per il gruppo di Giancarlo Robbiati sarebbe la seconda finale consecutiva. I nerazzurri sono già arrivati in Emilia-Romagna per abituarsi all’aria che vi si respira e ai campi da gioco che dovranno calcare nel giro di poche ore, ma di tensioni neanche l’ombra, come conferma lo stesso tecnico: «Siamo ormai abituati al peso di certe partite e quindi all’atmosfera delle fasi finali, quindi stiamo vivendo molto bene questa esperienza. Da allenatore ho già vinto due finali nazionali, una con la Tritium e una con questi ragazzi l’anno scorso, quindi so che quando si lavora bene e si dà tutto quello che si ha andrà tutto bene, e in questo senso siamo sono stati impeccabili finora. Sono dunque molto tranquillo e sono sicuro che proporremo una prestazione interessante».
Robbiati è sereno, e come potrebbe essere altrimenti? Il gruppo che ha a disposizione è fantastico, e soprattutto affiatato; una breve analisi della rosa a disposizione del tecnico nerazzurro ha infatti fatto emergere un aspetto sicuramente interessante: confrontando i ragazzi scesi in campo nella finale vinta l’anno scorso contro il Pordenone con i giocatori schierati nel ritorno dei quarti di finale di quest’anno contro la FeralpiSalò, è risultato che ben 8 degli 11 ragazzi sono gli stessi. E c’è di più: dei 3 che sono cambiati, uno (Christian Tramutoli) è comunque rimasto a disposizione di Robbiati, mentre un altro (Daniele Proverbio) ha fatto il percorso opposto e dalla panchina è riuscito a conquistarsi un posto da titolare, quindi in effetti è come se fosse cambiato solo un giocatore su 11. Anche per quanto riguarda le “riserve” molti volti sono rimasti gli stessi, come i vari Locatelli, Peli, Doumbia, Rosa, De Meo, lo stesso Tramutoli… Su questo specifico aspetto Robbiati la pensa così: «E’ vero, rispetto all’anno scorso abbiamo confermato quasi tutto il gruppo, cercando di capire di che cosa ci fosse bisogno dopo qualche partenza e inserendo con successo Zalli e Ripamonti. Abbiamo inoltre rafforzato la panchina, ma nel complesso è vero che abbiamo mantenuto in larga parte la stessa ossatura: è da anni che questo gruppo ci dà soddisfazioni, c’è un bello spirito di squadra ma quello che è più importante sottolineare è che anche quelli che sono consapevoli di essere più bravi sono comunque altrettanto consapevoli del fatto che sono più gravi grazie ai propri compagni». La partenza di Lorenzo Caradonna, passato nella stagione scorsa al Venezia, è stata dunque assorbita nel migliore dei modi, e la squadra è praticamente al completo: «Fra tutti i ragazzi a mia disposizione solo De Meo è purtroppo assente perchè si è infortunato durante un’amichevole disputata contro l’Inter, ma a parte questo ho portato con me tutti i 24 giocatori che fanno parte della rosa. E’ vero, qualcuno dovrà restare in tribuna, ma bisognerà capire che si vince anche restando in tribuna, e che se non si viene scelti non è perchè si è scarsi ma perchè magari il proprio apporto servirà un’altra volta, forse addirittura in finale, chi lo sa… Come ripeto sempre ci vogliono tre caratteristiche, tre aspetti da portare avanti, vale a dire serietà, professionalità e responsabilità, e i ragazzi stanno incarnando al meglio questi tre valori che sicuramente li faranno crescere. Il tutto, voglio sottolinearlo, nonostante la giovane età, quindi sono ancora più orgoglioso di loro».
L’ultimo ostacolo prima della finale sarà la Paganese, e c’è dunque da chiedersi se Robbiati e i suoi collaboratori abbiano in serbo qualcosa per riuscire a sorprendere i campani: «Ringrazio il mio collaboratore Mirco Brioschi che mi ha aiutato a capire i nostri futuri avversari e a preparare al meglio la partita; speriamo che le cose su cui abbiamo lavorato ci possano essere utili. Il nostro atteggiamento durante la gara? Anche se la semifinale sarà una partita a gara secca, in cui ogni errore rischia di essere decisivo, continueremo a proporre il nostro gioco e di conseguenza cercheremo di dominare l’avversario: ai miei ragazzi dico sempre che non bisogna avere paura di vincere, ma il coraggio di vincere. Se sbaglieremo lo faremo con le nostre idee e la nostra filosofia, e se la Paganese si dimostrerà più forte di noi le faremo i complimenti». Appuntamento dunque a martedì 18 giugno alle ore 20.30 a Russi (Ra) per Renate-Paganese, incontro che permetterà di capire quale sarà la seconda finalista dopo che la prima sarà già nota dopo Juve Stabia-Pordenone, che invece si giocherà poco prima, alle ore 17.30 a Savignano sul Rubicone (FC). Non ci resta dunque che augurare buona fortuna a tutte le squadre coinvolte, e che vinca il migliore!