18 Giugno 2021

Inter-Roma Under 18: Jurgens emula Fernando Torres e trascina i nerazzurri, Chivu in vetta solitaria

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Andrea Barilaro
Andrea Barilaro
Responsabile dei campionati giovanili regionali della Lombardia

Un’Inter versione “cacciatrice” ne fa quattro alla Roma e si prende con forza, talento e determinazione la vetta solitaria della classifica. Una Roma versione “preda” regge solamente un tempo, dovendosi inchinare nella ripresa al maggiore talento dei nerazzurri. A decidere il big match sono due minuti di fuoco. Centoventi secondi che mandano in estasi i ragazzi di Chivu e costringono quelli di Parisi a leccarsi le ferite, con i giallorossi arrivati alla terza sconfitta consecutiva nel giro di dieci giorni. Due minuti che non sono altro che lo show personale dell’uomo più rappresentativo dei nerazzurri: Oliver Jurgens. Il bomber nerazzurro prima sblocca il match con un pallonetto delizioso che riporta i più nostalgici al 2008 – quando Fernando Torres siglò il gol vittoria della Spagna contro la Germania nella finalissima dell’Europeo -, poi serve a Iliev un cioccolatino che vale il raddoppio. A due dalla dalla fine chiude definitivamente i conti su calcio di rigore, spiazzando con freddezza Berti e siglando l’ottavo gol stagionale. Infine nel recupero serve l’ennesimo assist illuminante a Ballabio, con il subentrato centravanti che fa poker con un altro pallonetto. Nel mezzo il gol della Roma. Ai giallorossi non basta l’aver accorciato le distanze grazie all’autorete sfortunata di Fontanarosa: nonostante il forcing finale, il quale avrebbe potuto raccontarci un finale diverso (prima del terzo e quarto gol dei padroni di casa), i ragazzi di Parisi escono da Milano sconfitti pesantemente. Un passivo sicuramente troppo severo per la Roma, chiamata ora a ripartire tra due settimane dopo il weekend di riposo proprio contro i nerazzurri.

Chivu si affida alle certezze, rivoluzione Parisi. Il profumo di sorpasso suggerisce a Christian Chivu di puntare sui “titolarissimi”. Nell’ossatura centrale del 4-3-1-2 disegnato dal tecnico nerazzurro spicca capitan De Milato in mediana – coadiuvato da Grygar e Fabbian – a protezione della coppia difensiva formata da Redondi e Fontanarosa. Sulle corsie esterne spazio ai due “Primavera” Tonoli e Carboni, con quest’ultimo al rientro in campo dopo la trasferta di Firenze con l’Under 19, mentre dalla trequarti in su regna la qualità: Iliev alle spalle della coppia Jurgens-Magazzù. Scaricate le tossine della sconfitta di Torino in zona Cesarini, la Roma si presenta a Milano per difendere il primato. Quella di Parisi è una mezza rivoluzione. Il tecnico giallorosso ne conferma solamente due dopo la sconfitta contro il Toro, ovvero Cassano in avanti e Dicorato in mediana, schierando i suoi con un prudente 3-5-2. Capitan Evangelisti guida i tre di difesa – completata da Giorcelli e Zajsek -, le corsie sono occupate da Louakima a destra e Rocchetti a sinistra e in avanti il classe 2004 Cherubini fa coppia con Cassano.

La preda e la cacciatrice. La prima è la Roma, che si presenta a questo big match dal sapore di spareggio dopo due ko consecutivi, con l’Inter pronta al sorpasso. Tuttavia la squadra di Parisi, nonostante un avvio complicato (anche e soprattutto per meriti dell’Inter), ha un atteggiamento che si discosta totalmente da quello di una “preda”. Dicorato in mediana è prezioso in entrambe le fasi, Cassano non ne molla una in avanti, Louakima e Rocchetti sulle corsie sanno come attaccare gli spazi. E’ proprio grazie ai due “quinti” che al 10′ la Roma si fa vedere dalle parti di Botis. Louakima, arrivato di gran carriera sul fondo, pesca dall’altra parte Rocchetti. L’esterno giallorosso serve al centro un pallone interessante per Cassano, il quale manca però l’appuntamento per questione di centimetri. La seconda è l’Inter. Reduce da tre vittorie nelle ultime cinque uscite, la squadra di Chivu ha tutta la volontà (oltre che la qualità) per puntare al sorpasso. L’avvio nerazzurro lo testimonia. Jurgens e Magazzù, muovendosi costantemente e con intelligenza ci mettono poco a mostrare le proprie qualità, mentre in mediana De Milato è preziosissimo e Fabbian è boss incontrastato del centro-sinistra. Proprio la mezzala nerazzurra va vicino al gol dopo soli tre minuti, con un destro insidioso che finisce però di poco sopra la traversa. A provarci dieci minuti dopo è invece Jurgens. Servito con un gran pallone di Carboni, il colpo di testa del centravanti nerazzurro è fermato solamente dal palo. L’inizio sprint è seguito da una seconda metà di prima frazione di studio, senza spingere troppo sull’acceleratore: la preda si difende e tiene a distanza la cacciatrice, alla quale servirà di più per avere la meglio.

L’indole della cacciatrice: due minuti di fuoco. Il buon primo tempo dei giallorossi, bravi a mettere in difficoltà l’Inter sulle corsie esterne, suggerisce a Parisi una sostituzione: fuori Rocchetti e dentro Oliveras. Se tatticamente non cambia nulla (cambio ruolo per ruolo), ciò che fa la differenza sono le caratteristiche. Oliveras sa garantire grande spinta, la quale si va ad aggiungere a quella proposta dal solito Louakima e destra. Nonostante il baricentro si sia alzato sensibilmente, i giallorossi faticano a creare occasioni importanti. Il tentativo al 6′ di Cherubini, servito da Cassano, è troppo poco per impensierire Botis. Di contro non ingannino le difficoltà a proporre gioco dell’Inter: una cacciatrice, nonostante possa abbassare la propria aggressività, rimane sempre tale. La conseguenza? Due gol in due minuti. A sbloccare la gara è il solito Jurgens che, servito da un lancio illuminante di Fontanarosa, batte Berti con un delizioso pallonetto in memoria del gol di Fernando Torres che decise la finale di Euro 2008. Settimo gol stagionale per il talentuoso centravanti nerazzurro. C’è lo zampino del bomber anche nel raddoppio. L’azione corale è infatti ancora di Jurgens, letale nel lasciare sul posto due avversari e magico nel servire un cioccolatino in profondità a Iliev. A tu per tu con Berti il fantasista non si fa pregare, firmando così il raddoppio. Il duplice svantaggio costringe Parisi a rivedere i propri piani. Il tecnico giallorosso passa infatti alla difesa a quattro, dando spazio in avanti a Voelkerling chiamato a coadiuvare Cherubini e Cassano. Tuttavia ad accorciare le distanze non sono i colossi offensivi ospiti, bensì una sfortunata autorete dell’Inter. Sugli sviluppi di calcio d’angolo è Fontanarosa a battere involontariamente Botis, permettendo così alla Roma di tornare in partita (19′). Nonostante il forcing finale, i giallorossi faticano a impensierire una retroguardia ben messa e in totale controllo come quella dell’Inter. Di contro concedono tanto alla squadra di Chivu, che dopo il 45′ dilaga. Il tris è firmato da Jurgens su calcio di rigore, dopo il fallo di Evangelisti su Tonoli, mentre il poker porta la firma di Ballabio, bravo a battere con un pallonetto Berti.

IL TABELLINO

INTER-ROMA 4-1
RETI (2-0, 2-1, 4-1): 9′ st Jurgens (I), 11′ st Iliev (I), 19′ st aut. Fontanarosa (I), 43′ st rig. Jurgens (I), 46′ st Ballabio (I).
INTER (4-3-1-2): Botis 6.5, Tonoli 6, Carboni 7 (35′ st Monti sv), De Milato 6.5, Redondi 6.5, Fontanarosa 7, Grygar 5.5 (12′ st Radaelli 6), Fabbian 7, Jurgens 9, Iliev 6.5 (12′ st Abiuso 6.5), Magazzù 5.5 (12′ st Ballabio 7). A disp. Bonucci, Villa, Oppizzi, Pezzini, Pelamatti. All. Chivu 7.5.
ROMA (3-5-2): Berti 6, Giorcelli 5.5 (12′ st Voelkerling 6.5), Rocchetti 6 (12′ st Oliveras 6.5), Dicorato 6.5 (12′ st Logrieco 6), Zajsek 5.5, Evangelisti 5.5, Louakima 6.5 (24′ st Ludovici 6), Di Bartolo 5.5, Cherubini 6 (41′ st Ngingi sv), Pagano 6, Cassano 5.5. A disp. Milan, Bianchino, Verrengia, Meloni. All. Parisi 6.5.
ARBITRO: Costa di Busto Arsizio 6.5.
AMMONITI: Radaelli e Abiuso (I), Dicorato (R).

LE PAGELLE

INTER
Botis 6.5 Di pericoli concreti dalle sue parti non ne passano più di tanti, tuttavia si fa trovare sempre pronto e sul pezzo. Nella ripresa si esibisce anche in qualche uscita alta, suo marchio di fabbrica: sicurezza alla difesa garantita.
Tonoli 6 Più che attaccare Rocchetti con la sua fisicità lo aspetta, preoccupandosi prevalentemente della fase difensiva. Dalla sua parte la Roma si fa vedere molto bene in avvio, mentre nella ripresa avrebbe modo di spingere ma non lo fa con frequenza. La prima volta che parte, caso vuole, porta al rigore trasformato poi da Jurgens. Le qualità le ha, avrebbe potuto esibirle un po’ prima.
Carboni 7 Sebbene la condizione fisica non sia delle migliori, reduce da una lontananza dai cambi di due mesi (ultimi minuti contro la Viola con la Primavera), non delude le aspettative. Ci mette tecnica, corsa e fisicità. Con la prima dimostra di poter giocare anche da esterno altro, con la seconda si fa avanti e indietro innumerevoli volte, con la terza tiene a bada un osso duro come Louakima (35′ st Monti sv).
De Milato 6.5 Non il solito De Milato, soprattutto in fase di impostazione: questo dobbiamo dirlo. Tuttavia, anche a “mezzo servizio” riesce ad uscirne indenne in una partita complessa in mediana. Il lavoro di copertura della difesa gli riesce molto bene, mentre pecca in lucidità quando c’è l’occasione di uscire palla al piede. Una prova comunque più che positiva, in una stagione fin qui splendida.
Redondi 6.5 Di pericoli concreti dalle sue parti non se ne vedono, soprattutto in avvio. Proprio nei primi minuti però disturba per quel che può Cassano, pescato in buona posizione. Nella ripresa è in controllo della partita, come del resto l’intera squadra.
Fontanarosa 7 Sette perché, nonostante l’autogol, la sua prestazione è l’ennesima dimostrazione di quanto sia determinante in questa squadra. Fisicamente non perde un contrasto, ma non solo. Ci sono anche le qualità balistiche, che gli permettono di pescare alla grandissima in profondità Jurgens sul primo gol. Insomma, se nell’autogol è stato sfortunato, il conto è pari considerando che ha portato ad una realizzazione.
Grygar 5.5 Gara a due facce per il classe 2004. L’inizio è buono. Si dimostra intraprendente, volenteroso e coraggioso. Tuttavia quando, a inizio ripresa, servirebbe un apporto maggiore, soprattutto sotto il punto di vista della personalità, sparisce. Rimane comunque un prospetto interessante, considerando anche che gioca da sotto età.
12′ st Radaelli 6 Entra col piglio giusto e la voglia adeguata. Non riesce però a mettere in campo le proprie qualità tecniche, essendo “costretto” a ripiegare spesso per via delle avanzate romaniste.
Fabbian 7 Il tentativo in avvio di gara – che si rivelerà essere l’unico – dimostra quanto sia importante in zona gol. Quest’oggi era richiesto però un compito diverso: giocare più per la squadra, facendo tanto lavoro sporco cercando di supportare la difesa quando Di Bartolo avanza. Ci riesce pienamente.
Jurgens 9 Due gol (di cui uno straordinario) e due assist (entrambi illuminanti e clamorosamente belli): cos’altro serve per motivare il voto assegnatogli? Nascosto nel primo tempo, nella ripresa esce alla distanza e in due minuti diventa Re della mattinata milanese. I gol in stagione diventano così ben otto, a dimostrazione di quanto sia importante il suo apporto per questa squadra.
Iliev 6.5 Salva una prestazione opaca pochi secondi prima di uscire, mettendo a segno un gol tanto bello quanto importante, sia per il momento che per il risultato. Nel primo tempo infatti fatica a esprimersi con costanza in avanti. Dopo la sostituzione la partita sarebbe potuta diventare giusta per uno con le sue qualità, ma c’era da difendere più che attaccare.
12′ st Abiuso 6.5 Caratteristiche opposte rispetto a Iliev: una scelta chiara quella di Chivu, dettata dalla volontà di puntare sui centimetri in avanti. Sebbene non abbia occasioni nitide per trovare il gol, è un punto di riferimento per la squadra.
Magazzù 5.5 L’inizio è anche buono, ma per i restati quaranta minuti del primo tempo non vede il pallone. A differenza di Jurgens la ripresa non lo esalta, costringendo Chivu a sostituirlo dopo una decina di minuti.
12′ st Ballabio 7 Riesce in tutto ciò in cui era mancato Magazzù: costruirsi le occasioni e non sbagliarle. Lo fa benissimo in pieno recupero, approfittando al meglio di un assist al bacio di Jurgens.
All. Chivu 7.5 Ha vinto la qualità. Schiera la miglior Inter possibile, ma soprattutto non sbaglia neanche un cambio. Scelte azzeccate per una classifica che ora vede i nerazzurri al primo (meritatissimo) posto.

ROMA
Berti 6 Di fronte a un Jurgens così c’è poco da fare. Così come sul gol di Iliev e quello a tempo quasi scaduto di Ballabio. La furia nerazzurra esce tutta insieme nella ripresa, contro la quale non basta lo stesso portiere giallorosso.
Giorcelli 5.5 Il primo tempo lascia intendere che abbia capito come controllare Jurgens, la ripresa è tuttavia, purtroppo per lui, tutt’altra storia. In occasione del raddoppio di Iliev si lascia saltare troppo facilmente da Jurgens, dimostrandosi impotente di fronte alla furia nerazzurra.
12′ st Voelkerling 6.5 Entra con il risultato da recuperare, mettendosi a disposizione della squadra. Ha tecnica e velocità, ma non riesce ad accendersi anche e soprattutto per merito di Carboni.
Rocchetti 6 Nel primo tempo qualche giocata che dimostra intraprendenza la fa. Tuttavia nella ripresa si spegne, costringendo Parisi a sostituirlo per inserire forze fresche e più offensive.
12′ st Oliveras 6.5 L’approccio è dannatamente positivo. Attacca costantemente Tonoli, non riuscendo però a colpire. Nel finale la sua posizione errata porta Evangelisti al fallo che causa il calcio di rigore.
Dicorato 6.5 nelle grandi difficoltà odierne della linea mediana romanista, il migliore è proprio il regista giallorosso. Nel primo tempo tiene bene palla e controlla i ritmi, mentre nella ripresa esce per dare spazio a un giocatore più offensivo di lui.
12′ st Logrieco 6 Si perde nei meandri del centrocampo nerazzurro, ma contribuisce a alzare il baricentro per l’arrembaggio finale.
Zajsek 5.5 La leggerezza in occasione del gol di Iliev la paga a prezzo carissimo. Se nel primo tempo marca alla grande Magazzù, la ripresa è piena zeppa di difficoltà, capendoci ben poco dopo il gol del “diez” nerazzurro.
Evangelisti 5.5 Si lascia scappare Jurgens con troppa facilità in occasione del primo gol, mentre l’intervento su Tonoli nel finale è tanto inutile quanto senza senso. Macchia con due errori gravi una prestazione fino a quel momento da leader.
Louakima 6.5 Fin quando ne ha sulla destra fa il bello e il cattivo tempo. Molto bene in fase di spinta, mentre concede un po’ troppo all’Inter quando è arretrato nei quattro di difesa.
24′ st Ludovici 6 Entra nelle difficoltà e non riesce a metterci particolarmente del suo per uscirne.
Di Bartolo 5.5 Con Fabbian non la vede praticamente mai. Qualche buon inserimento nel primo tempo c’è stato, am troppo poco per fare la differenza in una gara molto difficile.
Cherubini 6 Non punge minimamente, ma quantomeno è l’ultimo a mollare e cerca costantemente qualche varco. Gli arrivano pochi palloni giocabili, in una gara molto complessa per l’intero reparto offensivo giallorosso (41′ st Ngingi sv).
Pagano 6 A differenza di Di Bartolo non si fa oscurare dal diretto avversario anzi, spesso lo mette anche in difficoltà. Cala però vistosamente nella ripresa, quando invece servira un apporto maggiore per fare male all’Inter.
Cassano 5.5 Inizia con la solita qualità ed intraprendenza, ma sparisce dopo pochi, pochissimi minuti. Nella partita probabilmente più importante finora, manca clamorosamente l’appuntamento.
All. Parisi 6.5 Il primo tempo vede i suoi giocarsela praticamente alla pari, mentre nella ripresa – nonostante il cambio tattico con il passaggio alla difesa a quattro – paga la maggiore qualità dell’Inter.

ARBITRO
Costa di Busto Arsizio 6.5 Ti svegli una mattina, rispondi al cellulare e scopri che devi andare ad arbitrare Inter-Roma Under 18, big match che vale il primo posto in classifica. Sei un arbitro di Eccellenza, operi in Lombardia ma il destino ti ha voluto a capo di una partita normalmente diretta di un direttore di gara di Serie D. Il risultato? Una direzione di gara positiva, nonostante qualche protesta sponda Roma per episodi sospetti in area di rigore.

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