22 Giugno 2021

Inter-Torino Under 18: i nerazzurri si portano avanti con Fabbian, ma i granata ci credono e Barbieri la pareggia

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Il match tra Inter e Torino termina 1-1 ma le emozioni non sono mancate in una gara in cui entrambe le squadre hanno cercato di dare il massimo, sfruttando anche gli errori e le lacune degli avversari. Cristian Chivu perde una buona occasione per provare ad aumentare la distanza dalla Roma inseguitrice in classifica, ma lo stesso discorso vale per il Toro di Franco Semioli, che poteva provare a portarsi momentaneamente al terzo posto. Un punto a testa dunque, con i nerazzurri che non sono apparsi particolarmente brillanti e anzi, si sono dimostrati poco convinti e senza quella cattiveria che serviva per chiudere la partita dopo il vantaggio iniziale. Rammarico anche per i granata, che sbagliano l’approccio iniziale. Nel secondo tempo gli ospiti sono decisamente più pimpanti, ma a quel punto il tempo a disposizione è poco. Risultato, dunque, che non smuove la classifica. Per eventuali capovolgimenti bisognerà aspettare il prossimo turno.

Nerazzurri in vantaggio. L’Inter scende in campo con il solito 4-3-1-2, con Ballabio a fare da perno per la manovra nerazzurra. Il Torino, invece, si dispone con un 3-4-1-2, cercando di sfruttare la velocità sulle fasce, ma anche la qualità tecnica del reparto offensivo. Nei primi istanti di match sono più arrembanti gli ospiti, che sono ben disposti in campo ma si ritrovano davanti il muro composto soprattutto da Redondi e Fontanarosa. Il primo squillo della gara arriva al 9’ con un’iniziativa personale di Jurgens, che scende sulla fascia sinistra e una volta arrivato sul fondo scarica un bel pallone, ma la difesa granata è attenta e spazza. L’Inter non è bellissima, ma gioca in maniera intelligente, riuscendo a passare in vantaggio al 15’ grazie al colpo di testa di Fabbian arrivato da una punizione conquistata una manciata di secondi prima. Il Toro acccusa il colpo, rinunciando a riempire gli spazi e affidandosi ai lanci lunghi che però non sortiscono l’effetto desiderato. Al 23’ c’è una bella combinazione sulla fascia tra Monti e Jurgens, che dopo un uno-due con il terzino entra in area e tira, ma Fiorenza è bravo a restare in piedi e coprire il palo. La prima vera grande occasione dei ragazzi di Semioli arriva al 39’, quando Gheralia approfitta di un pallone perso dalla difesa di casa, prende la mira e cerca l’angolino basso di sinostra, ma il portiere nerazzurro c’è e blocca la sfera in due tempi.

Partita nella partita. L’inizio della seconda frazione segna anche l’inizio di un copione totalmente nuovo per l’andamento del match. Partono fortissimo infatti gli ospiti, che scendono in campo molto più determinati e soprattutto precisi negli ultimi 15 metri. Dopo pochi secondi, infatti, ci prova subito Calò. che dal vertice dell’area fa partire un tiro forte e rasoterra, ma la palla si spegne sul fondo, non troppo lontana dal secondo palo. Nell’azione successiva l’Inter fa capire di esser sorpresa dall’approccio del Toro, con la linea difensiva che pasticcia col pallone e alza un campanile sul quale si avventa Barbieri, il cui tiro però viene rimpallato da un difensore. Il gol del pareggio è nell’aria e arriva al 3′ proprio con il numero 9, che riceve una bella palla dal neo-entrato De Matos Mira, che nel ruolo di trequartista porta molta vivacità e imprevedibilità alla manovra granata: proprio il centrocampista si sposta sull’out di sinistra, prende palla, converge leggermente verso il centro e fa partire un cross basso a tagliare per Barbieri, che è abile nel controllo, si gira e batte a rete, superando Bonucci. Risultato che dice dunque 1-1 e tutto da rifare per i ragazzi di Cristian Chivu. Al 7′ prova a graffiare Jurgens, che prende palla da De Milato, alza la testa e tira, ma non riesce ad inquadrare lo specchio. Con l’andare dei minuti le squadre si allungano sempre di più e ci sono sempre più ribaltamenti di fronte. I nerazzurri provano a rendersi pericolosi al 25′ quando Magazzù, imbeccato da Jurgens, sciupa da buona posizione perché perde un tempo di gioco nello stop della sfera. Il match si fa combattuto perlopiù a centrocampo, con entrambe le squadre protagoniste di diversi errori banali, probabilmente dettati dalla voglia di passare in vantaggio. Al 37′ Barbieri cerca la gloria con la doppietta personale, ma il tiro viene sporcato da un difensore, la palla si alza e finisce alta sopra la barriera. I minuti finali ed il tempo di recupero sono caratterizzati da un forcing finale dei ragazzi di Chivu, giocato perlopiù sull’out di sinistra, ma manca la precisione necessaria a far male seriamente gli avversari. Dopo i 5′ di recupero il signor Caldirola di Milano decreta la fine del match.

IL TABELLINO

Inter-Torino 1-1
RETI (1-0, 1-1): 15′ Fabbian (I), 3′ st Barbieri (T).
INTER (4-3-1-2): Bonucci 6, Tonoli 6.5, Monti 6.5 (1′ st Carboni 5.5), De Milato 5.5 (10′ st Grygar 6), Redondi 6.5, Fontanarosa 6, Radaelli 5.5, Fabbian 7 (43′ st Branzini sv), Jurgens 5.5, Ballabio 6 (10′ st Iliev 6), Abiuso 5 (10′ st Magazzù 6). A disp. Botis, Lonati, Villa, Pezzini. All. Chivu 6.5.
TORINO (3-4-1-2): Fiorenza 6, Calò 6, Gregori 6.5 (46′ st Juricic sv), Anton 6.5, Chiarlone 6, Della Valle 6, Gyimah 6 (28′ st Eordea 6), Di Marco 7 (28′ st Andretta 6), Barbieri 7 (42′ st Pozzessere sv), Gheralia 5.5, Ientile 5 (1′ st Matos 7.5). A disp. Edo Gerald, Todisco, Ordisci, Anticoli. All. Semioli 7.
ARBITRO: Caldirola di Milano 7.
ASSISTENTI: Nechita di Lecco e Daghetta di Lecco.
AMMONITI: Carboni (I), Magazzù (I), Anton (T), Di Marco (T), De Matos Mira (T).

LE PAGELLE

INTER
Bonucci 6 Attento per tutto il match, sul gol la traiettoria era difficile da intercettare. Per il resto, a dire il vero, viene interpellato poco perché i tiri nello specchio degli avversari sono pochi.
Tonoli 6.5 Fa avanti e dietro sulla fascia di competenza per tutt’e 95 i minuti, senza risparmiarsi mai. Meglio in fase difensiva che nei momenti di proposta offensiva perché in avanti non riesce ad incidere più di tanto.
Monti 6.5 Gioca solo una frazione e, al netto di qualche errore individuale di troppo, è sicuramente il più coinvolto nella trama nerazzurra e dialoga bene con i compagni. In difesa scricchiola un po’, ma la sua prova è largamente sufficiente.
1′ st Carboni 5.5 Al contrario del compagno che ha sostituito, in campo è sostanzialmente impalpabile. Non partecipa attivamente al gioco e ci si accorge di lui soltanto quando prende un’ammonizione a gara quasi terminata.
De Milato 5.5 Il capitano oggi è autore di una prova faticosa, in una gara in cui non riesce a trovare la sua posizione in campo. Di conseguenza, vaga tra centrocampo e trequarti senza riuscire a dare un apporto prezioso ai compagni.
10′ st Grygar 6 Si piazza a centrocampo e aiuta la squadra a fare densità in quella zona del rettangolo di gioco, cercando di spezzare il più possibile la manovra degli avversari.
Redondi 6.5 Ottima prova al centro della difesa. Nessuna sbavatura nelle chiusure e negli anticipi, forse si poteva fare qualcosa di più in fase di impostazioni. Si dimostra molto capace anche nel gioco aereo.
Fontanarosa 6 Mezzo punto in meno rispetto al collega di reparto perché il suo cliente è un attaccante rapido e fisico e in alcuni frangenti va in difficoltà, avendo bisogno del sostegno del terzino per arginarlo.
Radaelli 5.5 Tanta quantità nella sua gara ma troppa poca qualità. Fa fatica a proiettare in avanti la manovra nerazzurra e quindi si deve limitare a recuperare palloni, ma non riesce a stare al passo degli avversari e perde diverse volte il possesso.
Fabbian 7 Il migliore dell’Inter. Nel primo tempo è praticamente ovunque, recuperando tantissimi palloni, facendo guadagnare metri alla squadra e improvvisandosi anche bomber da area di rigore. Nel secondo tempo cala un po’, ma la qualità resta tanta. (43′ st Branzini sv).
Jurgens 5.5 Da lui è più che lecito aspettarsi di più. Nei primi 45′ gioca un po’ più largo, ma l’Inter fa fatica a distendersi sul campo, quindi è sostanzialmente da solo. Nella seconda frazione si accentra un po’, ma il risultato non cambia: una prova in cui non riesce a lasciare quel segno che sarebbe servito alla sua squadra.
Ballabio 6 Deve essere il perno del gioco e all’inizio del match riesce a illuminare con alcune giocate. Purtroppo nella sua zona del campo la densità di avversari è veramente tanta e le maglie granata gli si chiudono attorno come una gabbia.
10′ st Iliev 6 Lo schema tattico della squadra non cambia più di tanto quando entra in campo. Si ritrova nella stessa situazione di chi ha rilevato, ma anche lui si conquista la sufficienza con un paio di imbucate poi sprecate dai compagni.
Abiuso 5 Giornata sicuramente no per lui, che non riesce a mettersi in mostra e a dare una mano alla squadra. Poco partecipe al gioco della squadra, non riesce a dare qualcosa nemmeno nei momenti di pressing.
10′ st Magazzù 6 Porta fisicità in attacco e gli avversari se ne accorgono, perché sono molto attenti quando è palla al piede o si inserisce. Riesce a ritagliarsi qualche occasione degna di nota, ma la difesa è attenta, costringendolo spesso all’errore.
All. Chivu 6.5 Il tecnico mette in campo una buona squadra, che parte molto bene nei primi istanti del match. Nel primo tempo, però, i suoi undici sono troppo schiacciati. Riesce a distendere la squadra con i cambi e nel finale guida dalla panchina l’assedio nerazzurro.

TORINO
Fiorenza 6 Estremo difensore che fa il suo per tutta la durata del match. Sul gol la sua uscita è rivedibile, ma la distanza ravvicinata e la confusione in area possono essere una scusante.
Calò 6 Esterno di centrocampo, il suo contributo alla squadra è volto soprattutto a dare equilibrio, ma non disdegna qualche sortita in avanti per mettere ansia agli avversari. Costante nella concentrazione.
Gregori 6.5 Nel primo tempo non benissimo a dire il vero, ma nel secondo gioca quasi da attaccante aggiunto e dimostra grande intesa con i compagni, che si sovrappongo con lui palla al piede, facendo nascere belle combinazioni. (46′ st Juricic sv).
Anton 6.5 Buona prova nella linea di difesa a tre, riesce ad arginare l’attaccante avversario nonostante l’elevato livello di difficoltà della sfida tra i due. Tiene botta per tutta quanta la durata della gara.
Chiarlone 6 Al centro della difesa spicca per sicurezza e autorevolezza, riuscendo a guidare la linea composta con gli altri due compagni. In occasione del gol subito, forse, si poteva fare qualcosa in più.
Della Valle 6 Anche per lui vale il discorso del gol subito fatto sopra, ma prova sufficiente in una gara che non lo ha visto particolarmente impegnato. Quando chiamato in causa, però, ha fatto capire di essere con la testa nel match.
Gyimah 6 Gioca da attaccante e parte forte ma si spegne nell’arco del match. Il suo principale contributo è certamente quello di riuscire a metter pressione al portatore di palla avversario, riuscendoci abbastanza bene. Si poteva fare qualcosa di più a ridosso dell’area di rigore.
28′ st Eordea 6 Entra quando le squadre si sono già allungate e cerca di dare un po’ di equilibrio all’andamento del Torino, aumentando l’intensità a centrocampo e facendo da filtro alla manovra trasversale della squadra padrona di casa.
Di Marco 7 Buona gara della mezzala, che lotta su ogni pallone e fa di tutto per spezzare la trama nerazzurra. Una volta recuperato il possesso, poi, è abile nel provare a far salire subito la squadra.
28′ st Andretta 6 Anche lui rientra nei cambi fatti per fare un po’ di densità a centrocampo, riuscendoci a fasi alterne ma sicuramente continuando a battagliare su ogni pallone.
Barbieri 7 È chiamato in causa poche volte nell’arco del match, ma ogni volta ha dimostrato di esser pronto a rendersi pericoloso, come in occasione del gol o nei momenti in cui ha smistato palloni per i compagni, tenendo alta la squadra. (42′ st Pozzessere sv).
Gheralia 5.5 Inizia da trequartista e lo si vede veramente poco in campo. Nel secondo tempo il tecnico arretra il suo raggio d’azione e riesce a fare leggermente meglio, ma non quel che serve a raggiungere la sufficienza.
Ientile 5 La sua è una prova sostanzialmente incolore. Cercato poco, si propone anche pochissime volte per ricever palla dai compagni, diventando praticamente un corpo estraneo rispetto alla partita della sua squadra.
1′ st Matos 7.5 Entra e il Torino cambia volto. Porta vivacità negli ultimi 15/20 metri e, soprattutto, quel pizzico di fantasia che fa preoccupare gli avversari. È lui a servire l’assist per il pareggio, disegnando una traiettoria rasoterra assolutamente non facile da vedere e tutt’altro che scontata.
All. Semioli 7 Il Torino gioca bene per gran parte della partita e il merito è suo, perché mette in campo una squadra disciplinata e che riempie bene gli spazi. Quando gli avversari salgono in cattedra, però, i suoi ragazzi non riescono a stare al passo: capisce le difficoltà di chi era in campo e indovina i cambi, riuscendo ad agguantare un meritato pareggio.

ARBITRO
Caldirola di Milano 7 Il fischietto meneghino dirige la gara molto bene, tirando fuori i cartellini nel momento giusto, facendosi rispettare e sedando immediatamente i piccoli screzi di campo che rischiano sempre di diventare qualcosa di più grande. Ottima anche l’intesa con gli assistenti.


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