Piacenza Under 15
Piacenza Under 15

Maianti 8 Un portiere è un grande portiere quando fa poche parate ma al momento giusto e lui fa parte di questa categoria. Il miracolo su Salerno a inizio ripresa è qualcosa di inspiegabile anche per i più esperti della razza dei “numeri uno”. Poi si deve arrendere al 10 della Paganese e a Norcia, ma sul secondo gol ci mette quasi una pezza sul tiro di Manzi. Fase finale perfetta.


Lucanto 7.5 Una vera e propria forza della natura sulla fascia destra. Nella ripresa i pericoli arrivano prevalentemente dalla sua parte, ma pensare di non concedere nulla alla Paganese era roba per inguaribili sognatori. Si prende la copertina quando, sul 2-2, sgroppa facendosi tutto il campo e servendo Ruiz che prende una traversa clamorosa. Grandissima partita la sua.


Cloralio 8 Difetti? Nessuno. Gioca una grandissima partita, sulle sue zolle la Paganese non trova l’ossigeno necessario per fare male. Capisce che la fase difensiva è blindata, così si occupa di fluidificare e lo fa nel migliore dei modi. Dal suo piede destro nasce il cross che Turrà tramuta nel gol-Scudetto. L’assist più importante dell’anno.


Borsatti 7.5 Fa-vo-lo-so. Centrale difensivo ad alto tasso qualitativo, in tutta la partita soffre solo l’incursione di Manzi che lo brucia in occasione del 2-1 dei campani. Per il resto, solita partita attenta sia in fase di marcatura sia quando c’è da far ripartire l’azione. Dimostra maturità tecnica e anche una bella dose di personalità.


Villoni 7.5 Il classico centrocampista che magari non si vede molto, ma si sente tantissimo. Il classico giocatore di cui senti la mancanza solamente quando non ce l’hai. In mezzo al campo al fianco di Riva si sfianca nel doppio lavoro di copertura e proposizione, dà equilibrio alla squadra e gestisce i ritmi nel migliore dei modi.


Baia 8 Il capitano non tradisce mai. Ennesima partita che rasenta la totale perfezione, nel primo tempo annulla Campanile e dà pure un occhio a Caiazzo: vengono sostituiti entrambi nell’intervallo. Tenta con interventi disperati di evitare i due gol della Paganese, ma se ci fosse riuscito non sarebbe un difensore ma un semi-dio. Alzala Massimo!


Ruiz 7.5 Ritmo, gamba, visione di gioco, grinta. Questo ragazzo ha tutto e lo fa vedere anche in finale, dopo una semifinale giocata anche meglio. Stavolta non entra nelle azioni dei gol, anche perché la fase difensiva è più impegnativa rispetto al match con l’Alma Fano e deve dedicarsi anche a quello. Il mancino che fa urlare i tifosi piacentini sul 2-2 è un arcobaleno che sembra disegnato con il goniometro: traversa-riga e urlo ricacciato in gola. Partita magnifica.


Riva 7.5 Recuperatore seriale di palloni, ma con le qualità del classico numero 8. Il centrocampista che ogni allenatore vorrebbe avere perché riconquista il possesso palla ed è già pronto per giocare il pallone senza dover passare da un regista vero e proprio. Fa la differenza in mezzo al campo: dopo una semifinale stratosferica, si ripete nella finalissima.


Turrà 9 Ci mette 23 secondi per segnare a una squadra che ha subito 3 gol in tutta la stagione. Primo tempo mostruoso, con sponde perfette per i compagni e un mastodontico lavoro sporco a tenere impegnati i due centrali della Paganese. Nel secondo tempo ha il merito, e scusate se è poco, di segnare il gol dello Scudetto: sul cross di Cloralio va in cielo, anticipa portiere e difensore e insacca facendo “crollare” la gradinata piacentina. Eroe di giornata. (29′ st Balduzzi sv).


Poerio 8 Tecnica sopraffina, idee in continuazione, carattere da vendere. Il “diez” ruba l’occhio per il suo tocco di palla e si carica la squadra sulle spalle nei momenti difficili. Sul finire di primo tempo sfiora il gol con un bellissimo destro a giro ricacciando in area una Paganese che stava salendo di tono, dopo l’1-1 è sempre lui ad andare vicino alla marcatura, ma Pinestro gli fa una parata fantastica. E’ l’ago della bilancia della fase offensiva, disegna calcio manco fosse Van Gogh. (32′ st Hrom sv).


Semenza 9 Dopo 20 secondi ha già scartato tre uomini e calciato in porta: dal suo tiro nasce l’1-0 di Turrà. Ha un altro passo rispetto agli altri 21 in campo – lo fa vedere ogni volta che parte palla al piede – e una grande tenuta fisica, visto che diverse accelerazioni le ha regalate nel finale di partita. Il suo piede destro è assolutamente decisivo per questo Scudetto: senza il suo gol immediato dopo il vantaggio della Paganese, probabilmente il Piacenza non ce l’avrebbe fatta. Straripante.


All. Giacobone 10 Il tecnico ex Pavia, con tutto il suo staff, porta il Piacenza nella storia. Dopo il secondo posto in campionato, il suo Piace elimina in sequenza Pordenone (rimontando la sconfitta per 2-0 dell’andata), Vicenza, Alma Fano e infine Paganese. La sua squadra segna in una partita sola lo stesso numero di gol incassati dai campani – peraltro a zero gol subiti nella fase finale – in tutta la stagione. Gioco brillante, carattere e grande coesione sono le armi vincenti di una squadra pazzesca. Ma del resto, si sa: “Quando Giacobone dalla panchina si alzerà…”.


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