Alla scoperta di Rosella Colombo, bomber implacabile del calcio femminile

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Rosella Colombo, Vibe Ronchese
Rosella Colombo, Vibe Ronchese

«Scusami ora però devo andare, le altre ragazze hanno già iniziato…». Saluta e di corsa, via sul campo con un entusiasmo e un’energia tipica di chi ama il calcio e non aspetta altro che faticare e gioire sul rettangolo verde. Così ha chiuso l’intervista Rosella Colombo, calciatrice ora in forza alla Vibe Ronchese, classe 1972. Un bomber d’altri tempi che ha praticamente visto nascere il movimento calcistico femminile, vivendo ed osservando da dentro tutti i suoi mutamenti.

«Dire un motivo per cui ho iniziato a giocare – afferma Rosella – è difficile. Io sono cresciuta con i miei fratelli e giocavamo sempre con il pallone. Diciamo che è stato un qualcosa di naturale». La sua prima esperienza in una squadra Rossella la ha Verderio, dove inizia a tirare i primi calci in una squadra all’età di 13 anni. «Ho iniziato a giocare a Verderio – continua la bomber – giocando, inizialmente nei campionati CSI a 7. Poi con il tempo siamo aumentate come giocatrici e ci siamo iscritte al campionato a 11. Là sono rimasta per ben 15 anni arrivando a giocare anche in Serie C». Visti i suoi ottimi risultati ottenuti con la maglia del Verderio nel 1999 Rossella si sposta e va a giocare a Merone nella Valassinese, in una società ambiziosa che aveva ferma intenzione di fare bene. «Nella Valassinese – aggiunge Rossella – sono rimasta 5 anni. Quelli sono stati anni molto positivi e divertenti, visto che abbiamo vinto tutti i campionati e abbiamo fatto la scalata che ci ha portato a giocare in Serie A. La mia avventura lì però si dovette interrompere nel 2004 quando, per problemi relativi ai costi, la società è fallita. Così andai a Tradate, nel varesotto, a giocarmi la Serie A2. Malgrado avessimo sempre fatto campionati di vertice, non siamo riusciti mai a compiere il definitivo salto di qualità». Dopo però aver assaporato i livelli più alti del movimento femminile, ecco che la carriera di Rosella subisce un brutto stop a causa degli infortuni. «Dopo l’esperienza a Tradate sono stata costretta a fermarmi per 4 anni, a causa dei problemi al ginocchio. Io mi sono rotta il crociato, sia anteriore che posteriore, e su consiglio del mio medico mi sono fermata, ma la voglia di tornare in campo c’è sempre stata: era come un fuoco dentro di me». Come sempre accade, ad ogni tramonto corrisponde un’alba, ed ecco che nel 2014 Rosella si rimette le scarpette ai piedi e ritorna a calpestare i campi da calcio alla Vibe Ronchese. «Nel 2014 – continua Rosella – Giulio Ripamonti, che è un mio compaesano ad Osnago mi chiese se avessi avuto voglia di tornare a giocare e, ovviamente, gli dissi di sì iniziando così la mia avventura alla Vibe. Inizialmente, il primo anno, abbiamo disputato il campionato CSI a 7, ma poi nell’anno successivo visto che non eravamo poche come ragazze ho insistito affinché potessimo giocare a 11 e così nel 2015 iniziammo a giocare nel campionato di Serie D. Al momento siamo in Promozione e vogliamo salire in Eccellenza il più presto. Già puntavamo a farlo quest’anno, ma qualche infortunio di troppo ci ha rallentato rendendo, al momento, difficile questo obiettivo. Ma non è per quest’anno sarà per l’anno prossimo».

Rosella è una bomber implacabile che nella sua lunga, lunghissima carriera, ha disputato più di 500 partite mettendo a segno valanghe di gol in ogni categoria e, come afferma lei «Di media io vado a segno 20 volte in una stagione». Anche quella di quest’anno è un’annata positiva per lei in termini realizzativi visto che è già a quota 13 reti in campionato. La cosa forse più interessante è cercare di capire come lei che a così tanta esperienza sulle spalle, possa essere vista all’interno della squadra. «Mi trovo molto bene – afferma Rosella – con le mie compagne di squadra. Mi vedono come una calciatrice da cui possono sempre imparare qualcosa. Io per prima cosa a loro cerco di trasmettere alcuni miei valore come la serietà e la voglia di faticare e lavorare in allenamento, che sono i motivi per cui io gioco ancora». Prima di chiudere, però, Rosella si è anche soffermata anche sul movimento calcistico femminile che lei hai vissuto nella sua più totale evoluzione. «Sicuramente – conclude la bomber – da quando ho iniziato io a giocare, il livello del calcio femminile si è alzato di molto, sotto ogni suo aspetto da quello tattico a quello fisico. A dare ulteriore risalto a questo sport, almeno a livello nazionale, sono stati i social network, come Facebook, e Sky che hanno iniziato a dare visibilità al movimento trasmettendo le partite in tv o in streaming. A livello nazionale sicuramente c’è una risonanza maggiore, che mi auguro possa portare ad ulteriore evoluzione di questo sport».


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