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Inchiesta Eccellenza: 1 presidente su 3 vuole ripartire, torinesi scettici

Chisola Eccellenza Ripartenza|Eccellenza sondaggio ripartenza|Giulio Ivaldi Presidente CR Liguria
Questo campionato s’ha da fare. Nonostante le perplessità, nonostante le difficoltà che potrebbero esserci all’orizzonte, l’Eccellenza dovrà concludere la stagione. La necessità di fornire due nomi per la promozione in D porta inevitabilmente i vari comitati regionali a pensare a un format nuovo per l’evenienza (campionato “volontario”?), interpellando anche i presidenti delle società “eccellenti” per poter raggiungere una soluzione che possa accontentare più società possibili. Dalla riunione di mercoledì i quesiti emersi sono tanti. Innanzitutto, la paura che il comitato non possa prendere in mano la situazione, lasciando ampi spazi di manovra alle varie società, spaventa e non poco: per intenderci, i presidenti gradirebbero qualcuno che si assuma la responsabilità di prendere una decisione sul futuro di questa annata sportiva, nel bene o nel male. Subentra poi in seconda istanza (ma non troppo) il problema economico, sia per i rimborsi dei tesserati (che saranno a carico delle società) che per il costo dei tamponi, che secondo il presidente Mossino si aggirerebbe a 3 euro cadauno. Detto ciò, se ci sarà l'adesione volontaria a un campionato senza retrocessioni, a chi converrà partecipare facendo investimenti? Ma soprattutto, come ponderare gli investimenti tra spese per i rimborsi e per i tamponi?Ipotizzando il prezzo convenzionato per i tamponi e la modifica dell' articolo 49 delle N.O.I.F. (blocco delle retrocessioni), chi è disposto a ripartire? Dal sondaggio tra i presidenti del Girone A si intravede una certa apertura verso la ripartenza. I no secchi dovrebbero essere solo quelli di Settimo e Venaria, mentre sono di più quelle del fronte “no morbido”, che preferirebbero non ripartire ma che se dovesse esserci la ripresa valuterebbero comunque la possibilità di presentare la squadra. Tra queste figura la Fulgor Ronco Valdengo, la quale ha già raggiunto l’accordo per la fusione con il Vigliano (con il conseguente passaggio di consegne in panchina tra Mellano e Ariezzo) e che andrebbe a pescare per rafforzarsi proprio dalla squadra di Promozione. Molte altre invece (circa la metà) quelle convinte nel voler riprendere il campionato, sia per voler dare un senso agli investimenti fatti (vedi Stresa) che per tornare semplicemente a giocare (vedi Borgaro), nonostante questa stagione sia giudicata praticamente da tutti come falsata. Il vero peccato capitale però sembra essere la mancanza di una proposta concreta nel format della ripartenza da parte della LND nazionale, come denunciato dal presidente dello Stresa Marco Pozzo. Il problema della poca leadership da parte degli organi decisionali nazionali è il punto cardine anche del pensiero di buona parte dei presidenti del girone B, i quali tendono maggiormente al no e soprattutto bocciano l’idea del torneo volontario. Tra i tanti fattori che hanno inciso figura la questione tamponi e campionati giovanili: i vari presidenti hanno mostrato diversi dubbi sul prezzo agevolato dei tamponi e sulla volontà da parte dei tesserati della società di effettuarli, mentre la decisione di non riprendere insieme ai campionati giovanili ha portato le società – in particolare quelle dell’area torinese - ad allontanarsi dalla crocetta del “sì”. Il format delle non retrocessioni è un altro problema da non sottovalutare. Società come la CBS, che fino a gennaio erano a favore della ripresa, ora hanno cambiato fronte, facendo proprio leva sul rapporto giudicato poco ragionevole tra spese e salvezza automatica. C’è chi però è sicuro nel voler riprendere, come il Chisola e l’Asti, con Ignazio Colonna (numero uno astigiano) che vorrebbe tutte le società in campo e la ripresa della classifica di fine ottobre. Un rebus complicato da risolvere e soprattutto tante voci da mettere il più possibile d’accordo.Mentre altre regioni hanno (quasi) trovato una quadra (come la Liguria) il Piemonte e il presidente Mossino aspettano i passaggi burocratici chiave per formulare una proposta definitiva alle società e quindi tagliare il nastro alla nuova Eccellenza formato 2021, che non sarà come quella “vera”, ma sarà pur sempre qualcosa.

IL SONDAGGIO

LE 12 SOCIETA' CHE HANNO RISPOSTO SI'

Aygreville, Borgaro, Borgovercelli, La Biellese, Oleggio, RG Ticino, Stresa, Acqui, Asti, Canelli SDS, Chisola, Pro Dronero

LE 8 SOCIETA' TENDENTI AL SI'

Accademia Borgomanero, Alicese Orizzonti, Dufour Varallo, La Pianese, LG Trino, Benarzole, Castellazzo, Giovanile Centallo

LE 8 SOCIETA' TENDENTI AL NO

Baveno, FR Valdengo, Pro Eureka, Verbania, Albese, Atletico Torino, CBS, Rivoli

LE 8 SOCIETA' CHE HANNO RISPOSTO NO

Settimo, Venaria, Corneliano Roero, Lucento, Moretta, Olmo, Pinerolo, Vanchiglia[caption id="attachment_261864" align="aligncenter" width="411"] Eccellenza sondaggio ripartenza Il Sondaggio: le percentuali dei pareri dei presidenti sulla ripartenza alle attuali condizioni[/caption] 

I Comitati ragionano sui format e la Liguria lo ufficializza per prima • Ipotesi FederLab obbligatoria: ma ai presidenti non conviene

[caption id="attachment_261871" align="aligncenter" width="640"] Giulio Ivaldi Presidente CR Liguria Giulio Ivaldi Presidente CR Liguria[/caption]In attesa della classificazione dell’Eccellenza a competizione “d’interesse nazionale”, i consigli regionali cominciano a formulare le loro ipotesi di format. L’unica regione ad averlo già reso pubblico è la Liguria. Si finisce il girone d’andata con maxi playoff e playout e retrocesso chi non scende in campo. «Abbiamo voglia e bisogno di ripartire - commenta il presidente ligure Giulio Ivaldi - Confidiamo che il Coni e la FIGC non porranno veti alle proposte fatte, così che potremo ridare il via all’Eccellenza, per le altre aspetteremo aprile e maggio e capiremo come fare fasi provinciali e regionali, ma dobbiamo ripartire per non perdere società. Sulle retrocessioni pensiamo che una competizione deve prevedere un minimo di merito e demerito sportivo. Abbiamo ridotto il numero di retrocessioni e se uno non scende in campo, invece di andare in Terza Categoria come accadeva in tempi normali, ripartirà dalla Promozione. Noi abbiamo 21 società e solo due non sono convintissime, ma, ripeto, dobbiamo ripartire». Decisione, quella che fa riferimento alle retrocessioni, in controtendenza al nordovest, ma condivisa molto nel sud Italia. La Puglia, addirittura, vuole fare andata e ritorno. Aldilà dei format il punto nevralgico di tutto è la questione tamponi. Una delle ipotesi sul tavolo è quella che vede un’estensione della convenzione con FederLab (già attiva per la D) anche per l’Eccellenza. Le male lingue del settore parlano però di un’obbligatorietà all’adesione a questa convenzione, la quale verrebbe a costare circa 9,50€ a tampone (compreso di medico e analisi). Una cifra alta rispetto a quella che una convenzione regionale potrebbe garantire (Mossino con Cirio si è accordato per una cifra intorno ai 3€ per i tamponi rapidi). In attesa di ciò, Ivaldi si dice sereno: «Non so il protocollo come uscirà, ma abbiamo chiesto una formula a misura dell’Eccellenza. Io mi muovo sul territorio grazie anche ad un presidente che è nel settore così che, qualsiasi formula esca le mie società non siano impreparate».

INCHIESTA A CURA DI

Benedetto Bonfatti, Daniele Moccia, Andrea Musacchio, Andrea Rosso

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