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Ponte San Pietro Under 17: passione e dedizione, così Luca Bonassi ha esordito in Serie D

Ponte San Pietro Under 17: passione e dedizione, così Luca Bonassi ha esordito in Serie D
È un normale primo pomeriggio di metà ottobre. Luca ha da poco finito il pranzo. Una piadina cotto e maionese. Leggera, perché un’ora più tardi bisogna allenarsi. Guai a non rispettare la tabella di marcia proposta da Luca Mascaro per sopperire all’impossibilità di lavorare sul campo. Quando ad un tratto, squilla il telefono del centrocampista del Ponte San Pietro. La chiamata arriva proprio dal suo allenatore. «Luca, devi allenarti con la Prima Squadra. Preparati e vai al campo». Momento di smarrimento. Ripreso contatto con la realtà, Luca telefona a mamma Sara per raccontarle i dieci secondi più assurdi e inaspettati degli ultimi anni. «Sto arrivando. Tu comincia a vestirti, così sei già pronto e ti porto subito». Suona strano che un ragazzo che deve allenarsi con una formazione di Serie D non abbia la macchina, vero? Ma il chiarimento a questo legittimo dubbio è presto dato. Luca non ha ancora compiuto diciotto anni. Di conseguenza, non ha la patente. Ad essere più precisi, non ne ha nemmeno diciassette. La carta d’identità parla chiaro. 21 luglio 2004. Ma è così forte e pronto mentalmente da essersi meritato la convocazione fra i grandi, malgrado sia ancora uno sbarbato. È cominciata così l’avventura di Bonassi con la Prima squadra del Ponte San Pietro. E di passi avanti ne ha già fatti parecchi rispetto a quattro mesi fa. Eccome, se ne ha fatti. Lo scorso dicembre, è arrivato il momento dell’esordio. Anche questo, inaspettato. Mancano una ventina di minuti al termine della trasferta in casa della Casatese. Gara aperta, incerta, sul punteggio di zero a zero. All’improvviso, si alza una voce, rivolta verso la zona in cui si riscaldano i giocatori a bordocampo: «Bona, accelera!». È quella del tecnico Curioni, che si fida del suo giovane e lo spedisce nella mischia. Poco importa se il punteggio è in bilico. Quando Bonassi si appresta ad entrare sul terreno di gioco, un altro boato si solleva dalla panchina degli ospiti. È quello di tutti i suoi compagni che incitano a squarciagola il novellino. Con impegno, rispetto e dedizione, il giovanotto bergamasco si è ben presto ambientato nello spogliatoio della Prima squadra. Inoltre, una delle sue più grandi doti è quella di saper ascoltare e recepire. È difficile che ripeta lo stesso errore due volte. Per mantenere a mente i consigli dei veterani, Luca ha perfino scritto sulle note del suo telefono i suggerimenti che gli sono stati dati, ha fatto lo screenshot e lo ha impostato come sfondo dello smartphone. Una sorta di bigino. Ma, in questo caso, non c'è nessuno che possa rimproverarlo, qualora decidesse di sbirciarlo. Piccoli gesti, che per molti possono sembrare assurdi, ma che testimoniano quanta passione Bonassi abbia per il calcio. È talmente innamorato del football che è solito arrivare al centro sportivo un’ora prima dell’inizio dell'allenamento. Tanti sforzi e sacrifici, che danno i loro frutti ogni giorno sempre di più. Una settimana fa, il suo nome è comparso per la prima volta nell’undici titolare. Anche in quell’occasione, lo stupore l’ha fatta da padrone. A tranquillizzarlo, ci ha pensato il tecnico Curioni. «Stai sereno. È soltanto una partita di calcio. Vai in campo e divertiti». Messaggio, manco a dirlo, immediatamente assorbito. Prestazione notevole del centrocampista del club di via Trento e Trieste al Voltini di Crema. Un senso della posizione e una gestione del pallone da calciatore navigato. Ma a Luca non basta. Esige di più da sé stesso. Anche perché i progetti in cantiere sono assai ambiziosi. Il sogno nel cassetto è quello di giocare in Premier League, probabilmente il campionato più bello del mondo. Per pensare al futuro c’è comunque tanto tempo. Attualmente, i piedi sono ben piantati per terra e la testa è concentrata unicamente sul Ponte San Pietro, la squadra che lo ha cresciuto. Ma di una cosa bisogna stare certi. Le grandi opportunità non mancheranno nella carriera di Bonassi. E lui farà qualunque cosa per sfruttarle al massimo. Insomma, per riassumere con un’espressione tornata da poco d’attualità, usando la lingua del campionato preferito da Luca, whatever it takes.
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