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Diventare piccoli grandi calciatori: il camp di SmartGoal Academy

Il 13 giugno inizia il Mundialito Summer Camp, un percorso che porterà i più giovani alla scoperta dei Paesi che hanno fatto la storia del calcio

Diventare piccoli grandi calciatori: il camp di SmartGoal Academy

Un camp diverso per un calcio diverso. Sette parole. Sette semplici parole che però delineano un concetto, una ricerca, molto importante. A condurre questa ricerca c'è tutto il team di SmartGoal Academy, progetto di perfezionamento calcistico individuale che cerca di trasmettere un calcio concreto e reale ai propri atleti, per costruire quelli che sono i campioni del domani.

Il modo migliore per avvicinarsi a SmartGoal Academy e avere un primo contatto con il metodo innovativo dell'accademia è certamente il Mundialito Summer Camp.

UN CAMP DIVERSO

Ma cos'è Mundialito Summer Camp? Come detto in apertura, è un camp estivo di calcio diverso dai soliti, perché fortemente strutturato e indirizzato all'insegnamento dei più importanti principi di gioco. Cinque settimane a partire dal 13 giugno dedicate alle più importanti nazioni e scuole di calcio del mondo: Brasile, Inghilterra, Argentina, Olanda, Spagna. Ogni Paese sarà trattato nelle sue peculiarità calcistiche e verranno trasmessi i concetti alla base delle realtà calcistiche di queste nazioni. Cinque giorni a settimana più il sabato mattina, in cui i giovani atleti faranno una vera full immersion in un calcio diverso, ma anche nel metodo SmartGoal Academy.

Ogni settimana, infatti, avrà una struttura ben delineata in cui ci sarà una progressione didattica che avrà l'obiettivo di far capire ai calciatori partecipanti al camp come iniziare un'azione e - soprattutto - come terminarla nel migliore dei modi, ossia quello più efficace rispetto allo sviluppo di quella specifica azione. L'idea di SmartGoal Academy, infatti, per stessa ammissione del fondatore e direttore tecnico Andrea Golia è quella di «iniziare le lezioni il lunedì e portare avanti un percorso che a livello concettuale si chiude poi il venerdì. Nell'arco di questi giorni l'obiettivo è offrire ai nostri ragazzi due esperienze parallele. Prima insegnamenti di tecnica e poi trasmissione di principi di gioco. Per noi è fondamentale che chi viene da noi impari a occupare gli spazi perché i ruoli sono solo un riferimento di partenza». Questo perché il calcio non è statico e cambia a seconda del contesto e della situazione e dunque è bene che gli atleti abbiano un ampio ventaglio di scelte da fare in campo, con e senza il pallone.

E proprio sulla base di questo ventaglio e di questa maggiore possibilità di scelta, SmartGoal Academy ha scelto di organizzare il Mundialito Summer Camp: una serie di principi di gioco eterogenei, perché «non c'è un solo modo di fare calcio: ogni scuola porta avanti il proprio modo di giocare e risulta efficace a seconda della situazione che gli si para davanti». Andrea Golia poi continua: «Vogliamo dare un'idea di soluzione. Il camp del resto è una full immersion, ma è importantissimo per noi fa capire che c'è molto di più nel calcio rispetto a quello che viene insegnato fuori da SmartGoal Academy. Soprattutto perché le conoscenze e le nozioni si trasformano in "armi sportive". Un arsenale più ampio nei piedi e nei movimenti garantisce più imprevedibilità, un concetto molto importante durante una partita».

SUPERARE IL PROPRIO LIMITE

Ovviamente in questo processo, o per meglio dire in questa progressione, è importantissimo l'allenatore: una figura che deve diversificare gli obiettivi per i suoi ragazzi, per far fare loro quante più esperienze possibili. Sperimentare ogni aspetto e ogni sfaccettatura dello sport per capire poi su cosa concentrarsi. «Invitiamo i nostri ragazzi a momenti di riflessione interna, a studiare le proprie caratteristiche», ha continuato Golia: «Nel calcio come nella vita bisogna imparare, provare, sbagliare e poi migliorarsi. L'errore è il tassello più importante. Un processo di apprendimento reale e concreto prevede la possibilità di sbagliare. Anzi, noi invitiamo i nostri ragazzi a giocare al limite. Solo così è possibile mettersi alla prova, per capire come migliorarsi e, dunque, evolvere come atleti».

Insomma, un percorso che prevede impegno. Impegno che il team - giovane e in continua formazione - mette immediatamente in chiaro, in special modo per preparare i più giovani a quello che sarà lo sforzo che si andrà a fare. Andrea Golia insieme al direttore del Marketing e della Comunicazione Stefano Saporito hanno spiegato che «ci sono degli obiettivi che di base prevedono fatica. Noi lavoriamo perché gli atleti possano accettare il fatto che ci possano essere dei momenti di difficoltà: noi cerchiamo di illuminare la via per permetter loro di imparare a stare nelle difficoltà, per superarle nel migliore dei modi».

E dal momento che la gestione delle emozioni è fondamentale per SmartGoal Academy, anche in Mundialito Summer Camp sarà dedicato spazio a questa dinamica. Una volta a settimana, infatti, ci sarà un appuntamento con delle professioniste di Psicologia dello Sport per far aiutare i ragazzi ad ascoltarsi e come trarre poi il meglio da sé.

ANALISI E SITUAZIONE

L'imparare a gestire le proprie emozioni, dunque, permetterà un lavoro più efficace sul campo, in affiancamento al lavoro tecnico, a prescindere dall'adottare un approccio più analitico o più situazionale. È un po' la diatriba che da sempre divide in due il mondo del calcio questa e SmartGoal Academy si pone l'obiettivo di trovarsi nel mezzo: «Noi studiamo e trasmettiamo entrambi i percorsi: dall'analitico al situazionale e dal situazionale semplice al situazionale complesso. Bisogna conoscere ogni aspetto, per valutare poi nel migliore dei modi», spiega Golia. E sempre il fondatore dell'Academy poi continua: «Per esempio, si può partire dall'analisi di un gesto tecnico, per studiarlo e memorizzarlo "a secco", in un contesto senza pressioni. Quando poi lo avrò perfezionato e padroneggiato, potrò allenarmi per calare questo gesto nelle situazioni della partita, per capire come e quando utilizzarlo al meglio».

Appurato questo, SmartGoal Academy procede anche diversamente, andando a studiare prima le varie situazioni in campo in forma ridotta per poi ampliarle e migliorare la capacità di lettura dell'azione, cosicché gli atleti possano capire cosa può servire in quel determinato frangente e andare poi a mettere a punto la giocata perfetta per quel tipo di momento. «È un po' il focus del nostro camp, questo. Vogliamo far sì che i giocatori in campo imparino a essere indipendenti e autosufficienti. Devono autogestirsi».

In tal senso, sono molto importanti anche i momenti dedicati ai tornei di 1vs1 e 2vs2 che ci sono in Mundialito Summer Camp, come conclude Stefano Saporito: «In situazioni simili magari la tattica è meno centrale, ma sono giochi fondamentali per imparare a fare la scelta giusta e, soprattutto, prendersi le proprie responsabilità. Uno contro uno non posso incolpare nessuno se ho sbagliato la giocata. Lavoriamo tantissimo su questo aspetto e cerchiamo di combattere fortemente la cultura dell'alibi. Devo giocare in modo tale da essere artefice del mio destino: se ho meritato di vincere, avrò vinto. Altrimenti no». È tutto nelle mani - e nei piedi - dei giocatori.

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