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Terza Categoria

Le squadre non sanno quando si torna a giocare: lo strano caso di Ivrea

Lunga sosta per l'emergenza Covid, fissata invece la data per la ripresa nelle Delegazioni di Torino e Pinerolo

Le squadre non sanno quando si torna a giocare: lo strano caso di Ivrea

Le squadre non sanno quando si torna a giocare: lo strano caso di Ivrea

Un silenzio assordante regna attorno alla Terza Categoria. Una ripresa che pare ancora lontana all'orizzonte e, in certi comitati, neanche si riesce a scorgere con il binocolo. Se per le Delegazioni Provinciali di Torino e Pinerolo hanno fissato il rientro al 20 febbraio (77 giorni dopo l'ultima giornata d'andata, giocata tra il 4 e il 5 dicembre 2021) a far rumore nel silenzio è la Delegazione Provinciale di Ivrea, che al momento non ha ancora pubblicato nessuna indicazione ufficiale sul restart, né per il Settore Giovanile, né appunto per la Terza Categoria.

In attesa di qualche segnare di vita, ad Ivrea intanto tutto tace. Le ultime comunicazioni giunte dal Consiglio eporediese fanno unicamente riferimento alla ricollocazione della finale di Coppa Piemonte Seconda-Terza (tra Junior Torrazza e Agliè Valle Sacra, ndr) e dei recuperi di alcune sfide del campionato di Under 19 Provinciale. Un ritardo, o forse un ragionato temporeggiamento in attesa di nuovi possibili sviluppi dai piani alti? Ha voluto chiarire la situazione il Delegato Roberto Drago: «Con il Comunicato che uscirà questa settimana pubblicheremo le date ufficiali della ripresa, ma posso anticipare che ricominceremo nel weekend del 19-20 febbraio, in linea con le disposizioni della LND. La finale di Coppa Piemonte, invece, confermata per domenica 30». Comitato d'Ivrea che opta dunque per la continuità con Torino e Pinerolo, ma con una scelta tempistica che rischia di porre la Delegazione in una situazione di stallo, lasciando incertezza tra le società.

Riccardo Drago, il Delegato della Federazione di IvreaRoberto Drago, Delegato di Ivrea

Questo ritardo nella ripresa del girone di ritorno appare come l'ennesima doccia fredda sul movimento, che già aveva appreso dello stop dei primi di dicembre con non poche perplessità. Se, inizialmente, la pausa invernale si sarebbe dovuta interrompere domenica scorsa - con uno stop forzato di ben un mese e mezzo - le disposizioni della LND Piemonte-Valle d'Aosta legate alla pandemia in corso hanno dapprima spostato il tutto di una settimana, poi di due, e infine addirittura di un mese, sette giorni dopo rispetto agli altri dilettanti e al Settore Giovanile Scolastico. «Il 20 febbraio deve essere una data limite», ha affermato il Ds dello Sporting Club Davide Mollo (Torino B). Direttore Sportivo che ha poi voluto porre l'accento sulla questione impianti: «Va considerata anche la questione calendario: molte società di Terza non hanno un proprio centro sportivo e affittano a terzi per disputare i match casalinghi, quindi il rischio di sovrapposizione può essere una variabile». Se la Federazione ha dunque considerato semplice spostare le partite da una domenica all'altra, potrebbe invece non essere facile per le varie dirigenze dover ricalendarizzare gli orari delle gare in concomitanza con quelle delle formazioni con cui condividono il centro sportivo.

Per fare un esempio, lo Sporting Club del citato Ds (Torino B) affitta il terreno di gioco al Bacigalupo: impianto in cui disputano le proprie gare, oltre ai Lupi nerazzurri, anche Atletico Torino (Eccellenza), il Brunetta e il Real Torino 2014 (Seconda Categoria) e il Colombia Turin (stesso girone di Terza Categoria dello Sporting).

Facendo un piccolo passo indietro e ripercorrendo la genealogia della Terza Categoria nel corso di questa prima metà d'annata, fin dagli albori le frizioni con le società sono state molte. Dapprima, a fronte di nuove società iscritte che avrebbero potuto definire per la prima volta dei gironi più corposi e duraturi, la Federazione ha optato in estate per una ripartizione in 5 gruppi: scelta giustificata in apparenza da questioni di vicinanza territoriale tra le squadre dello stesso raggruppamento, ma che nella pratica ha trovato delle discrepanze. Ad esempio, il Leinì, inserito nel girone d'Ivrea, dovrà affrontare la trasferta sul campo del Grand Combin, distante oltre 100 km dal centro della cintura torinese; o ancora, lo Sporting Vittoria (che ha sede societaria a Borgaretto), che ha dovuto attraversare tutta Torino per sfidare il Baldissero, in un viaggio lungo circa 40 km.

Questo latitare sulle decisioni rispetto alla Terza Categoria e questo ritardo nella ripartenza rispetto ad altri campionati potrebbero incidere sul già evidente malcontento di molti addetti ai lavori, accrescendo il senso di distacco tra dirigenti regionali e società sportive. A questo proposito, l'accusa più forte è arrivata da Albino Gasperi, tecnico del Borgo Cavour e storico conoscitore della categoria: «Bisogna capire se coloro che stanno al potere navigano a vista; è vero che con queste continue varianti non si capisce più nulla, ma continui spostamenti mi sembrano una pura cessione di responsabilità dettate dalla paura di fare scelte impopolari. Non c'è un minimo di chiarezza ed è preoccupante che manchi una guida che dia indirizzi e che leghi società e istituzioni». Sempre negativamente sulla decisione si è poi espresso il tecnico de La Serra (Terza Categoria Ivrea), Alex Ardissone: «Io penso che si debba ripartire il 13 come tutti e ritengo che debbano essere rimessi i playoff entro il girone di ritorno».

Di altro avviso, invece, la reazione di Gaetano Caronna, tecnico della SA Piscinese Riva (Pinerolo): «Sono contento dello spostamento perché ci stiamo allenando a ranghi ridotti. In verità io sono sempre stato contrario al giocare a gennaio, tra campi ghiacciati, allenamenti altalenanti, infortuni frequenti; in primavera si ha più voglia di correre dietro ad un pallone e ci si diverte di più». In linea con l'allenatore rivese, poi, si è esposto Davide Bonino dell'Aviglianese (Torino A): «Fondamentalmente ce lo si aspettava e non c'è rammarico, l'importante è riniziare. Abbiamo un mese di tempo per prepararci e fare quello che prima non siamo riusciti a concretizzare».

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