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Memorial Enrico Berri

Iris 1914: grande successo per il primo torneo dedicato al compianto presidente Enrico Berri

Scomparso a novembre, il ricordo del numero uno attraverso le parole di chi l'ha conosciuto e ha condiviso il suo viaggio all'interno della società di via Faraday

Iris 1914: grande successo per il primo torneo dedicato al compianto presidente Enrico Berri

Il campo è allestito al meglio e tutto è pronto per il triangolare tra Iris, Milan e Monza: appena dietro ad una delle due porte c'è anche un tavolo in cui sono posizionate le medaglie e le coppe da consegnare a fine gara ai partecipanti, tra cui due dedicate al migliore in campo ed al miglior portiere. Un dettaglio, però, colpisce al volo lo sguardo di chi l'osserva: la foto del sorridente ed indimenticabile presidente Enrico Berri, posizionata affinché per tutte e tre le gare sia lì a guardare i ragazzi in campo darsi battaglia. Sembra che li sorvegli e li monitori, ma sempre con l'aria bonaria di chi ci tiene e di chi, per cinquant'anni, ha percorso quel campo migliaia di volte ed ha cercato di renderlo un posto accogliente e sicuro.

La storia di Berri, legata intrinsecamente a quella di Arnaldo Chierichetti, che oggi ha preso il suo posto come numero uno della società, inizia negli anni '70, nel campo di via Faraday, in una società che al loro arrivo contava una sola squadra. Con il tempo ed i sacrifici, sono riusciti a creare un centro sportivo che attualmente conta circa 250 iscritti, oltre che a costruire campi da padel e tennis. «Io ed Enrico ci siamo conosciuti a scuola il 1° settembre 1939: da allora non ci siamo più separati. Abbiamo viaggiato per il mondo insieme ed abbiamo collaborato affinché questa società diventasse un punto di riferimento per i ragazzi della zona, un ambiente che li distogliesse dalle cattive strade che avrebbero potuto intraprendere. Con il tempo, siamo riusciti a far crescere l'Iris. Ora abbiamo dodici squadre e molti iscritti», ricorda Chierichetti. 

Il memorial, dedicato agli Esordienti, è indirizzato verso l'attività della pre agonistica per una ragione ben precisa: il presidente era molto legato al settore di base, che considerava importantissimo, come racconta lo stesso direttore sportivo Nicola Minichiello, che aggiunge: «È un torneo a cui teniamo moltissimo e pensiamo di organizzarlo, da qui in avanti, tutti gli anni. Siamo contenti di essere riusciti a coinvolgere squadre importanti come Milan e Monza, con cui abbiamo un bel rapporto e che ci hanno risposto subito affermativamente. Il presidente è sempre stato la nostra guida, ci consigliava e ci seguiva in tutto aiutandoci molto. Adesso alla guida c'è Chierichetti, ma c'è stato un cambiamento importante: il figlio di Berri, Carlo, ha deciso di entrare a far parte del consiglio direttivo come vice presidente. Siamo molto contenti perché ci sarà una prosecuzione di quello che ha iniziato tanto tempo fa suo padre». 

Al termine delle gare, i ringraziamenti più sentiti vanno agli atleti di Milan e Monza, ai loro genitori ed alle loro società, per essere intervenuti ad un evento molto importante e sentito dall'Iris. Dopo aver consegnato le coppe e le medaglie alle squadre - rispettivamente Milan, la prima classificata, Monza, la seconda e Iris, la terza - c'è spazio anche per premiare il migliore in campo ed il miglior portiere: il primo trofeo va a Federico La Vecchia, calciatore del Milan, il secondo all'eroe dell'Iris, Nicolò Biancavilla, che durante i match ha salvato la sua squadra in moltissime occasioni con parate colossali.

E non manca lo spazio per ricordare ancora una volta Berri ed il suo operato. C'è il vice presidente Carlo Berri, ad esempio, che dichiara di voler seguire le orme paterne: «Ho voluto seguire il suo esempio intraprendendo un percorso accanto ad Arnaldo Chierichetti, colui che in questi decenni è sempre stato vicino a mio padre. Spero di vedervi tutti qui il prossimo anno». L'ultimo a prendere la parola è un amico della società, Carmine Abbagnale: «Ho sentito il dovere di partecipare perché Enrico Berri era una persona eccezionale, molto legata alla società ed ai giovani. L'Iris non ha lo scopo di creare dei campioni, anche se qualcuno magari lo diventerà, ma di accogliere gli atleti e di farli divertire. Voglio ringraziare il direttore sportivo e tutto lo staff dirigenziale per aver organizzato questo memorial». 

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