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Ghedi-Darfo Boario Bresciaoggi: patta con Ramera e Pennacchio per falchi e camuni, resta il giallo sulla presunta squalifica di Donini

Sul campo o per carte bollate? Ancora da decidersi l'esito della sfida, finita comunque 1-1 al termine dei 90 minuti regolamentari

Marco Assolini

Marco Assolini, estremo difensore del Ghedi, grazie alle sue innumerevoli parate la squadra è riuscita ad impattare contro il Darfo Élite

È finita in parità, 1-1, fra Ghedi e Darfo Boario. Un pareggio che per come è maturato accontenta più i bassaioli e fa aumentare i rimpianti della squadra camuna, anche se la questione non sembra finire qui e potrebbe avere un seguito visto che il Darfo ha annunciato di fare ricorso (concesso entro le 24 ore) per una presunta irregolarità nella distinta granata. Nei nomi presentati dai falchi al direttore Affatato della sezione di Brescia, infatti, durante l’appello, risulta esserci anche quello di Marco Donini, col numero 19. Il giocatore è stato inoltre inserito da Enrico Impellizzeri nel corso della ripresa (53’) al posto di Amadio. Per il Darfo e per voce di Stefano Lazzarini, accompagnatore ufficiale della squadra neroverde, il giocatore risulterebbe squalificato ai sensi del comunicato ufficiale numero 13 del 30 settembre, dove si legge il nome di Donini fra i giocatori squalificati di un turno per recidività in ammonizione. Il Ghedi viceversa per voce dei propri dirigenti ha fatto sapere di non aver nessun giocatore squalificato. Da attendere dunque l’esito del ricorso neroverde. Sarebbe un toccasana - per la squadra di Norman Fontana - la vittoria d’ufficio, altrimenti costretta a vincere contro la Verolese nel prossimo match, un match tutt’altro che scontato. Ad oggi, comunque, il passaggio di turno rimane ancora da decidere.

Qui Darfo. Primo tempo dominato in lungo e in largo, la squadra in un ordinato 4-4-2 avente Montini nel mezzo a giocare di prima, il compagno Zana a dare supporto nelle stesse zolle, e due buone catene d’esterni (Bordini-Franceschinelli a destra, Pezzotti-Ghirardelli a sinistra) dettava i ritmi della sfida andando spesso e volentieri sul fondo per il cross, o cercando la palla lunga nei varchi difensivi della retroguardia locale. Un gioco che ha favorito una manciata di occasioni, di cui almeno 3 risultate nitide palle-gol. Nello specifico nella prima era bravo Bordini a mettere dentro per la testata di Franceschinelli, parata, e poi successiva fucilata di Pezzotti sulla respinta, parata. Poco dopo filtrante visionario di Montini per Bressanelli, il quale davanti al portiere si faceva murare con la mano di richiamo da Assolini peraltro già parzialmente inginocchiato. Al 20’ ancora Assolini su Pennacchio e subito dopo ancora Assolini su Ghirardelli lanciato a rete, ma in questo caso il portiere lo faceva irregolarmente e fuori dall’area tanto da venir ammonito dal direttore. Insomma, per superare Assolini bisognava solo abbatterlo. La prova dell’estremo granata è risultata infatti superlativa, e vale la pena sillabarlo. Paradossalmente l’eccessivo sciupio costava quindi al Darfo per la sempiterna “dura legge del gol” il vantaggio del Ghedi in chiusura di frazione. Nel secondo tempo invece il Darfo pareggiava con Giovanni Pennacchio, alla sua seconda marcatura stagionale. Bravo, l’attaccante darfense a ribadire in rete il tap-in su precedente respinta di Assolini a seguito di una grande azione in proprio di Ghirardelli. Il pari sembrava spianare la strada ai camuni ma a questo punto Fontana stravolgeva l’assetto con le seconde linee, facendo perdere continuità alla squadra per almeno un quarto d’ora abbondante: che fosse già stato avvisato del potenziale ricorso nel post-partita? Ipotesi altamente probabile. Al di là di un rigore reclamato su Laini, il Darfo si è poi esposto al crescendo dei locali ma ha avuto sempre con Laini l’ultima opportunità per vincere la disputa sul campo: tiro deviato in angolo all’ultimo minuto.

Qui Ghedi. Inutile nascondersi, se il Darfo è stato bloccato sul pareggio il merito va dato prevalentemente a Marco Assolini, autore di una prova strepitosa nella prima frazione e anche nel corso della seconda. Con una parata dietro l’altra il portierino ghedese sembrava avere le braccia con l’apertura alare di un falco: volava su ogni conclusione. Nel primo tempo avrebbe addirittura meritato un monumento nel piazzale antistante lo stadio, nella ripresa invece non ha potuto nulla sulla conclusione ravvicinata di Pennacchio ma quella sarebbe stata impossibile per chiunque. Buona anche la prova del pacchetto arretrato granata, con i centrali Dabellani e Tosi nel mezzo, e gli esterni bassi Areti e Volpini ai lati. Il 4-3-3 disegnato da Impellizzeri funzionava eccome, perché in fase di non possesso diventava quasi un 4-1-4-1 che rendeva particolarmente complicata la manovra ai camuni, anche se a onor del vero le imbucate per gli avanti neroverdi non sono mancate per nulla. Di certo il primo tempo di sofferenza ha premiato l’opportunismo di Leonardo Ramera, il quale di testa su palla inattiva superava Leandri nell’unica vera occasione capitatagli. Ghedi in versione iper-cinica. È il calcio bellezza, se sbagli continuamente poi l’avversario applica la dura lex. Ma paradossalmente il gol del pareggio giungeva solo nella ripresa quando il Ghedi sembrava aver preso fiducia e si stava proponendo in avanti con maggior continuità. Prima Areti con un bolide alto, poi il contropiede e la gran botta di Cianciulli sulla quale Leandri si salvava in qualche modo, quindi l’incrocio pieno di Donini con un missile terra-aria da fuori, poi un filtrante d’esterno dello stesso Cianciulli che metteva l’attaccante davanti a Leandri ma in offside. Insomma il Ghedi c’era e ha dimostrato di poter rimettersi in carreggiata anche in campionato, se saprà continuare con questa concentrazione.

IL TABELLINO

GHEDI-DARFO BOARIO 1-1
RETI: 36’ Ramera (G), 15’ st Pennacchio (B).
GHEDI (4-3-3): Assolini 8, Areti 6.5, Volpini 6.5, Dabellani 6.5, Tosi 6.5 (16’ st Filippini), Amadio 6.5 (8’ st Donini 6.5), Bandiera 6 (12’ Cianciulli 6.5), Isoa Winshen 6 (19’ st Sarca 6), Ramera 7, Ventura 6 (27’ st Bertoni sv), El Msafi 6 (12’ st Talia 6). A disp. Castrovillari, Farhat, Ruggeri. All. Impellizzeri 7.
DARFO BOARIO (4-4-2): Leandri 6, Bordini 6.5 (26’ st Turano sv), Pezzotti 6.5, Zana 6.5, Di Muro 6, Scalvinoni 6.5, Franceschinelli 6.5 (14’ st Zambetti sv, 36’ st Cretti sv), Montini 6.5 (24’ st Ducoli 6), Pennacchio 7 (24’ st Laini 6.5), Bressanelli 6.5 (31’ st Vispa sv), Ghirardelli 6.5. A disp. Fiorini. All. Fontana 6.5.
ARBITRO: Alessio Affatato di Brescia 5.5.
AMMONITI: Assolini (G), Areti (G), Scalvinoni (D).

LE INTERVISTE

Al termine del match Enrico Impellizzeri ha esternato grande soddisfazione per la prova dei suoi. Queste le sue parole: «Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare contro un avversario tecnicamente più forte di noi. Dovevamo chiuderci senza perdere la nostra natura che è quella di giocare: fortunatamente in questo il nostro portiere ci ha dato una grossa mano andando così a limitare i danni. Ovvio che l’avversario aveva più qualità rispetto a noi, e nonostante ciò ho fatto giocare qualcuno che in campionato gioca meno e che comunque si è dimostrato un’ottima pedina anche per il campionato che dovremo fare. Abbiamo ruotato ma tutti si sono rivelati all’altezza, anche perché domenica sarà una partita tosta. Vedremo nel weekend il discorso campionato, per ora sono molto soddisfatto». Non sarà stata una vittoria ma il tecnico ha festeggiato comunque questa non-vittoria con grande onestà intellettuale, il commento finale di Impellizzeri: «Sì, questo è il secondo risultato utile e come si sa “vincere aiuta a vincere”, ecco perché questo pareggio per noi è quasi come una vittoria. Certo, c’era forse anche un rigore per loro però è andata bene così». Il tecnico ha chiuso elogiando le prove di Ramera e Amadio, tra i giocatori più vivaci del match.

Viso indecifrabile invece per Norman Fontana: filtro masticato nervosamente tra le labbra e per tutta l’intervista sguardo concentrato sulle cartine e sul pacchetto del tabacco. Dopo il pareggio rimediato contro una squadra di rango inferiore queste le parole del tecnico neroverde: «La partita l’abbiamo giocata assolutamente bene, dobbiamo migliorare l’aspetto della cattiveria agonistica, cioè arrivare prima sulla palla e voler far gol. Abbiamo giocato a calcio, palla a terra, specialmente il primo tempo. Siamo entrati spesso e volentieri, abbiamo subito molti fuorigioco dubbi, e poi c’era un rigore solare che anche l’altro mister ha confermato ci fosse». Per l’allenatore, il pareggio lascia ben sperare per i prossimi impegni di campionato, il passaggio: «Va bene così, siamo sulla buona strada. Complimenti a loro che non hanno mollato, hanno sfruttato nel primo tempo l’unica occasione che hanno avuto e nel complesso non hanno rubato nulla. Se giochiamo così possiamo fare bene anche in campionato». Il tecnico ha anche difeso le sue scelte contro chi sosteneva che la squadra avesse perso un po’ di equilibrio nella ripresa. Il commento: «I cambi? Non fatti in ottica Sarnico, li ho fatti perché siamo in diciotto, diciotto che si allenano bene e in diciotto giochiamo. Se si allenano bene è giusto farli giocare tutti, non c’è né ottica Sarnico né ottica Ghedi: io li faccio sempre. E anzi, quelli che sono entrati hanno fatto bene e la squadra non ha arretrato: Laini per esempio ha sempre saltato l’uomo e anche subito il fallo da rigore (poi non assegnato, ndr). Certo a fine partita ci sta un po’ di stanchezza ma io penso che se c’era una squadra che doveva vincere quella eravamo noi. Ma va bene così, sono contento della partita».

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