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Un gol all'incrocio all'ultimo secondo: l'Atalanta è in semifinale

L'Albinoleffe ci mette il cuore con Lione ma non basta

Un gol all'incrocio all'ultimo secondo: l'Atalanta è in semifinale

Un gol all'incrocio in pieno recupero di Inacio manda in estasi l'Atalanta, che fa suo il derby tutto bergamasco contro l'Albinoleffe (2-1) e accede alla semifinale del Torneo Annovazzi dove affronterà il Milan, uscito vincitore dalla sfida contro i padroni di casa dell'Enotria. Succede tutto nel recupero, dopo che i sigilli di Rinaldi nel primo tempo per l'Atalanta e Lione nella ripresa per l'Albinoleffe avevano lasciato presagire un finale thriller ai calci di rigore: prima i blues di Garlini sfiorano il colpaccio con una punizione al bacio di Pisano, poi la Dea di Previtali passa grazie a un gol da cineteca di Inacio, subentrato nell'intervallo e protagonista di un secondo tempo a dir poco favoloso. 

LA CRONACA DI ENOTRIA-MILAN

PALATI

L'Atalanta con la consapevolezza di essere uno squadrone, l'Albinoleffe con la voglia di volersela giocare alla pari. Aggiungiamoci poi due schieramenti tattici capaci in egual modo di mettere in risalto le qualità dei propri singoli, un paio di dozzine di 2008 talentuosi, due tecnici con un'idea di calcio precisa e il gioco è fatto: Albinoleffe-Atalanta è un piatto prelibato per ogni palato. Chi mastica più dolce dopo la prima mezz'ora di gioco è la Dea, capace di nascondere il pallone ai concittadini bergamaschi dando risalto al proprio tris d'assi formato da Colombo, Mapelli e Vecchio: i primi due giocano da esterni alti nel 4-3-3 di Previtali, mentre il terzo è il riferimento offensivo. Se quest'ultimo va vicino al gol per ben tre volte in meno di venti minuti - conclusione a lato al 3' e al 18' e tentativo parato al 16' - il merito è anche della linea mediana: Regonesi disegna calcio in regia, mentre il duo Michele Rinaldi-Cattaneo è abile nel creare superiorità numerica dal centrocampo in su. Chi mastica invece amaro è l'Albinoleffe, in partita per venti minuti abbondanti ma costretta ad arrendersi allo strapotere fisico della Dea, che con uno stacco di Alessandro Rinaldi sugli sviluppi di un calcio d'angolo si porta meritatamente in vantaggio (19').

DI TUTTO

Tuttavia Garlini ha ben poco di cui rimproverarsi, considerando che sia l'approccio che l'atteggiamento messo in campo nel primo tempo sono risultati più che positivi. Nel 4-3-3 blues spiccano i due esterni Pedroni e Disancarlo: il primo dà vita a un duello tanto rusticano quanto entusiasmante con Bolis, il secondo pare alle volte imprendibile sulla corsia di Percassi. Il reparto che fatica di più è invece quello mediano, viste le oggettive difficoltà del trio Assanelli-Botti-Lione che si ripercuotono inevitabilmente anche alla linea a quattro capitanata da Ferigo e completata da Gervasoni, Laplaca e Facchetti. Ben diversa la situazione per la retroguardia atalantina, visto che capitan Alessandro Rinaldi e Isoa non fanno correre alcun pericolo a Lazzaroni. La storia cambia dopo l'ingresso di Maddalon, considerando che il numero 12 della Dea è costretto a rimanere inerme a fronte del tentativo ravvicinato di Lione, lesto ad approfittare di una leggerezza in fase di costruzione di Alessandro Rinaldi e letale nel firmare il pari a inizio ripresa (8'). La reazione dei ragazzi di Previtali è decisamente rabbiosa e trova conferma nel destro strepitoso di Inacio - subentrato nell'intervallo e fin da subito imprendibile sulla sinistra - che si stampa sul palo (12') e in quello di Michele Rinaldi a lato di poco (20'). Il tutto prima del recupero, durante il quale succede di tutto: prima l'Albinoleffe va a centimetri dal colpaccio con una punizione calciata magistralmente da Pisano, poi l'Atalanta ci mette la zampata a tempo praticamente scaduto con Inacio, che la mette all'incrocio quando qualche istante prima del triplice fischio che avrebbe decretato i calci di rigore.

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