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Sorino come Dimarco, Lissi come Barella: l'Inter è in semifinale

I nerazzurri battono il Monza e affronteranno il Genoa

Sorino come Dimarco, Lissi come Barella: l'Inter è in semifinale

A sinistra Lissi e a destra Sorino, mediano e terzino sinistro dell'Inter

Travolgente nel primo tempo, paziente a inizio ripresa, cinica nel finale. Un'Inter perfetta si mangia in un sol boccone una versione quasi irriconoscibile del Monza, costretto ad arrendersi al cospetto dei sigilli di Lissi e Mazza: il primo l'ha indirizzata poco dopo la metà della ripresa, il secondo ha chiuso i conti giusto un minuto prima del triplice fischio di Occhipinti di Cinisello balsamo. Nel mezzo una prova di assoluto spessore per i nerazzurri, capaci di dominare in lungo e in largo grazie alle discese da cineteca sulla sinistra di Sorino, alla qualità di La Torre in mediana e alle spiccate doti offensive del duo Curcio-Vukaj, ai quali è letteralmente mancato solamente il gol in un primo tempo pressoché perfetto. Sarà dunque Inter-Genoa la seconda semifinale del Torneo Annovazzi, dopo che il Grifone si è imposto con un perentorio 3-0 ai danni della Vis Nova: l'appuntamento è fissato per giovedì 24 marzo alle 19:45, giusto un'oretta prima dell'altra semifinale - Atalanta contro Milan - che decreterà l'altra finalista della 41ª edizione dello storico torneo organizzato dall'Enotria.

VECCHIA SCUOLA

Inter versione cacciatrice, Monza versione preda. I primi trenta minuti sono un monologo nerazzurro, il cui 4-4-2 vecchio stampo fa letteralmente impazzire i brianzoli che si affidano al solo Fogliaro e a tratti alla coppia Cassina-Cosi per provare a infilare il reparto difensivo interista, guidato alla perfezione da Peletti e Bovio. La differenza la fa tutta la coppia di mediani interisti La Torre-Lissi, capaci di nascondere il pallone sia a Ballabio che soprattutto a Raccosta e Trefiletti: i duelli vinti dai baby talenti nerazzurri in primis favoriscono le scorribande offensive dell'asse Sorino-Grisoni a sinistra e Passalunghi-Moranduzzo a destra, dopodiché offrono a Curcio e Vukaj almeno un paio di chance nitide per mettere la freccia. Dopo il sinistro a lato di capitan La Torre (6') salgono in cattedra i due bomber nerazzurri: se i tentativi del 9' e del 23' - a opera rispettivamente di Vukaj e Curcio - finiscono fuori per questione di centimetri, il tentativo dello stesso Vukaj a tre dal duplice fischio richiede una deviazione della retroguardia brianzola per mantenere in partita i biancorossi di Morin (27').

DECIDE LISSI

L'azione che porta alla conclusione Vukaj riassume perfettamente quanto di buono fatto dall'Inter nel primo tempo: una cavalcata sulla sinistra di Sorino - a tratti imprendibile - conclusa con una triangolazione stretta con Curcio, un movimento senza palla dello stesso Vukaj, una conclusione a rete a botta sicura ma poco precisa. Esattamente ciò che manca al Monza, da una parte abile nell'attutire il colpo ma dall'altra troppo "leggera" dal centrocampo in su. Lo capisce ben presto anche Morin, che nel giro di quattro minuti della ripresa toglie Cosi e Cassina per fare spazio a Falcone e Bangura. Sponda Inter la risposta arriva con l'ingresso di Carrara, bravo and entrare da subito in partita - come dimostrato da due o tre accelerazioni che quasi non sorprendono Ballabio - e nel mettere lo zampino nell'azione che porta al vantaggio. Dal suo destro educatissimo parte uno spiovente direttamente da calcio d'angolo, troppo lungo per tutti ma non per Lissi, appostatosi con furbizia sul secondo palo. Il mediano nerazzurro se l'aggiusta e calcia a botta sicura: il primo tentativo è ribattuto dalla dalla retroguardia del Monza, il secondo non lascia scampo e si infila sotto la traversa firmano il vantaggio (18'). Prima del triplice fischio c'è tempo anche per il raddoppio, arrivato ancora una volta sugli sviluppi di una palla inattiva: questa volta il più lesto di tutti è Mazza, subentrato da pochi minuti e glaciale nel mettere a segno il raddoppio con un bel tentativo sottomisura.

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