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Inter-Milan, all'Annovazzi è tutto pronto: chi entrerà nella storia?

Stasera, 31 marzo, l'ultimo atto della competizione organizzata dall'Enotria

Torneo Annovazzi, si chiude con Inter-Milan: il percorso dei nerazzurri e rossoneri

A sinistra Valenta e a destra Moranduzzo, rispettivamente punti fermi di Milan e Inter

Ancora loro, sempre loro, solo solo. Sarà il derby Inter-Milan la finalissima del Torneo Annovazzi: l'appuntamento è fissato per questa sera (31 marzo) in via Cazzaniga, dove nerazzurri e rossoneri si affronteranno per conquistare la corona della 41ª edizione dello storico torneo organizzato dall'Enotria. Da una parte l'Inter di Pedrinelli, forte di una semifinale dominata contro il Genoa e di un quarto di finale coi fiocchi col Monza; dall'altra il Milan di Merlo, uscita vincitrice dallo scontro di nervi contro l'Atalanta - gara decisa ai calci di rigore - dopo aver fatto piangere nel recupero i padroni di casa dell'Enotria. I primi giocheranno per il ventesimo trofeo, provando a chiudere un cerchio iniziato nel 1981 e proseguito negli anni successivi con un successo dietro l'altro: storica la sestina centrata dal 2014 al 2019. I secondi proveranno ad avvicinare i cugini e giocheranno per il nono titolo, provando a replicare quanto fatto nel 2012.

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A sinistra Lissi dell'Inter, a sinistra Pinessi del Milan

QUI INTER

4 gol fatti, 0 subiti, due vittorie in altrettante partite. Questo il biglietto da visita dell'Inter, la cui voglia di portarsi a casa il trofeo viaggia a pari passo con quella di riscatto dopo il doppio derby perso in campionato. Quello d'andata è datato 5 dicembre, quando in via Cilea i cugini del Diavolo s'imposero 3-2 con un gol in pieno recupero di Tartaglia (clicca per la cronaca). Ben più recente la sfida giocata nel girone di ritorno al Vismara, anch'essa persa di misura: a far piangere i nerazzurri fu il figlio d'arte Comotto, abile nel battere Liberali mettendo a segno un calcio di rigore poco dopo la metà del primo tempo. Como se non bastasse, proprio sabato scorso il Milan ha festeggiato in quel di Briosco - sede della sfida ai pari età del Como (clicca per la cronaca) - il primato matematico nel girone, a scapito del Monza e degli stessi interisti, ora rilegati solamente al terzo posto. Le motivazioni non mancano, le qualità neanche: vincere per entrare nella storia, per prendersi una piccola rivincita nei confronti del Milan e per prepararsi al meglio alla volata finale.

IL PERCORSO DEI NERAZZURRI

  • INTER-GENOA 2-0: (La Torre, Grisoni) (LA CRONACA)

La titolare dell'Inter di Pedrinelli prima della sfida al Genoa

QUI MILAN

Tutt'altro che lineare il percorso dei rossoneri. Dalla paura contro l'Enotria a quella contro l'Atalanta, passando per l'euforia per un gol nel recupero a scapito della prima e per una finale conquistata ai calci di rigore facendo piangere la seconda. Il quarto di finale contro i padroni di casa è stato tutt'altro che una passeggiata, considerando che l'undici di Merlo si è prima trovato ad inseguire dopo un gol di Favaro, poi sul parziale di 1-1 ha dovuto ringraziare la traversa sul tentativo da fuori di Cirasella. Discorso molto simile per la semifinale contro l'Atalanta. Sopra di due gol e in totale controllo, i rossoneri si sono fatti rimontare dalla Dea che, trascinata da Inacio (doppietta), ha portato la partita ai calci di rigore. A far cantare il Diavolo è stato Catalano, la cui parata ha dato il via ad una settimana da sogno: prima la conquista della finale, poi due giorni dopo la vittoria sul Como e il primo posto messo in ghiaccio. La voglia di conquistare il nono trofeo, unita a quella di confermarsi bestia nera dei cugini dell'Inter, è tanta e potrà fare la differenza: si completerà la settimana da sogno del Diavolo?

IL PERCORSO DEI ROSSONERI

  • MILAN-ENOTRIA 2-1: (Valenta, Pinessi) (LA CRONACA)

  • MILAN-ATALANTA 2-2 (4-2 d.c.r): (Valenta, Pinessi) (LA CRONACA)

L'undici iniziale dei Merlo per la sfida contro l'Atalanta

LA SFIDA

Sarà 4-4-2 contro 4-3-3. Il primo è dell'Inter, i cui interpreti sono ormai quasi ripetibili come l'Ave Maria. Tolto il dualismo tra i pali tra Mortarino e Petrone, i nerazzurri dovrebbero contare, nell'ordine: sulla velocità degli assi Sorino-Grisoni a sinistra e Passolunghi-Moranduzzo a destra, sulla tecnica di Lissi e La Torre in mediana, sull'attenzione di Peletti e Bovio dietro e sul talento del tris Carrara-Curcio-Vukaj in avanti, quest'ultimo grande assente nella semifinale contro il Genoa. Il secondo è del Milan, anch'esso diventato un vero e proprio mantra per Merlo. Cullotta-Arnaboldi-Comotto è l'asse che potrà fare la differenza in mediana, avendo la chance di giocare in superiorità numerica in suddetta zona del campo: pane per i denti per giocatori come Valenta, Anghileri, Vrenna e Pinessi, giocatori offensivi capaci di risolvere le partite in qualsiasi momento

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