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1° Memorial Ernesto Modanesi, la presentazione: Alberto Bollini a tutto campo sull'essere allenatore nel settore giovanile

Nel ciclo di incontri dell'associazione Ernesto Modanesi parla il tecnico dell'Italia Under 20

TALDO, ZANCHI, MODANESI, BOLLINI, PORCARI E BERNAZZANI

I rappresentanti delle quattro squadre partecipanti al torneo, Taldo, Zanchi, Porcari e Bernazzani. Al centro Maura Modanesi con il tecnico U20 Bollini

Continuano gli appuntamenti dell’associazione “Ernesto Modanesi - il mister” che a Fara d’Adda ha ospitato Alberto Bollini, attuale commissario tecnico della Nazionale U20, il quale ha portato la sua testimonianza e la sua esperienza di allenatore e membro dei diversi settori giovanili del calcio professionistico. La serata è stata anche l’occasione per la presentazione del 1° Memorial Ernesto Modanesi che si è svolto il 2 giugno sempre a Fara tra gli Under 18 di Cremonese, Inter, Atalanta e Genoa e con la partecipazione dei Piccoli Amici dell’OST Fara, dell’Accademia Gera d’Adda, del Badalsco e della Trevigliese.

Il focus della serata. Il tema approfondito da Bollini è stato quello dell’allenatore nel settore giovanile, il rapporto con i collaboratori e dirigenti e il passaggio che accompagna il calciatore dal settore giovanile alla Prima Squadra. Ciò che il tecnico Under 20 ha subito tenuto a sottolineare è l’ambiente in cui si trova a lavorare l’allenatore: «Ci sono dei posti in cui l’allenatore è aiutato e posti in cui l’allenatore è giudicato. Chiaro che dove l’allenatore trova figure di un certo spessore culturale, umano, collaborativo, il lavoro è più agevolato». Agevolazione che deriva anche dall’aiuto che un tecnico può ricevere dal team manager, figura sempre più centrale all’interno di uno spogliatoio: «Il dirigente non è più colui che compila la distinta, ma è una persona che deve avere un carisma, un aspetto organizzativo e dev’essere un punto di riferimento per l’allenatore, lo staff, ma soprattutto per i ragazzi». Il tecnico azzurro si è poi soffermato sulla cultura del risultato, che conta anche nel settore giovanile, portando l’esempio di Coverciano: «Noi leggiamo la prestazione e in Nazionale c’è grande attenzione a questo. Una vittoria può essere occasionale, ma una prestazione no». I diversi aspetti analizzarti da Bollini risultano quindi complementari al miglioramento e al mantenimento di un certo equilibrio all’interno del settore giovanile. In quest’ottica è proprio l’allenatore che è chiamato a creare sinergia all’interno di un gruppo, facendo tesoro della sua esperienza, ma cercando di migliorare anche se stesso nella gestione del singolo così come del gruppo. La mentalità vincente è un altro fattore che incide sul raggiungimento degli obiettivi e che Bollini spiega così: «Bisogna dare il meglio di se stessi anche e soprattutto in allenamento per arrivare pronti alla gara. Riuscire a rimanere nel rispetto delle regole, nel saper fare il tifo per il compagno che gioca, è una cosa fondamentale che l'allenatore deve saper mantenere all’interno del gruppo». Anche i rinforzi positivi e il modo giusto di approcciarsi ai diversi ragazzi che compongono la rosa risultano fondamentali: «Troppe volte si sentono i rimproveri, meno volte si sente il “bravo”; il giocatore giovane più si sente gratificato, più sente la fiducia».

Nazionale maggiore e memorial Ernesto Modanesi. Nella seconda parte della serata il tecnico ha avuto modo di esprimere anche il suo pensiero relativo alla mancata qualificazione ai Mondiali, sottolineando come i risultati comunque ci siano «I risultati delle giovanili negli ultimi anni sono stati un po’ mascherati in questo periodo dallo tsunami mediatico di questa delusione grandissima. Però l’Under 17 e l’Under 19 sono alla fase finale dell’Europeo, l’Under 20 ha vinto l'European League, l’Under 21 è in corsa per la qualificazione». Assieme a Bollini poi sul palco si sono uniti i rappresentanti delle società partecipanti al primo memorial in ricordo di Ernesto Modanesi: per l’Atalanta Marco Zanchi, vice allenatore della Primavera; per la Cremonese Paolo Porcari, responsabile organizzativo; per il Genoa Carlo Taldo, Ds Primavera; per l’Inter Daniele Bernazzani, responsabile tecnico area agonistica. Tutti loro insieme a Bollini non hanno mancato di ricordare quello che è stato Ernesto e i suoi insegnamenti.

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