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Under 13

Accesso negato: le difese di Inter e Milan giocano a braccio di ferro

I neroazzurri manovrano, i rossoneri mordono: solo la furbizia di Allasufi e il genio di Pisati perforano le due muraglie

Avogadro e Allasufi

Avogadro e Allafusi, oggi protagonisti nel derby Under 13 tra Inter e Milan.

Quella fra Inter e Milan è una gara senza esclusione di colpi, capace di tenere con il fiato sospeso per sessanta lunghi minuti tutti i tifosi accorsi al campo 9 di Via Cilea. L'1-1 finale viene scritto interamente nel primo tempo ed è il risultato più giusto: nessuna delle due formazioni ha realmente prevaricato sull'altra e l'equilibrio l'ha fatta da padrone; meritano dunque menzione onorevole Allasufi e Pisati, capaci di perforare le due coriacee retroguardie, vere protagoniste del match: da una parte il tandem nerazzurro Donato-Puricelli ha dato lezioni di marcatura e rubato ogni molecola d'ossigeno agli attaccanti avversari in area di rigore; dall'altra Rocca e Zangrillo hanno risposto colpo su colpo, addirittura cercando in alcuni frangenti temibili sortite offensive. Non si è spaventato Galliera, numero uno dell'Inter con tanta grinta e carattere nei guantoni. I padroni di casa hanno cercato di aggirare i cugini manovrando e tentando la via del palleggio su qualsiasi zolla di campo: utili in tal senso lo sono stati i due centrali citati poc'anzi, Pirola, largo sulla catena di sinistra e bramoso di metri da attaccare, e il bel centrocampo composto dalle voci intonate di Donati, Lo Vecchio e Allasufi. I rossoneri invece hanno fatto del pressing e della ripartenza le due armi principali per avere la meglio: le corse generose di Galli e Guglielmo, unite all'attenzione difensiva dell'ordinatissimo Angelicchio, hanno permesso al genio di Pisati di avere a disposizione diverse tele da dipingere; quella in chiusura di prima frazione è una vera opera d'arte. 

Lampi. Il derby è sempre il derby, a qualsiasi età. Non stupisce dunque come l'incipit della partita sia una miscela di studio reciproco e urla da veterani dei due portieri, concentrati e fermi nella volontà di non voler concedere sbavatura alcuna. Come spesso accade, tuttavia, basta un lampo per cambiare la storia di un incontro del genere; che non si lascia attendere troppo perché già al 5' viene generato dalla perfetta imbucata di Lo Vecchio sulla corsa di Pirola, giunto sul fondo del campo; al tiro-cross dell'esterno si oppone con veemenza Bianchi, ma la sua respinta è un invito a nozze per il tap-in di Allasufi. Il Milan reagisce cercando di aggredire subito i nerazzurri per negare loro la possibilità di costruire l'azione dal basso. La mossa si rivela azzeccata e i rossoneri crescono d'intensità, soprattutto quando riescono anche a ripartire attivando l'estro dei propri giocatori offensivi. Su una situazione del genere Angelicchio, che gioca con grandissima intelligenza, riesce a ritagliarsi uno spazio apparentemente inesistente per calciare; il suo piazzato sorvola di poco la traversa e Galliera può tirare un sospiro di sollievo. L'estremo difensore però proprio non può nulla dinnanzi all'estro di Pisati, che, sul tramonto del primo tempo, ondeggia e ubriaca un paio di difensori prima di lasciar partire un destro rasoterra a colpo sicuro. Il palo fa sbiancare il numero 10, ma in realtà gli strizza l'occhio offrendo facile ribattuta a porta vuota. Una punizione quasi all'incrocio dello stesso fantasista pochi istanti più tardi è l'ultima emozione di un primo tempo scoppiettante. 

Contrasti. Nella ripresa l'Inter riparte dalle lunghe leve sulle fasce di Mezzanotte e Gatti, oltre che dalla forza in attacco di Piva, che a momenti non trova la via del gol al primo pallone toccato, se non fosse per la reattività di Faccioli. I cambi sembrano dare più controllo alla Beneamata, che però non sfonda quasi mai. I rischi se non altro sono limitati da Puricelli e capitan Donato, semplicemente fenomenali in qualsiasi tipo di chiusura difensiva. Solo nel finale di seconda frazione Matarrese riesce a trovare il chiavistello che mette i brividi alla difesa milanista, ma una disperata scivolata di Baita prima, e una parata a terra dello stesso Faccioli poi, negano al diez interista una meritata esultanza. L'ultimo atto del match diventa così una vetrina ricca di agonismo e contrasti senza paura. Rocca guida la difesa del Milan e fa di tutto per non far passare neanche l'aria, Cassini intercetta qualsiasi palla aerea, mentre nel mezzo del campo Donati e Seye non tirano mai indietro la gamba. Verso l'epilogo del derby i rossoneri sembrano comunque avere più energie e riescono ad avvicinarsi all'area avversaria; Zangrillo addirittura può approfittare di un pasticcio nerazzurro sugli sviluppi di un corner, se non fosse che Galliera indossa un mantello da supereroe oltre ai guantoni. Al centrale dei Casciavit non va bene neanche poco dopo, quando con perentorio colpo di testa impatta la parte superiore della traversa. Il Milan gioca l'ultima carta affidandosi ancora una volta a Pisati: il mago premia con i tempi giusti l'inserimento di Grilli, pronto al colpo del sorpasso, ma la ditta Galliera-Puricelli, al limite del lecito, frana addosso alle speranze di vittoria rossonere. Solo gli shoot-out prima dei tre tempi spostano gli equilibri in favore dei ragazzi di Mondini, ma è una vittoria solo ai punti.

IL TABELLINO

INTER-MILAN 1-1
RETI (1-1, 0-0, 0-0): 5’ Allasufi, 20’ Pisati.
INTER: Galliera 7.5, Donato 7, Pirola 6.5, Puricelli 8, Nese 6.5, Allasufi 7, Dade 6.5, Donati 7, Mardegan 6, Matarrese 7, Piva 6.5, Marcoci 6.5, Mezzanotte 7, Lo Vecchio 7, Cassini 6.5, Gatti 6.5. All. Dell’Acqua 6. Dir. Luvie.
MILAN: Bianchi 6.5, Colombo 7, Bompan 6.5, Angelicchio 7.5, Rocca 7, Zangrillo 7.5, Rusu 6, Avogadro 6.5, Grilli 6.5, Pisati 8, Guglielmo 6.5, Faccioli 7, Baita 7, Piva 6.5, Seye 7, Bonomi 6.5. All. Mondini 6.5. Dir. Lenoci.

PAGELLE

INTER:

Galliera 7.5 Tanta personalità da portiere esperto; nel finale si immola per i proprio compagni salvando faccia e risultato. Anche con i piedi mostra sicurezza.
Donato 7 Il capitano non si distrae mai e protegge la porta con grande tempismo di intervento e senso della posizione.
Pirola 6.5 Il terzino sinistro propizia il gol nerazzurro con la prima delle tante spinte sulla corsia.
Puricelli 8 Migliore dei suoi, combatte su qualsiasi pallone e ne esce sempre vincitore. Insuperabile.
Nese 6.5 Nn tira mai indietro la gamba ed offre una prestazione di sostanza.
Allasufi 7 Tanta quantità a centrocampo e buoni inserimenti in area di rigore avversaria. Il suo gol è da rapace.
Dade 6.5 Si prende la fascia destra dei suoi, ma ripiega internamente per dare copertura in diagonale; quando ne ha possibilità sfrutta la sua gamba per attaccare la profondità.
Donati 7 Il numero 8 nearazzurro è generoso in entrambi le fasi ed elegante con il pallone fra i piedi. Mezzo punto in meno solo per aver perso il pallone che è valso la ripartenza del Milan in occasione dell'1-1. Per il resto, grande qualità.
Mardegan 6 Lotta senza risparmiarsi mai. Ma le linee avversarie sono strette e gli concedono solo il gioco di sponda.
Matarrese 7 La partita è complessa, ma lui sa come interpretarla, in particolare nel secondo tempo, quando si accende e spaventa Faccioli.
Piva Kaiki 6.5 Allunga la squadra con le sue corse in avanti, e per poco non trova il gol del vantaggio.
Marcoci 6.5 Si mette in mostra con qualche buona presa. Il resto del lavoro è di guida dei compagni vicini.
Mezzanotte 7, Sembra uno schiacciasassi sulla destra; ha la gamba e gli inserimenti di chi sa comandare sulla corsia esterna.
Lo Vecchio 7, Ricama per i compagni e gestisce con maturità i momenti della partita.
Cassini 6.5, Non fa sentire la mancanza di Donato; le sue letture evitano guai al proprio portiere.
Gatti 6.5 Cerca in tutti i modi di impensierire i difensore milanisti partendo dall'out; il suo dribbling può essere letale, ma non sembra va a buon fine. 
All. Dell’Acqua 6 La sua Inter gioca con sicurezza e non si spaventa troppo nemmeno quando il Milan alza la pressione. Manca qualche tassello dalla trequarti in su, ma le dimensioni limitate del campo sono un fattore di cui bisogna tenere conto.

MILAN:

 

Bianchi 6.5, Si fa vedere sicuro in più circostanze. Peccato solo il gol subito, su cui ci sono delle responsabilità.
Colombo 7 L'esterno basso ha tecnica e inventiva da giocoliere, oltre a una spiccata intelligenza nelle due fasi.
Bompan 6.5 Frizzante sulla destra, dà vita ad un bellissimo duello con Pirola che è lo specchio della partita.
Angelicchio 7.5, Nello stretto è imprendibile, negli spazi sprizza fosforo da tutti i pori. Non trova il gol per un soffio.
Rocca 7, Le traiettorie alte sono il suo pane, ma non scherza neanche quando deve usare i piedi per impostare.
Zangrillo 7.5, Lui è un difensore che sa segnare. Quando mette piede nell'area avversaria c'è bisogno di una doppi dose di attenzione e marcatura. In copertura è un mostro di bravura.
Rusu 6 Tanto movimento per il numero 7, soprattutto in verticale. Cerca di giocare sempre sul compagno vicino e non si scompone quando è spalle alla porta.
Avogadro 6.5 Non dà mai riferimenti e combatte su ogni pallone. Con uno così si può andare in battaglia.
Grilli 6.5 I suoi movimenti sono da attaccante consumato; anche quando viene marcato stretto, lui cerca sempre di divincolarsi e si rende utile per la creazione di spazi in favore degli inserimenti dei suoi. 
Pisati 8, Il ragazzo ha tecnica e la mette al servizio della squadra: fra passaggi millimetrici e con i tempi giusti, conclusioni potenti e dribbling non ci si può distrarre un attimo.
Guglielmo 6.5, Lotta lì davanti e si appoggia con grande precisione. Non va mai in confusione.
Faccioli 7 Nel secondo tempo c'è bisogno della sua sicurezza per sbarrare la strada a Matarrese.
Baita 7, Con la numero 13 non può che ricordare Romagnoli. Una sua scivolata disperata salva il risultato; tutto quello che viene dopo sembra fin troppo facile.
Piva Riccardo 6.5 Sull'out di destra protegge spalleggia Seye. Non soffre più di tanto in copertura.
Seye 7, In mezzo al campo serve la sua fisicità e la sua voglia. Quando entra si fa sentire.
Bonomi 6.5 Può giocare a uno o più tocchi senza disperdere qualità nelle giocate.
All. Mondini 6.5 Il Milan reagisce al precoce svantaggio e controlla bene il palleggio nerazzurro. Il sistema di gioco sembra efficace in ogni momento del match. Nel finale potrebbe addirittura andare a vincerla, manca però il cinismo.

L'INTERVISTA

Roberto Trapani, responsabile attività di base dell'AC Milan, commenta così la gara: «Abbiamo visto una partita avvincente, dove si sono viste due belle squadre che hanno dato spettacolo, che si sono divertite. Hanno giocato bene a calcio. Queste partite sono formative e non sono fini a sé stesse. La componente agonistica è stata predominante in alcuni fasi della partita, ma si sono viste grandi giocate tecniche da entrambe le parti, per cui complimenti alle due compagini».

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