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Chiuduno Grumellese Under 14: il tecnico Andrea Grigis si racconta

Grumellese Under 14

Andrea Grigis

È una carriera che molti ragazzi sognano quella di Grigis, attualmente allenatore del Chiuduno Grumellese nella categoria Under 14. Calcisticamente cresce in provincia di Bergamo, nelle squadre del paese in cui tuttora vive, Selvino, in cui muove i primi passi. Successivamente passa quattro anni nelle giovanili dell' Atalanta per poi giocare nella Primavera dell' Albino Leffe. Un problema ai legamenti del crociato gli rovina i piani e come racconta lui: «Il mio treno è passato perché non ho potuto recuperare. A quel punto, invece che provare a puntare alla carriera professionistica, ho iniziato a giocare nelle categorie minori, passando prima nove anni nella Serie D e, successivamente, due stagioni in Eccellenza e due in Promozione: a quel punto, due anni fa, all'età di trent'anni, il problema al ginocchio si è ripresentato. Ho scelto allora di smettere di giocare e provare ad allenare». Arrivato in società, prende il comando di una delle squadre più forti della categoria. Al termine del girone d'andata, si contano solo due sconfitte e rispettivamente tre e sei punti di distacco dalla seconda e prima in classifica. Attualmente, invece, sono a pari merito con il Paladina - una delle scoperte del girone di ritorno - come racconterà nel corso dell'intervista lo stesso Grigis. «Chi ha allenato all'inizio?» «Per sei mesi ho aiutato ad allenare i ragazzi 2010 del Bolgare, poi in accordo con il Patron Belotti (morto l'anno scorso) è nata la possibilità di iniziare ad allenare la Grumellese». «E ha trovato una squadra molto forte, che al girone d'andata è arrivata terza in classifica, a soli sei punti dalla capolista» «Sì, ho trovato un buon gruppo. Sono ragazzi che mi seguono e hanno ottenuto già qualche soddisfazione: abbiamo vinto il Torneo a Brescia ad inizio stagione e il Trofeo della Befana. E poi siamo arrivati terzi al girone d'andata anche se, secondo me, saremmo potuti arrivare anche ad un gradino più alto perché con lo stesso Sarnico ce la siamo giocata fino alla fine e abbiamo pagato per due nostri errori che hanno compromesso l'esito numerico della partita. Ma sotto il profilo del gioco non siamo stati assolutamente inferiori. Sono contento del lavoro fatto fino ad oggi con i ragazzi». «Che tipo di rapporto ha con i calciatori?» «E' un mix tra sergente e amico, un buon compromesso». «Attualmente qual è la squadra che la preoccupa di più, quella che vede più insidiosa?» «Guardando i risultati di queste prime partite, il Paladina è quella da tenere più sott'occhio. Ha vinto contro la Virtus Ciserano ed è quella che sulla carta mi ha sorpreso più di tutte». «È soddisfatto del lavoro che stanno facendo i suoi ragazzi?» «Sì, assolutamente. Fortunatamente sono ancora in quella fase in cui ti ascoltano e anche i più “ribelli”, quando alzi la voce, si tranquillizzano. Quelli di qualche anno più grandi sono più difficili da gestire perché hanno già il carattere formato, iniziano a risponderti, hanno un rapporto più scontroso con l'autorità, identificabile con l'allenatore, il genitore o il professore a scuola». «Ultima domanda. Avete fatto qualche acquisto per il ritorno?» «No, attualmente abbiamo la stessa rosa del girone d'andata, ma ci stiamo muovendo in tal senso perché la società ci tiene a fare bene. Quindi vengono tenuti d'occhio altri ragazzi per migliorare la rosa stessa, che ora come ora è comunque, tutto sommato, competitiva».

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