Cerca

Almè Under 14, il tecnico Angelo Piacentini: «Il campo ci manca, ma dobbiamo essere prudenti»

Angelo piacentini
Ad Almé, sulle sponde del Brembo, i ragazzi dell'Under 14 sono tornati ad allenarsi, anche se distanziati, e rispettando tutte le norme di sicurezza necessarie per scongiurare il pericolo del contagio da Covid 19. Una vera liberazione per i giovani in giallo verde, che anche se dovranno aspettare ancora per riassaporare il gusto del calcio giocato, hanno potuto riprendere almeno in parte l'attività sportiva, uscendo finalmente da una routine in cui la socialità e il legame tra compagni di squadra hanno fatto sentire davvero la loro mancanza. Angelo Piacentini, al suo primo anno alla guida dei ragazzi classe 2007 dell'Almè, ha dunque ritrovato i suoi giocatori, ed avrà il non facile compito di ricompattare al meglio il gruppo, per prepararli al meglio al tanto agognato ritorno al calcio giocato: ecco cosa ci ha raccontato. Qual è la sua storia da allenatore? «Ho iniziato più di 20 anni fa a Boccaleone: la mia storia da tecnico comincia lì. Dopodiché ho avuto diverse esperienze sempre nel bergamasco, tra Pedrengo, Aurora Seriate e Gorle. Infine sono arrivato all'Almè: qui ho allenato per due anni i ragazzi del 2004, che ho seguito nel passaggio da Esordienti a Giovanissimi, ed infine eccomi qui, al primo anno con I 2007». Che ambiente ha trovato al suo arrivo? «Un ambiente simile a quelli che avevo conosciuto in altre società di provincia, quindi mi sono sentito a mio agio da subito: c'è la volontà, soprattutto, di far crescere i ragazzi del paese. Da qualche anno però, si sta tentando di fare uno step in più, un piccolo salto di qualità soprattutto sul lato agonistico, sia con la prima squadra che con il settore giovanile, con più attenzione sugli aspetti tecnico e tattico. Il calcio può essere davvero una scuola, un mezzo per una crescita su più campi, ed anche la parte agonistica é una componente fondamentale». Il vostro esordio in campionato non è stato dei più felici.... «Si, è stata una sconfitta abbastanza pesante contro il Villa Valle. Ma mi aspettavo un inizio in salita: ci sono d'altronde molte società forti, come il Villa stesso, Ponte San Pietro, Cisanese e Virtus Ciserano per esempio. Quest'anno i ragazzi del 2007 erano pochi, ed abbiamo inserito diversi ragazzi del 2008: a questa età un anno di differenza non è poco». Quindi come pensa di far fronte a queste difficoltà? «Penso che la cosa migliore sia schierare per il momento i ragazzi con un 4-4-2 corto e compatto, e fare tanta densità a centrocampo. Questo perché penso che spesso ci troveremo nella condizione di essere chiusi nella nostra metà campo, quindi dobbiamo essere bravi a farci trovare preparati e ad uscire da queste situazioni con pazienza e con il possesso palla, trovando senza fretta quei 20-30 metri necessari per impostare il nostro gioco. Non ho dogmi, cambio spesso modulo e tattica di gioco. Penso che in questo momento sia importante far maturare i miei giocatori: poi, una volta che si ha a disposizione 4 o 5 giocatori forti, si possono preparare le partite in modo diverso». Vi eravate prefissati un obbiettivo minimo per questa stagione? «Penso sia troppo presto per parlare di obbiettivi: i ragazzi hanno bisogno di tempo per crescere, senza fretta. Dobbiamo andare oltre il risultato, ed aspettare l'evoluzione della squadra: al momento, per me è più importante il lavoro svolto in settimana». C'è qualche collega illustre che l'ha ispirata nella sua carriera? «Ho sempre osservato con attenzione i tecnici che sono passati da Bergamo, e devo dire che ci sono state diversi esempi molto positivi: penso all'Atalanta di Sonetti per esempio, con la sua attenzione al pressing metodico, poi Prandelli, ed alla sua trafila nel settore giovanile, con ottimi risultati con la squadra Primavera; penso all'Atalanta di Del Neri, con buonissime stagioni in Serie A. Infine altri due nomi: Arrigo Sacchi, che ha rivoluzionato il modo di allenare e di intendere il calcio, ed Emiliano Mondonico: lui davvero leggeva le partite come pochi altri». Come vede il proseguo della stagione, vista la delicata situazione attuale? «C'è bisogno di persone competenti, che diano una direzione chiara e precisa. Personalmente, penso che il calcio in questa situazione abbia un'importanza secondaria: l'idea di ritornare nell'incontro ci spaventa molto, e l'attenzione di tutti deve concentrarsi sulla salute e sulla sicurezza di tutti. Certo, i ragazzi hanno bisogno di attenzioni in questo momento, e il calcio può avere un ruolo importante nello staccarsi da PC, televisione e social network: per ora ci possiamo allenare, e questo è già qualcosa, anche se i veri allenamenti verranno quando sarà consentito il contatto l'uno contro uno. Ma per ora, va bene così: non dobbiamo avere fretta, per il bene di tutti».

ALMÉ UNDER 14 STAGIONE 2020/2021

STAFF: ANGELO PIACENTINI, ALLENATORE ARTURO MAGONI, COLLABORATORE DAVIDE SALVETTI, COLLABORATORE ROLDANO GENINI, DIRIGENTE ACCOMPAGNATORE TRA I PALI: 2007 - FABIANO SCIORTINO 2007 - SAMUEL NOVITÀ IN DIFESA: 2007 - FILIPPO ROTA 2007 - DEVID BAGGI 2008 - GABRIELE MAZZOLENI 2008 - FILIPPO GIULIANI 2008 - GABRIELE SALA 2007 - TOMMASO MONACO A CENTROCAMPO: 2007 - MASSIMO QUARENGHI 2007 - NOAH ROTA 2007 - DIEGO VEGETALI 2008 - ALESSIO PELLEGRINELLI 2007 - ANDREA ROBERT 2008 - MARTIN TOGNI IN ATTACCO: 2008 - KADER TRAORÉ 2008 - GIOVANNI FUSTINONI 2008 - FILIPPO MENDIOLA 2008 - YASSIN HAJ ABID
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400