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Castegnato Under 14, Gianluca Bettinzoli: «La paura c'è, ma speriamo di poter ricominciare»

Bettinzoli
Una sola partita giocata e una sconfitta, che però non significa nulla. Nonostante l'inizio un po' difficile per il Castegnato Under 14, l'allenatore Gianluca Bettinzoli si era dimostrato soddisfatto in quanto era riuscito a capire subito in che cosa si poteva migliorare: il tecnico è consapevole di avere una squadra che deve imparare ancora tanto sia a livello di gioco che a livello tecnico, e il suo lavoro era appena cominciato. Poi lo stop all'attività. Da quanto tempo allena l'Under 14 del Castegnato? «Questo è il primo anno che alleno l'Under 14 del Castegnato perché è il primo anno che mi trovo in questa società. Prima allenavo gli Under 13 in un'altra società». Prima di essere un allenatore è stato anche un calciatore? Ora invece di che cosa si occupa? «Si, ho sempre giocato a calcio in diverse squadre di paese. L'ultimo anno ero in Prima Categoria ma ho deciso di smettere per diventare un allenatore. Sono sempre stato un centrocampista. Ora sono un impiegato». Quale sistema di gioco preferisce e che cosa insegna ai suoi ragazzi? «Non ho un modulo di gioco preferito, mi adatto alla tipologia di squadra che alleno. Solitamente utilizzo il 4-4-2 perché è quello più semplice ma in più di un'occasione ho cambiato sistema di gioco. Ai miei ragazzi insegno il rispetto tra di loro ma soprattutto verso l'avversario: senza rispetto non si può andare avanti». Quali erano e quali sono le sue aspettative per questo campionato? «Sicuramente questa pandemia ha molto penalizzato il calcio dilettantistico. Questa situazione mi spaventa e per questo ho ancora molti dubbi sul voler continuare ad allenare. Nonostante ciò spero di poter ricominciare e di poter ottenere insieme a questa squadra grandi soddisfazioni». Quale partita ricorda con più piacere e quale invece vorrebbe rigiocare? «La partita che ricordo con più piacere è quella giocata dagli Under 14 del Concesio contro la Voluntas. A fine primo tempo stavamo perdendo 2-0. Tutti si aspettavano una mia reazione dettata della rabbia e invece sono entrato nello spogliatoio sereno e ho detto ai miei quello che era giusto dire. I ragazzi si sono sentiti motivati e sono scesi in campo più concentrati riuscendo a ribaltare il risultato e quindi a vincere 3-2. La partita che vorrei rigiocare è Concesio-Erbusco. Noi eravamo secondi in classifica mentre loro erano la capolista. Abbiamo perso 5-2. Sicuramente l'Erbusco era a livello tecnico e di gioco superiore a noi ma la mia squadra avrebbe potuto giocare molto meglio». Parliamo un po' della sua squadra.  «Questo è il primo anno che sono al Castegnato ed è quindi una squadra che ho preso alla cieca. Ho lasciato scegliere ai ragazzi il loro capitano. Mi hanno fatto i nomi di tre persone che secondo loro potevano potenzialmente ricoprire quel ruolo. Ovviamente la decisione finale spettava a me e avrei deciso in base a dei criteri. Infatti secondo me un capitano deve essere un leader, non deve mai lamentarsi degli errori dei compagni ma anzi li deve spronare a dare il meglio, non deve mollare mai e deve essere un punto di riferimento per tutti».
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