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La Sportiva Under 14, Lino Cadei: «Voglio aiutare i miei ragazzi a realizzare il loro sogno»

La Sportiva Under 14, Lino Cadei

Lino Cadei allenatore degli Under 14 della Sportiva

Prima partita del campionato e prima sconfitta per gli Under 14 de La Sportiva, ma poco importa. Al termine della partita l'allenatore Lino Cadei si era però dimostrato soddisfatto dei suoi ragazzi che avevano saputo mettere in difficoltà una squadra che a livello tecnico era molto più avanti della loro. Da quanto tempo allena gli Under 14 del La Sportiva? «Questo è il primo anno che alleno gli Under 14 del La Sportiva. In passato ho allenato questa categoria cinque o sei volte in altre società». Prima di essere un allenatore è stato un calciatore? Ora invece di che cosa si occupa? «Si, ho giocato a calcio fino a 23 anni. Poi a causa di un infortunio alla caviglia ho dovuto smettere. Ero un portiere. Ora sono un elettricista». Quale sistema di gioco preferisce e che cosa insegna ai suoi ragazzi? «Solitamente utilizzo il modulo 4-4-2 perché così i ragazzi riescono ad occupare tutto il campo, non vanno in difficoltà ma anzi si aiutano tra di loro. Ovviamente questo modulo può variare in base alle caratteristiche della squadra. La prima cosa che insegno ai miei è che vincere non è tutto, soprattutto in questo campionato e a questo livello. Preferisco aiutarli a realizzare il loro sogno ovvero diventare dei calciatori. Per fare di questo sport un lavoro bisogna però conoscere che cosa fa bene al proprio fisico. Per questo motivo collaboro con un team formato da una pedagogista, un nutrizionista e un preparatore atletico». Quali erano e quali sono le sue aspettative per questo campionato? «Volevo lavorare tanto con i miei ragazzi affinché potessero migliorare a livello tecnico e tattico. Ora vorrei solamente ritornare ad allenare ovviamente adottando tutte le misure anti-covid necessarie. Avevamo già deciso insieme alla società di orientarci verso un allenamento più tecnico e aerobico dividendo la mia squadra in piccoli gruppi e garantendo così i minori contatti possibili». Quale partita ricorda con più piacere e quale invece vorrebbe rigiocare? «La partita che ricordo con maggior piacere è la prima di questa stagione. Nonostante la sconfitta sono stato molto orgoglioso dei miei ragazzi che sono riusciti a mettere in difficoltà a livello caratteriale l'avversario. A livello tecnico sicuramente noi eravamo inferiori ma la squadra avversaria è composta da giocatori selezionati mentre noi accogliamo qualsiasi ragazzo voglia avvicinarsi a questo sport». Parliamo un po' della sua squadra. «Non posso dire molto perché sono riuscito a vederli solamente una volta. A primo impatto però mi sembra una buona squadra che ha molto margine di miglioramento. Sono in fase di definizione tante cose tra cui la scelta del capitano. Scelta che ho lasciato ai ragazzi perché è giusto che decidano loro quale persona li può rappresentare al meglio». Pensa che questo ennesimo stop forzato abbia delle ripercussioni negative sui ragazzi?  «Assolutamente si. Penso che sia un grosso errore privare i ragazzi della libertà di allenarsi in tutta sicurezza. Lasciarli nuovamente a casa impendendogli per l'ennesima volta di scendere in campo sicuramente avrà delle ripercussioni a livello psicologico».
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