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Roncadelle Under 14, Andrea Raule: «Fare l'allenatore mi rende felice, ma so che devo lasciare spazio ai giovani»

Roncadelle Under 14

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Nonostante una prima partita sofferta contro il Real Dor, gli Under 14 del Roncadelle erano riusciti a vincere 1-0 confermando sia all'allenatore Andrea Raule che all'intera società la forza di questa squadra che da quattro anni sembra inarrestabile. Matteo Nicolini e Andrea Vetere sono i due giocatori migliori a livello tecnico. Anche il resto della squadra ha sempre dato grandi soddisfazioni al tecnico, e anche a detta della società gli Under 14 è la squadra che nel corso del tempo è migliorata di più. Da quanto tempo allena gli Under 14 del Roncadelle? «Ho allenato questi ragazzi fin da quando erano dei Pulcini quindi è il primo anno che alleno gli Under 14 ma è il quarto anno che alleno sempre la stessa squadra». Prima di essere un allenatore è stato anche un calciatore? Ora invece di che cosa si occupa? «Si, ho giocato a calcio fino a 17 anni poi a causa di un incidente ho dovuto smettere. Ero un centrocampista. Ora invece sono un elettricista». Come mai ha deciso di diventare un allenatore? Il calcio mi è sempre piaciuto e ho sempre accompagnato mio figlio ai vari allenamenti e alla varie partite. Un giorno il dirigente del Roncadelle mi ha chiesto se volessi collaborare con la società e io ho accettato. Ho fatto vari corsi per diventare allenatore. Ora ho raggiunto la consapevolezza che è giusto lasciare spazio anche ai giovani quindi credo che tra poco smetterò di allenare». Quale sistema di gioco preferisce e che cosa insegna ai suoi ragazzi? «Ho sempre utilizzato il modulo 4-2-3-1 perchè è il più semplice da capire per i ragazzi. In realtà nella prima partita del campionato ho utilizzato il modulo 4-4-2 per adattarmi sia alla caratteristiche dei miei giocatori che a quelle dell'avversario. Ai miei ragazzi insegno che vincere non è un aspetto fondamentale. Infatti per me l'aspetto più importante è avere una squadra che sia anche un gruppo unito. Un'altra cosa a cui tengo particolarmente è il divertimento: anche quando facciamo gli allenamenti i ragazzi devono tornare a casa felici». Quali erano e quali sono le sue aspettative per questo campionato? «A inizio campionato volevo che i miei ragazzi dimostrassero alle altre società di essere capaci e soprattutto bravi a giocare a calcio. In questo momento vorrei almeno tornare ad allenare. Prima del decreto ho fatto due allenamenti a distanza ora invece non è più possibile». Quale partita ricorda con più piacere e quale invece vorrebbe rigiocare? «Vorrei rigiocare la partita contro l'Orceana dell'anno scorso. Abbiamo perso 1-0 e l'unico gol che abbiamo subito è stato fatto durante un cambio quando in campo noi eravamo in nove mentre gli avversari in dieci. Invece la partita che ricordo con maggior piacere è l'amichevole giocata contro il Lumezzane. Secondo me è stata una partita eccezionale sia a livello tecnico che a livello di gioco». Parliamo un po' della sua squadra «Ho la fortuna di avere una buona squadra che ho potuto seguire nel tempo quindi conosco bene le caratteristiche di ogni giocatore. Il capitano è Samuele Cancello. Ho scelto lui per ricoprire questo ruolo perché ha un grande carisma ed è un leader tant'è che i ragazzi erano totalmente d'accordo con la mia scelta».
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