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Vighenzi Under 14, Adriano Abate: «Il calcio è sempre stato il mio mondo»

Vighenzi Under 14, allenatore Adriano Abate

Adriano Abate allenatore dell'Under 14 della Vighenzi

Per i ragazzi dell' Under 14 della Vighenzi la stagione non è mai iniziata. I classe 2007 non sono riusciti neanche a giocare una partita prima del nuovo stop. Infatti la prima di campionato, per una sorta di scherzo del destino, era per loro giornata di riposo. Resta quindi l'amaro in bocca a questa squadra che, a detta dell'allenatore Adriano Abate, aveva tanto da dimostrare sul campo. Da quanto tempo allena gli Under 14 della Vighenzi? «Ho allenato questa categorie già in passato ma in altre società. Questo è il primo anno che alleno questa squadra ed è il primo anno che sono alla Vighenzi». Prima di essere un allenatore è stato anche un calciatore? Ora invece di che cosa si occupa? «Si, ho giocato a calcio per tanti anni e in tante società tra cui il Brescia e il Crotone. Ed è proprio in queste squadre che ho fatto il mio esordio prima in Serie C e poi in Serie B. Ho dovuto smettere per esigenze lavorative che non mi permettevano più di continuare a giocare. Ero un attaccante. Ora sono un pensionato ma ho sempre lavorato in banca». Come mai ha deciso di diventare un allenatore? «Il calcio è sempre stato il mio mondo. Anche se lavoravo in banca sapevo di essere un uomo di campo». Quale sistema di gioco preferisce e che cosa insegna ai suoi ragazzi? «Non ho un sistema di gioco preferito in quanto mi adatto alla squadra e alle caratteristiche dei singoli. Solitamente definisco la disposizione dei vari giocatori nel campo ma lascio ai miei ragazzi un certa libertà di spostamento. Ai miei insegno prima di tutto la correttezza in campo, il rispetto verso l'avversario ma soprattutto il saper perdere. Io per primo non amo perdere ma a volte succede e in quei casi l'importante è essere consapevoli di aver dato il massimo in campo». Quali erano e quali sono le sue aspettative per questo campionato? «Volevo che la mia squadra giocasse bene dimostrando la sua forza e riuscendo magari a qualificarsi per il campionato regionale. Ora l'aspetto che mi interessa di più è educare i miei ragazzi a stare sul campo visto che questo è un anno importante in quanto è il primo  di calcio a 11 e non più a 9». Quale partita ricorda con più piacere e quale invece vorrebbe rigiocare? «La partita che ricordo con più piacere è quella del mio debutto in Serie B con il Brescia. Per me è stata una bella partita dove ho anche segnato. La partita che vorrei rigiocare è quella contro il Bari sempre in Serie B. Io ero al Crotone e abbiamo perso 3-1». Parliamo un po' della sua squadra. «Ho una squadra discreta che ha però buone prospettive di miglioramento. Non avendoli mai visti giocare sul campo non posso dire ancora con certezza chi secondo me ha delle doti particolari. Non ho ancora scelto neanche il capitano che comunque reputo una figura poco importante: non è avere la fascia che fa di un giocatore un buon calciatore».
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