Cerca

Sporting Club Rezzato Under 14, Carlo Piovanelli e i 2007: «Tornare in campo solo in sicurezza»

Rezzato Under 14

Rezzato Under 14

Una stagione cominciata con un pirotecnico 4-4 e fermata troppo presto. Carlo Piovanelli, ex Vighenzi tra le altre, era ed è alla sua prima stagione alla guida dello Sporting Club Rezzato Under 14 e, nonostante il pareggio all'esordio (contro il Toscolano Maderno), si era dimostrato complessivamente soddisfatto sia del risultato che della prestazione dei suoi, bravi a portare in campo tutto ciò che avevano imparato in un mese di allenamento. Da quanto tempo allena gli Under 14 del Rezzato? «Anche se sono un allenatore da 8 anni questo è il primo anno che alleno questa squadra ed è il primo anno che sono in questa società». Prima di essere un allenatore è stato anche un calciatore? Ora invece di che cosa si occupa? «Si, ho giocato a calcio fino al 2011. Ero un attaccante. Ho dovuto smettere perché mi sono reso conto di non avere più tempo per questo sport e ho preferito dedicarmi totalmente al mio corso di studio universitario che mi ha poi permesso di diventare un insegnante di educazione fisica». Come mai ha deciso di diventare un allenatore? «Essendo laureato in scienze motorie fare l'allenatore per me non è un hobby ma un secondo lavoro. Mi piace stare in campo e stare a contatto con i ragazzi». Quale sistema di gioco preferisce e che cosa insegna ai suoi ragazzi? «Non ne ho uno preferito ma di solito mi adatto in base alla squadra che ho disposizione. In più tendo ad utilizzare più sistemi di gioco perché secondo me è importante che i ragazzi imparino più moduli possibili. Solitamente uso il 3-5-2 che considero sia il modulo più dinamico sia quello che permette di occupare meglio gli spazi. Alla mia squadra insegno il rispetto per le regole e il rispetto tra di loro. Questi sono i valori che, a parer mio, vengono prima anche dell'aspetto tecnico». Quali erano e quali sono le sue aspettative per questo campionato? «Volevo che i miei ragazzi imparassero il più possibile visto che è il primo anno di calcio a 11. Quindi era importante che a livello di gioco passassero da essere bambini ad essere adulti. Ora vorrei che si ricominciasse a scendere in campo in sicurezza anche se la vedo molto difficile come cosa. Se la situazione non migliora sicuramente non si ritornerà a giocare prima della primavera». Quale partita ricorda con più piacere e quale invece vorrebbe rigiocare? «La finale degli Esordienti del Ciliverghe Mazzano è la partita che vorrei rigiocare ma che ricordo anche con più piacere. Vorrei rigiocarla con il portiere della squadra che invece in quella partita non era sceso in campo a causa di un infortunio. La ricordo con piacere perché la maggior parte dei ragazzi ora gioca in prima squadra. Quindi il lavoro che era stato fatto da me e dai miei collaboratori si è rivelato positivo». Parliamo un po' della sua squadra. «Per il poco tempo in cui sono stato a contatto con i ragazzi è difficile dire chi ha delle capacità innate. Si tratta di una squadra nuova che ha un livello medio-basso. Non ho ancora scelto il capitano. Stavo capendo quale ragazzo avesse la personalità giusta per ricoprire quel ruolo. Per personalità intendo sia buone capacità a livello tecnico e di gioco che un buon comportamento».
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400