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Mario Bettinzoli Under 14, intervista a Walter Crescini: «Questa squadra se lavora ha ampi margini di miglioramento»

Crescini, secondo allenatore Under 14 del Bettinzoli

Crescini, secondo allenatore Under 14 del Bettinzoli

Il neo vice allenatore degli Under 14 del  Bettinzoli Crescini ha deciso di intraprendere questa nuova avventura per il primo anno. E dopo anni in panchina sicuramente cambiare ruolo e assumersi nuove responsabilità non è semplice. A livello professionale come si relaziona con il suo collega? Ha spazio per proporre le sue idee?  «Ci siamo conosciuti l'anno scorso perchè gli ho chiesto di essere il mio vice e fin da subito siamo riusciti ad instaurare un rapporto di collaborazione e fiducia. Ora invece i ruoli si sono scambiati in quanto per motivi lavorativi quest'anno mi sono trovato a dover fare il secondo allenatore mentre Pietro D'Angiolillo è diventato il primo. Ma in realtà non mi pesa questo cambio perché Pietro è molto bravo e preparato. Sono molto felice che si sia rinnovata questa collaborazione, ho comunque il mio spazio e riesco ad intervenire per aiutare i ragazzi a migliorare». Mi spieghi un po' i suoi compiti di vice allenatore. «Inizialmente scendo in campo solo io con la squadra per il riscaldamento. Poi subentra D'Angiollilo che si occupa invece del vero e proprio allenamento. Inoltre curo anche la parte tecnica e fisica». Quali sono le sue impressioni riguardo a questo campionato? «Ora come ora spero solamente di poter ricominciare ovviamente adottando tutte le precauzioni del caso perché i ragazzi devono essere tutelati. Mi dispiace molto per questa situazione soprattutto per questa squadra che ha perso un anno di calcio». A proposito di gruppo è riuscito a instaurare un bel feeling con loro? «Assolutamente si. Tra un allenamento e l'altro ridiamo e scherziamo insieme senza perdere però di vista gli obiettivi che dobbiamo raggiungere. Penso che questo buonissimo rapporto sia dovuto al fatto che li ho sempre seguiti sia perché in questa squadra gioca anche mio figlio sia perché in un diverse occasioni ho fatto da arbitro durante le loro partite. I ragazzi mi vedono come il secondo allenatore ed è giusto che sia così anche perché fin da inizio stagione io e il mio collega abbiamo subito chiarito i ruoli». Una considerazione sulla società e sul gruppo. «Mi trovo davvero molto bene. Ho un buon rapporto anche con il presidente che ama tutti i calciatori del Bettinzoli. Sicuramente è una squadra che deve ancora lavorare tanto ma che ha buoni margini di miglioramento. A livello di condotta sono ragazzi molto educati e rispettosi». Quali valori insegna alla sua squadra? «Prima di tutto il rispetto verso l'avversario. Poi sicuramente viene l'educazione e il divertimento. I ragazzi devono uscire dal campo felici. Quindi non mi interessa neanche il risultato perché penso che con l'impegno e la qualità anche le vittorie arrivino». Prima di essere un allenatore è stato anche un calciatore? «Ho giocato fino a 33 anni. Poi ho smesso perché ho deciso di cambiare sport e ho cominciato con il football americano. Ma la passione per il calcio mi è sempre rimasta e anzi con il tempo è diventata più forte tant'è che ho deciso di diventare allenatore: mi piace molto stare in campo». Il suo sogno nel cassetto a livello calcistico? «In questo momento è molto semplice: spero di poter ritornare alla normalità. Anche i ragazzi hanno il diritto di fare sport che serve molto sia per il fisico che per la mente».
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