Cerca

Under 14

CG Bresso-Bresso: Buschini fa esplodere il Deledda ed esultare Savasta che vede i Regionali, Lesma a testa alta e trascinato da Elhalafawy e Travaglini

Passano i blues con due reti nella ripresa: Foti inventa calcio, detta le geometrie e mette la ciliegina sulla torna nel pomeriggio bressese

CG Bresso-Bresso Calcio Travaglini e Pannella

Travaglini (CG Bresso) e Pannella (Bresso Calcio) in azione del derby bressese

Derby della Madonnina? Sì, ma non quella del Duomo di Milano: quella della Chiesa del Pilastrello. O quella di Piazza Immacolata, laddove ha sede l'immortale bar "Circolino" divenuto negli anni l'anima del CG Bresso, essendo anche a pochi metri dalla sede dell'oratorio di via Galliano. Come passerà la serata Francesco Buschini non è dato saperlo, certo è che immaginare una festa - magari proprio al Circolino - è tutt'altro che utopia vista la prestazione fenomenale che ha regalato al suo Bresso la vittoria (2-0) contro i rivali di sempre del CG Bresso. C'è poco da fare: Bresso è ora dipinta di "blues". La squadra di Savasta è "felice di stare lassù" e si gode una sinfonia degna del genere musicale divenuto famoso negli Stati Uniti a fine XX secolo, studiata, pensata, scritta, diretta ed interpretata da due talenti immensi: Francesco Bruschini - autore del gol che ha sbloccato la partita e migliore in campo per distacco - e Alessandro Foti, lesto al 28' a chiudere definitivamente la partita regalando ai suoi una vittoria che gli fa mettere un terzo di piede nei Regionali, visto che sono proprio tre le gare che separano la squadra di Savasta dal principale obiettivo stagionale. Chi probabilmente deve dire addio alla promozione diretta è il CG Bresso, ad un passo dall'impresa quando nel Romanelli si è trovato clamorosamente a tu per tu con Ghislandi e protagonista di una prova di assoluto spessore, come dimostrato dalla prestazione da Oscar di Elhalagawy dietro e Travaglini in mediana.

Sentita. Per Bresso, per la classifica, per i Regionali. Serve altro per raccontare il significato di questo derby bressese tra CG Bresso e Bresso Calcio? Come ogni derby che si rispetti, in palio c'è il trono del paese e il megafono per i classici "sfottò" del lunedì mattina, quelli che storicamente caratterizzano le mattinate nelle due sedi delle scuole medie bressesi di via Isimbardi e via Patellani. Tuttavia, classifica alla mano, la classica bressese è un qualcosa di molto simile ad uno spareggio per il dominio nel girone, il quale significherebbe promozione diretta alla fase Regionale primaverile. Dopotutto, i risultati delle prime sei giornate non lasciano dubbi: neroverdi a quota dodici punti con quattro vittorie e sole due sconfitte, l'ultima sabato scorso in un altro scontro diretto con lo Schiaffino; blues dietro di una lunghezza, virtualmente primi considerando la partita in meno ed un ruolino di marcia fin qui perfetto caratterizzato da tre vittorie e due pareggi. Quanto si vede a comunale di via Deledda, purtroppo al suo interno ancora deserto per vicende extra-calcistiche, rispetta pienamente quelle che erano le aspettative. Quelle derivate dal blasone della partita, visto entrambe le squadre se le danno di santa ragione dimostrando di tenere particolarmente alla stracittadina. E soprattutto quelle prettamente calcistiche, visto che sia Lesma che Savasta scelgono un undici pieno zeppo di qualità. Quello neroverde è organizzato con un 4-3-3 vecchio stampo: Elhalafawy e Vianello guidano con talento la difesa, Travaglini - coadiuvato da Guzzi nel centro-sinistra e Martinoni nel centro-destra - è il più classico dei registi e dimostra di poter servire con costanza il tridente offensivo. Qui subentra il talento del trio Mandudi-Romanelli-Zeni, che tante gioie ha portato fin qui a Lesma. Il giovane tecnico blues risponde invece con un 4-3-1-2 capace di mettere in risalto la qualità di Foti, abile sia nel coadiuvare sia la coppia d'attacco formata da Lombini e Buschini che la linea mediana capitanata da Pannella e completata da Pellecchia e Kyosev.

Schieramenti e gol. Quello che inizialmente funziona meglio è del Bresso. La squadra di Savasta è talentuosa e organizzata nel crearsi occasioni da gol giocando un calcio piacevole e propositivo, come dimostrato prima al 7' (Lombini impegna Mauro dopo l'assist di Kyosev) e poi al 22' (tiro a lato di Buschini dopo un'ottima azione sulla destra). Quello che alla lunga si rivela più efficace è del CG Bresso, con l'esperienza di Antonio Lesma a fare la differenza visto che i neroverdi rappresentano il classico esempio della squadra quadrata, abile nel chiudersi e letale quando ha la possibilità di distendersi. Accade proprio questo al 19', quando un lancio dalle retrovie permette a Mandudi di involarsi verso la porta di Ghislandi, con quest'ultimo che si fa trovare pronto a disinnescare un mancino insidioso. Tuttavia, come detto, i neroverdi sono fase difensiva ma non solo. Gli alfieri bressesi che dimostrano tale tesi ad inizio ripresa sono due: Mandudi e Romanelli. Il primo semina il panico sulla sinistra, serve per il secondo che in area indirizza bene verso la porta difesa da Ghislandi ma si trova di fronte a sé in primis un grande intervento del portiere blues, poi un grandissimo salvataggio sulla linea di Denarosi (10'). È il segnale che qualcosa da lì a poco sarebbe accaduto, come dimostrato dall'uno-due clamoroso dell'undici di Savasta che tra il 22' e il 28' si portano sul 2-0 ipotecando la partita. A sbloccarla è l'uomo più rappresentativo dei blues: Francesco Buschini. L'undici ospite semina il panico in area di rigore, si coordina e batte Mauro - nella circostanza non esente da colpo - con un destro che si insacca sotto la traversa (22') dopo un'occasione grande come una casa sciupata ad inizio ripresa dopo appena otto minuti. Il raddoppio porta la firma di Foti, lesto ad arrivare prima di tutti su un pallone sporco rimasto in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo e insaccare il colpo del definitivo ko (28').

 IL TABELLINO

CG BRESSO-BRESSO 0-2
RETI: 22' st Buschini (B), 28' st Foti (B).
CG BRESSO (4-3-3): Mauro 6, Lana 7 (29' st Pesenti sv), Masera 6.5, Travaglini 7.5 (29' st Cambiaghi sv), Elhalafawy 8, Vianello 6, Zeni 6, Guzzi 7, Romanelli 6.5 (14' st Urosevic 6.5), Martinoni 6, Mandudi 7 (29' st Sartori sv). A disp. Tagliabue, Spini, Ferraris. All. Lesma 6.5. Dir. Grosso.
BRESSO (4-3-1-2): Ghislandi 8, Denarosi 7, Taboni 6.5 (33' st Sala sv), Panella 6 (15' st Spada 6.5), Anzalone 7, Pop 8, Pellecchia 6.5, Kyosev 7.5, Lombini 6.5, Foti 8 (33' st Murda sv), Buschini 8.5. A disp. Maiolo, Mandelli. All. Savasta 7.5. Dir. Ghislandi.
ARBITRO: Angrisani di Milano 6.5.
AMMONITI: Guzzi (CG), Vianello (CG), Sartori (CG).

LE PAGELLE

CG BRESSO

Mauro 6 Della sua partita verrà ricordato soprattutto l’intervento insicuro con il quale si oppone al destro di Buschini, ma questo è normale. Bisogna però andare più a fondo nella sua prestazione odierna, fatta di interventi precisi e uscite efficaci. Certo, la leggerezza è Costata caro ma è evidente che ci troviamo di fronte a un ottimo portire. Il quale, siamo certi, avrà modo di riscattarsi.
Lana 7 Ha un ruolo fondamentale nella formazione di Lesma perché diventa quasi il terzo centrale nel momento in cui è chiamato a coadiuvare Elhalafawy, quest’ultimo impegnato nel difficile compito di marcare Lombini. Prestazione di livello, nella quale ha dimostrato di essere un ottimo esterno difensivo, capace di difendere con veemenza ma anche di far partire l’azione (29' st Pesenti sv).
Masera 6.5 Quel che contraddistingue la prestazione di lana a lui non riesce, ovvero offrire una mano a Vianello quando Buschini parte in velocità. Tuttavia non demorde, lotta su ogni pallone e finisce la partita confermandosi un terzino affidabile e con un futuro sicuramente brillante davanti a sé.
Travaglini 7.5 Terza media, giugno 2022: Travaglini, che indirizzo scegli per le scuole superiori? La risposta la diamo noi: geometra. È lui il faro del centrocampo neroverde, capace di pulire qualsiasi pallone gli passi tra i piedi e talentuoso quando c’è da verticalizzare e velocizzare la manovra. Se ciò non bastasse, tutte le palle inattive sono pane per i suoi denti: dai calci d’angolo alle punizioni dal limite il risultato non cambia: qualità (29' st Cambiaghi sv).
Elhalafawy 8 Semplicemente un difensore totale. L’abilità nell’uno contro uno ricorda quella di Virgil Van Dijk, la fisicità è quella di Giorgio Chiellini, per propensione al lavoro ricorda Simon Kjaer e in fase di impostazione mette la qualità di De Vrij. Serve altro? Forse sì, visto che la prestazione nel derby è stato qualcosa di fenomenale, nonostante il ko molto severo. Dalla sua parte non passa praticamente nulla, come dimostra la prestazione lontana dai soliti standard di Lombini.
Vianello 6 Centrale di grande duttilità, capace di alleggerire senza mezzi termine quando necessario e ripulire con qualità quando c’è da impostare. A rendere il suo pomeriggio meno semplice del previsto ci ha pensato Buschini, che dalla sua parte è risultato una vera spina nel fianco. Poco male, visto che avrebbe probabilmente messo in difficoltà qualunque difensore della categoria.
Zeni 6 Approccia la gara da vero esterno offensivo: attacca alle spalle il terzino di fronte a sé, offre grande varietà di soluzioni e dimostra di avere nelle corde la possibilità di essere pericoloso in ogni momento. Tutto ciò dura solamente un tempo, visto che nella ripresa cala un po’ e fatica a mantenersi sugli standard cui ci ha abituati. Anche nel suo caso poco male, visto che trova di fronte a sé un ottimo Taboni.
Guzzi 7 Che mezzala! Un mix tra Marchisio e Vidal: del principino ricorda l’abilità nel creare superiorità numerica con gli inserimenti, del cileno la “garra” e la voglia di non mollare neanche un centimetro. Prestazione notevole in un reparto messo costantemente sotto pressione, in più va anche vicino al gol nel finale del primo tempo ma dal limite è forse un po’ troppo timido di fronte a Ghisalndi.
Romanelli 6.5 Prova più che positiva, ma nel suo caso bisogna parlare del più classico che “sarebbe potuto essere ma non è stato”. Il perché lo si evince da quanto accade al 10’ della ripresa, quando a tu per tu con Ghislandi - forse emozionato e sorpreso dalla clamorosa chance capitatagli - conclude debolmente permettendo al portierone blues di deviare. Dopodiché fa fatica anche a tenere botta fisicamente, come dimostra l’ingresso dopo pochi minuti di Urosevic.
14' st Urosevic 6.5 Entra col piglio giusto in un momento delicato, dimostrando di avere personalità e la mentalità giusta per offrire un contributo diverso in un derby ad altissima tensione agonistica come quello tra i suoi neroverdi e i blues.
Martinoni 6 Grande approccio, nel quale dimostra di essere una mezzala moderna ed utile in entrambe le fasi. La magia dura però poco: Kyosev è un osso durissimo, e proprio il centrocampista blues lo limita molto non permettendogli di giocare sui soliti standard.
Mandudi 7 Se parte in velocità è quasi impossibile fermarlo. Chiedere a Taboni, che se lo è trovato di fronte per tutti i settanta minuti. Prova più che positiva ma non eccezionale. Il motivo lo si evince dall’occasione grossissima avuta nel primo tempo, in occasione della quale è peccato un po’ in lucidità. Tuttavia c’è poco da fare: avere giocatori di questo tipo in squadra fa davvero la differenza (29' st Sartori sv).
All. Lesma 6.5 La sua mano c’è e si vede. Nella mentalità ma soprattutto nella qualità - tecnica e tattica - con la quale approccia ad una partita importantissima. Il risultato è negativo, ma ciò non può cancellare una partita, oltre ad una stagione, decisamente di alto livello.

BRESSO

Ghislandi 8 Le parate che effettua non sono numericamente molte ma risultato dannatamente importanti. Stessa cosa per lo stile degli interventi, stilisticamente non tali da meritare un grande scatto dei due fotografi presenti, ma decisamente efficaci. Il primo lo effettua su Mandudi nel primo tempo, poi nella ripresa compie la parta più importante su Romanelli lanciato a rete. Il risultato era ancora sullo 0-0 e la sua parata è risultata a tutti gli effetti decisiva.
Denarosi 7 Se Zani si vede poco - a parte qualche squillo nei primi minuti - il merito è soprattutto suo, visto che gioca una partita diligente, senza strafare e decisamente positiva. Dimostra di avere nelle corde anche il gioco offensivo, visto che quando può non disdegna l’utilizzo del grande classico “La miglior difesa è l’attacco”.
Taboni 6.5 Forse se lo sognerà stanotte, ma certamente potrà andare a letto raccontando di non aver fatto segnare Mandudi. Dalla sua parte l’esterno neroverde è una vera spina nel fianco: il più delle volte lo riesce a fermare con veemenza e perseveranza, tuttavia qualche volta si fa trovare fuori posizione concedendo decisamente troppo. Rimane comunque una prova di assoluto spessore in una gara non semplice (33' st Sala sv).
Panella 6 Partita molto complessa, ma è doveroso partire da un presupposto: il futuro è tutto dalla sua parte. Fisicamente è impressionante, tecnicamente si è confermato ben al di sopra della media e nell’economia della squadra di Savasta ha dimostrato di essere l’alfiere numero uno. Nel derby è stato però ben lontano da ciò che ci ha abituati grazie al suo talento: i palloni persi in fase di impostazioni sono un po’ troppi, mentre pecca anche in lucidità quando avrebbe potuto accelerare la manovra.
15' st Spada 6.5 Gioca sì pochi minuti, ma tanto gli basta per dimostrarsi ben all’altezza del palcoscenico. Giocatore di cuore, gamba e tecnica. Ingresso importante nonostante come il predecessore fatica a trovare la posizione migliore. Ma lo ripetiamo: ad avercene di ingressi così.
Anzalone 7 In marcatura su Romanelli pare il miglior Pepe del Real Madrid. Non lascia neanche un centimetro agli avversari, ringhiando sulle caviglie e rimanendo lucido anche nei momenti più concitati. Prova di valore, ma se proprio si vuole trovare un pelo nell’uovo quest’ultimo riguarda i raddoppi su Madudi quando parte in velocità.
Pop 8 Fascia al braccio, testa alta, classe da vendere e capacità di trascinare l’intero undici anche nei momenti più concitati. Fabio Cannavaro? No, Marco Pop. Pomeriggio da sogno per il difensore bressese, utile in fase di ripiegamento dove annulla Romanelli e nei calci piazzati, avendo un fisico che gli permette di primeggiare sugli avversari. Ad avercene di difensori affidabili come lui…
Pellecchia 6.5 Parte forte per poi calare nella ripresa. Quando c’è da manovrare palla al piede trova sempre il modo di metterci lo zampino, visto che tra le linee è un costante pericolo per gli avversari. Nella ripresa la partita cambia: i neroverdi crescono, i blues attaccano con numerose soluzioni in verticale e risulta un po’ fuori dal gioco. Rimane una gara di alto livello, visto che nel secondo tempo fa anche tanto lavoro sporco.
Kyosev 7.5 Quattro parole, utilizzando un modo di dire giovanile: una mezzala tanta roba. Nel primo tempo ci mette sette minuti ad accendersi, visto che offre a Lombini un cioccolatino prontamente rubatogli da Mauro. L’abilità con la quale manda in porta il compagno è impressionante: tecnicamente è ben al di sopra della media, fisicamente fa il suo e quando ha modo di fraseggiare nel breve sa essere devastante.
Lombini 6.5 Partita leggermente incolore quella del centravanti blues. Nel primo tempo ha una grossa chance, purtroppo per lui non sfruttata. Poi nella ripresa aumenta i giri, lottando su ogni pallone e sacrificandosi anche in fase di pressing. Rimane una prova più che sufficiente, sia chiaro, ma da uno del suo talento è lecito aspettarsi sempre qualcosina in più.
Foti 8 Classico “diez”: dietro le punte è un riferimento per l’intera squadra, laddove mette in campo costantemente tecnica e fantasia. L’ultimo passaggio è pane per i suoi denti, mentre quando si trova negli undici metri dimostra di poter creare pericoli in ogni situazione (33' st Murda sv).
Buschini 8.5 Devastante. Serve altro? Un giocatore completo, talentuoso, carismatico, tecnico, fisico, con uno spiccato senso del gol ed una facilità del dribbling degna del miglior Lionel Messi. Nell’arco di tutti i settanta minuti è sempre lui il più pericoloso: pecca in precisione ad inizio ripresa, ma poi è una sentenza quando infila sotto la traversa il gol del vantaggio. Migliore in campo, otto e mezzo in pagella e trenta punti in saccoccia (probabilmente i primi di una lunga serie) nel pallone d’oro di Sprint e Sport.
All. Savasta 7.5 Nonostante la giovane età sembra un veterano della panchina. Per come schiera il suo undici, un 4-3-1-2 di assoluta qualità nel quale la sua mano c’è e si vede chiaramente. Per la mentalità che impone ai suoi, dimostrata perfettamente da un atteggiamento combattivo capace di far strizzare l’occhio anche ad Antonio Conte. Infine per il modo di stare in panchina, aspetto da non sottovalutare in primis per la giovane età ma soprattutto per l’importanza della partita, visto che la stracittadina contro i neroverdi ha rappresentato quasi un crocevia per approdare ai Regionali. Prontamente sfruttato, visto che i suoi vincono, convincono e rimangono imbattuti in campionato.

ARBITRO

Angrisani di Milano 6.5 Sei. Il numero di partite arbitrate dal trentunenne fischietto della sezione di Milano. 8.40, il voto - utilizzando il gergo arbitrale - che ci sentiamo di attribuirgli. Ma andiamo con ordine. Anzitutto non era semplice, visto che un derby è pur sempre un derby nonostante le tenera età dei protagonisti. Se poi ci aggiungiamo che la sfida tra neroverdi e blues ha rappresentato un mezzo spareggio per approdare ai Regionali, si spiega anche un po’ di tensione che si è percepita fin dal primo fischio. Nonostante ciò il fischietto di Milano ha portato la partita a casa senza commettere errori rilevati, anzi. Azzecca - fortuna o bravura? Chissà, ma poco importa - due fuorigioco quasi millimetrici, non fischia giustamente due rigori al Bresso e lascia giocare il giusto. Ecco, l’unico neo è rappresentato da qualche fischio mancato in mezzo al campo: roba che gli verrà con il tempo. L’ambiente ostile in cui ha arbitrato non lo ha certamente facilitato, ma tutto sommato si è dimostrato idoneo alla categoria e ad una partita di fascia alta. Un salto negli Allievi è forse azzardato ora come ora: c’è da mettere a posto lo spostamento, il fischio e la gestione tecnica. Ma qui ci sentiamo di dirlo: ad avercene arbitri così, soprattutto in un momento di “carestia” per l’AIA.

LA FOTOGALLERY? COMPRA IL GIORNALE LUNEDÌ O ABBONATI: NEL CORSO DELLA SETTIMANA TROVERAI PIÙ DI 50 SCATTI DEL MATCH

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400