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L'intervista

Bresso Under 14, il capitano Marco Pop alza l'asticella: «Abbiamo tagliato un grande traguardo ma non ci basta, ora puntiamo ad essere tra le prime dieci»

I biancazzurri scalpitano per la seconda parte di stagione che li attende e li vedrà di scena, questa volta in un panorama Regionale

Marco Pop Bresso Under 14

Marco Pop, capitano del Bresso qualificatosi per i Regionali di Under 14

L'epilogo del Girone G che ha visto l'esclusione della Vigor Milano dai prossimi campionati Regionali, ha significato invece gioia ed emozioni pure per il Bresso che, seppur non dalla porta principale, ha ottenuto la tanta agognata qualificazione. A capitanare la truppa allenata da Mattia Savasta c'è Marco Vasile Pop, difensore classe 2008 al primo anno con la fascia al braccio, ma non nuovo all'ambiente: «Ho iniziato a giocare a calcio nella stessa squadra di mio fratello, l'Osber, formazione oratoriana, e l'ho seguito al Bresso dove sono stato per due stagioni, per poi trascorrere un anno alla Lombardia Uno. In seguito ho deciso di ritornare proprio qui, e sono ormai trascorsi due anni dal mio vecchio nuovo inizio. Ho riscelto questo club per la sua ambizione, l'ambiente è straordinario e al tempo stesso molto stimolante, la società crede fortemente in noi e tutto ciò è fantastico. Anche il nostro allenatore ci supporta sempre, ci stimola e ci spinge a tirare fuori il meglio da noi stessi attraverso allenamenti intensi e mirati».

Leadership e carisma sono caratteristiche importanti per un capitano, ma non solo: «La decisione di nominarmi capitano è stata presa in piena collaborazione da parte di tutta la squadra, e nonostante la fascia la abbia io mi piace dire che ci sono tanti capitani e che tutti insieme contribuiamo a mantenere compatto lo spogliatoio. Per quest'ultimo aspetto mi sento anche di nominare il nostro dirigente Giacomo Ghislandi, che a noi tiene moltissimo». Il Bresso gioca con un ben oliato 4-3-1-2, in cui Marco agisce principalmente come difensore centrale, ma talvolta anche da mediano: «Quando gioco dietro mi piace piantarmi davanti al mio avversario per non farlo passare, arroccandomi dietro per rinforzare la linea della retroguardia, mentre quando gioco davanti ai difensori amo lottare per il recupero del pallone per poi scaricarlo alle mezz'ali, oppure optare per un retropassaggio. Tra i miei modelli di ispirazione ci sono Alessandro Bastoni e Virgil Van Dijk, secondo me tra i più forti nel loro ruolo».

Spazio poi alle sensazioni riguardanti l'inaspettato traguardo, per modi e tempistiche, raggiunto dalla squadra: «Quando abbiamo saputo che saremmo approdati ai Regionali senza passare per lo spareggio siamo stati attraversati da un mix di gioia e stupore, perché tutti ci aspettavamo di giocare e tutt'ora pensiamo sarebbe stato giusto farlo. Al tempo stesso però siamo entusiasti per quanto fatto e mi sento di ringraziare ancora una volta la società, che non ci ha mai fatto mancare nulla e ci ha sempre fornito tutto ciò di cui avevamo bisogno per continuare serenamente la stagione. Sapevamo di essere tra le formazioni più in vista ma, e non è una banalità, siamo stati in grado di dimostrarlo e lo abbiamo fatto alla grande».

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