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Villa Valle Under 14: ecco Marco Turani, il giovanissimo capocannoniere dei Regionali

Marco Turani

Marco Turani, classe , attuale capocannoniere della categoria Under Regionale

Marco Turani, classe 2006, è l'attaccante del Villa Valle, una delle squadre che quest'anno ha puntato molto sulla qualità messa in campo. Turani sicuramente si è fatto notare anche nel girone autunnale, dove è stato uno dei migliori, ma in questa prima fase dei Regionali notiamo che è riuscito a conquistare il posto di capocannoniere della categoria. Attualmente è a dieci gol segnati – di cui due su calcio di rigore – su sei presenze: è importante segnalare che è anche uno dei più corretti, visto che all'attivo non ha neanche una ammonizione né espulsione. Di Marco ci parla il suo allenatore, Luca Todeschini, che su questi ragazzi ha puntato molto (soprattutto negli ultimi due anni, da quando hanno disputato il campionato Esordienti e Under 14, per poi approdare, appunto, ai Regionali) e che di Turani esalta le qualità tecniche: è agile e veloce, qualità che gli ricordano Lionel Messi. Mister, parliamo di Turani: da quanti anni gioca nel Villa Valle e in che ruolo? «Ora gioca come prima punta perché ho sempre usato il modulo 4-4-2, ma dal prossimo anno punto a creare un tridente e siccome lui è piccolino, lo vedo bene a giocare come esterno, dove la fisicità contro l'avversario conta meno. Gioca con noi da molti anni, tranne per il primo anno, in cui ha giocato in un'altra squadra. Si può dire che è cresciuto con noi». Come calciatore quali qualità ha? «È in gamba: ha una tecnica favolosa e per questo motivo, a mio avviso, è il giocatore più forte della categoria. Ha delle qualità interessanti: se non avesse quella struttura fisica, se fosse leggermente più alto, sicuramente non sarebbe qui a giocare nella nostra squadra, e non da quest'anno, ma da diversi anni. Lui è molto estroverso, gli piace divertirsi, gli piace giocare a calcio, ma lo vede più come un divertimento, anche per via del suo carattere. Per questo motivo, ho dovuto lavorare tanto su di lui perché faticava ad avere la cultura del lavoro necessaria e anche durante le partite aveva la tendenza a risolverla da solo, non facendo un lavoro di squadra». Volendo fare un paragone, secondo te, a che giocatore professionista assomiglia? «Secondo me somiglia a Lionel Messi come tipologia di calcio: è piccolino, basso e rapido proprio come il bomber argentino e compie degli ottimi dribbling. Scarta gli avversari in maniera deliziosa, anche se a volte, proprio per questo motivo, mi fa arrabbiare». Che tipo di giocatore è in campo? «Premesso che nell'ultimo anno è cresciuto tantissimo sia tatticamente, che tecnicamente, penso che sia un ragazzo che non si tira mai indietro: essendo anche il capitano della squadra, quando ci sono delle difficoltà è sempre in prima linea per prendere in mano la squadra. Ed è una cosa che si nota anche in campo: se c'è da fare una cosa, la fa. Che sia calciare un rigore o mettere in riga i compagni: è un po' il nostro faro. È molto corretto, non è il tipo che fa falli. Secondo me potrebbe anche essere ceduto, ha le potenzialità necessarie, ma in questo momento nel mondo del calcio si predilige più la fisicità che le qualità tecniche e questo è un vero peccato».

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