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Lascaris Under 14, i terribili 2007 di Roberto Pepe, allievo di Chiarenza e Gasperini

Under-14-Lascaris

Primo posto al Torneo Ready Go disputato in casa

Quattro vittorie nelle quattro partite finora giocate nel Girone C, il primo posto al SuperOscar di settembre battendo in finale il super Chisola, prima ancora l'affermazione nel torneo Ready Go di via Claviere superando in finale il Chieri. Mica poco. Anzi. [caption id="attachment_238760" align="aligncenter" width="900"] Roberto Pepe[/caption] Il condottiero di questo Lascaris Under 14 è Roberto Pepe (classe '82), che come tanti tecnici ha anche un passato da calciatore: «Ho giocato come difensore centrale e terzino dove avevo la possibilità di spingere molto sulla fascia e inserirmi nelle fase offensiva della mia squadra. Ho fatto il calciatore fino a 4 anni fa, ma sono stato costretto a smettere a causa della rottura del crociato, il calcio però era la mia passione ed è per questo che ho deciso di intraprendere la strada da allenatore. Ho iniziato la mia avventura da uomo di panchina al Lascaris nella categoria dei 2006 e tuttora alleno nella società bianconera, ma i ragazzi dell’Under 14. Come ho detto prima fino a 4 anni fa ero un calciatore e posso dire di avere avuto tutto sommato una discreta carriera giocando nel settore giovanile della Juventus, tre anni al Lascaris, due anni all’ Orbassano, un anno al Giaveno, 6 anni al Settimo (Serie D e Eccellenza, ndr), 3 anni al Pinerolo in Eccellenza, poi a Sciolze, Brandizzo, Pavarolo e l’ultimo, quello dell’infortunio, al Lucento. Avendo giocato alla Juventus per un po’ di tempo ho avuto la fortuna di essere allenato da due grandi tecnici, che tra l’altro li posso considerare come due punti di riferimento, ovvero Vincenzo Chiarenza e Gian Piero Gasperini; entrambi sono due ottimi allenatori, con una buona conoscenza del calcio e con idee ben precise. Come modulo preferisco il 4-2-3-1, anche se secondo me l’assetto di gioco dipende tanto dalle caratteristiche del gruppo, deve far rendere al meglio ogni giocatore, infatti adesso con la mia squadra utilizzo il 4-3-3 o il 4-3-1-2. Sono un allenatore che adora il gioco sulle fasce, mi piace che gli esterni arrivino sempre sul fondo per un eventuale cross in area avversaria per la punta di riferimento, che non deve essere per forza molto alta e fisica, l’importante è che sia dinamica e con ottimi tempi di inserimento. Oltre al gioco sulle corsie esterne mi piace anche far muovere in continuazione il pallone in modo tale da far aprire le difese e creare varie occasioni da gol. Le aspettative per quest’anno erano (sperando in una ripresa) la vittoria nel SuperOscar, e così è stato, e anche la conquista del campionato, che però presenta varie squadre ostiche come il Lucento e l’ Alpignano che lotteranno fino alla fine per la vittoria nella competizione. La partita più entusiasmante a livello di gioco è stata quella con il Volpiano nel SuperOscar, dove abbiamo fatto una grande prestazione; quella più memorabile a livello emotivo è stata sicuramente la finale del SuperOscar con il Chisola, che abbiamo battuto grazie a una prova di squadra fantastica che ci ha permesso di vincere il trofeo. Non ho giocatori su cui punto, per me ogni singolo ragazzo è importante, è il gruppo che viene prima di tutto. Io infatti adotto un gioco che si basa molto sulla squadra, tutti devono partecipare all’azione perché solamente così si potranno ottenere dei grandi risultati e i ragazzi si potranno togliere delle soddisfazioni».
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