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Pagelloni Under 14

Girone D: Chisola percorso perfetto, Pedona di rincorsa

Moncalieri e Caraglio, cammini diversi ma mezzo comune: lottare fuori dai playout col fattore casa

Girone D: Chisola percorso perfetto, Pedona di rincorsa

Arcudi, capitano di un Chisola da record

Chisola 10 e Lode • È vero, manca ancora una partita per chiudere il cerchio, ma il cerchio è così perfetto che sembra disegnato da Giotto. Il Chisola di Renato Garrone non solo è l’unica a chiudere a punteggio pieno in tutta la categoria ma lo fa sbranandosi record su record. 58 gol fatti che premiano un bomber instancabile come Fabio Giambertone (25 reti), ma anche un organico ricco e di qualità: oltre al bomber fratello d’arte sono andati in rete 16 giocatori e anche nell’ultimo periodo, quando Giambertone è stato ai box, i vinovesi non hanno abbassato i giri del motore: Cheraschese 1-5 Chisola (Rizza, De Notarpietro, Mallamace, Arcudi, Caglioti). Fattori chiave di un percorso netto: organico compatto, ricco, lungo e di qualità che i cambi li fa per migliorare; una mediana a due Scarangella-Mallamace capace di essere determinante in tutte le fasi; difesa da record davanti alla coppia di portieri Prato-Santoro. Il manifesto della superiorità indiscutibile è nel 0-3 in casa della rivale Bra. Una prova di forza che ha anche demoralizzato per un paio di settimane i giallorossi permettendo quindi un allungo al momento decisivo. Manca il Pinerolo per chiudere in modo perfetto il cerchio del girone d’andata, ma l’obiettivo ora, a +5 sul Bra con una partita in meno, è uno solo: chiudere il campionato con sole vittorie. La lode finora è inevitabile.

Bra 7.5 • In estate si mormorava di un grande Bra che se la sarebbe giocata con il Chisola per lo scettro del girone. Le voci erano fondate perché il cammino fatto dai ragazzi di Paolo Africano è stato da grande squadra e fa presagire un girone di ritorno a tallonare i vinovesi. Il 4-3-3 giallorosso si è dimostrato il modulo giusto per far esprimere al meglio Samuele Bellino e compagni: nelle prime sei uscite hanno ottenuto 18 punti segnando 33 reti e subendone soltanto 3. Un approccio da big reso ancora più solido dal numero di giocatori mandati in rete: Africano non ha un vero e proprio bomber, ma una squadra di artiglieri capace di segnare in tanti modi diversi. Chi ha trovato con più costanza la via del gol è stata la coppia Gabriel Denis Botan e Matteo La Mastra (a quota 8 reti), seguiti da altri 11 marcatori differenti, tra cui Giacomo Bonino che con le sue 6 reti (Monregale, Moncalieri e Area Calcio le vittime) ha la media voto più impressionante: un gol ogni 73’. Nel campionato del Bra c’è un prima e un dopo lo scontro diretto col Chisola. Il prima, come già detto è un percorso netto, il dopo è un’altalena di passi falsi e nuove reazioni a dimostrare che i giochi non sono finiti. Lo 0-3 subito in casa non è valso solo 3 punti in favore dei ragazzi di Garrone, ma anche una botta psicologica che è stata accusata anche nella successiva trasferta in quel di Cuneo, dove le aquile han vinto 1-0. Poi la reazione: due derby vinti di grinta e carattere con Fossano e Cheraschese e 1-0 col Pinerolo per tenere le distanze dalle inseguitrici. Quando la medicina sembrava trovata, un altro scivolone: 2-2 col Pedona. Scivolone più o meno, perché il Pedona della seconda parte di girone d’andata ha un ritmo impressionante, ma comunque passo falso se l’obiettivo è raggiungere il Chisola.

Fossano 8 • La mission ai blocchi di partenza era quella di rappresentare una mina vagante da metà alta della classifica. Federico Garavagno ci è riuscito costruendo partita dopo partita una squadra da terzo posto in classifica con 25 punti in 13 giornate. Qualche crepa da riparare, ma la costruzione sembra a buon punto. Tra i 44 gol fatti spicca il mattatore Samuele Belli che con le sue reti chiarisce un concetto, un leitmotiv del campionato blues: se la truppa del Pochissimo è in giornata in panchina serve il pallottoliere. Per quattro volte Maiki Shita e compagni han realizzato cinque o più reti e spesso la firma e controfirma la metteva Belli. Delle sue 15 reti all’attivo otto arrivano da due poker (con Monregale e Area Calcio), tre dalla tripletta al Caraglio e due dalla doppietta in casa del Moncalieri. Una sola è una rete singola nel 7-2 col Centallo. Se Belli è in giornata i gol arrivano a nastro. L’altra caratteristica del Fossano è che vince spesso e volentieri con le squadre più basse in classifica, ma fatica con le prime della classe. L’unico pari è arrivato col Pedona e le quattro sconfitte con Pinerolo, Bra, Chisola e Cuneo. Sconfitte diverse (col Fossano è arrivata la prima vera sudata del Chisola, mentre i Blues han preso tre gol da Pinerolo, Bra e Cuneo). Proposito per l’anno nuovo, migliorare questo tipo di partite, anche se i punti finora fatti bastano per guardare con soddisfazione la graduatoria.

Pedona 8 • I primi quattro turni di campionato a tendere la corda e prendere la mira per poi scagliare una freccia tanto forte che ancora non si è fermata. Il Pedona di Nicolò Garavagno è la squadra di rincorsa per eccellenza. Il calendario cominciava subito in salita e i borghini hanno accusato la nuova categoria: 1-4 col Chisola, 3-1 col Cuneo, 1-1 col Fossano e 5-2 a Cherasco. Uno score che sembrava poter demoralizzare Cristian Marino e compagni che invece dalla vittoria per 3-0 col Pinerolo (Elvis Kroni, Erico Pirotti e Mattia Giordano) han intrapreso un cammino radicalmente differente. Nove risultati consecutivi con due soli pareggi di rilievo (0-0 con il Centallo e 2-2 col Bra) frutto di un attacco guidato da un super Gioele Piretro e una difesa davanti ad Alberto Cila autore di 5 clean sheet. Con una riscossa così lunga e importante che fa pregustare un ritorno in campo tutto da vivere col Chisola.

Cuneo Olmo 7 • Pochi gol, ben dosati e un cammino senza vie di mezzo. O vittorie o sconfitte. Il Cuneo di Ahmed Ourabi di prevedibile ha che è una squadra elegante, che non disprezza un gioco arioso e di qualità, spesso dalla trequarti in su, e che tra colpi grossi e cadute inaspettate si trova là in alto. Sin dalla prima uscita si è intravisto lo spartito: campo difficile a Pinerolo, gol subito ma tanta proposta a partire dal centrocampo guidato da Nicolò Ghivarello. Anche lì però si vede il “tutto o niente” che porta poi alle sconfitte con Centallo e Moncalieri, alternate a vittorie come quelle col Bra che rialzano l’asticella. Le aquile han proseguito senza un bomber vero, ma una cooperativa con soci di maggioranza Tommaso Baudino, Nicolò Ghivarello, Devis Kollcaku e Jacopo Marconi. Tutti a 4 reti. La classifica sorride con una forte possibilità di crescere, a partire da quelle giornate no da riuscire a portare casa.

Pinerolo 6.5 • Manca ancora la gara col Chisola e averla rinviata due volte può essere un motivo di sollievo per Simone Berger e per il suo Pinerolo. I biancoblù infatti han chiuso in calando un girone d’andata passato spesso e volentieri al terzo posto con una speranza recondita di continuare a tallonare le big Bra e Chisola. Fa quindi più male girare in sesta posizione. L’inizio è stato roseo, anche se con qualche vizio subito evidenziato da Berger, che poi si è manifestato più avanti. Manca quel giocatore che risolve le partite da solo, manca l’estro, il genio. Alessandro Ruggiero, con i suoi 7 gol, fa il suo, anche perché non c’è gol suo che non porti vittoria; Simone Bongiovanni e Pietro Barbero anche con i loro 6 gol. Manca però chi fa il crack. Questo porta al calo avvenuto nel finale dove tra assenze e distrazioni arrivano i due pareggi con Roretese e Area Calcio intervallati dal ko a Bra per 1-0. Questa frenata ha macchiato una possibile buona classifica e lo stop non può che far bene a un Pinerolo che vuole ricominciare di nuovo impennando.

 

Giovanile Centallo 7 • Un 4-4-2 tradizionale, per un cammino pulito, da salvezza, in piena linea con gli obiettivi di inizio stagione. Per questo il voto non può che essere sopra la sufficienza, ma non si alza troppo per una frenata finale che avrebbe potuto dare più margine e più respiro rispetto alla zona playout ora distante 4 punti, anche se con la partita con il Moncalieri da recuperare. Davide Parola ha costruito una squadra solida ed equilibrata che vince come sa e quando deve: nelle prime 8 uscite solo vittorie tranne con le più quotate Bra, Chisola e Fossano. Con l’ultima i rossoblù pagano un primo tempo insufficiente dove arrivano quattro gol per i Blues che finiscono 7-2 la partita. Nel mentre però c’è anche stata l’importante vittoria in casa contro il Cuneo Olmo, firmata da Lorenzo Santini e da Diego Rosa subentrato dalla panchina. Di per sé il pareggio con il Pedona alla nona giornata è un buon risultato, se non fosse che nel finale arrivano i cartellini rossi per Giovanni Barbero e Mattia De Benedictis che condizionano i passi falsi delle settimane successive. 1-0 a Caraglio e 2-2 con la Monregale. Nonostante i due soli clean sheet la difesa guidata dall’irrinunciabile (840 minuti) Martino Re tiene bene e davanti segnano tanti marcatori differenti. Stiven Hila il miglior marcatore con 6 reti e Christian Monasterolo il secondo con 3 (tutti rigori). Campionato distinto con ampi margini di crescita per inserirsi in quel gruppetto che lotta per il terzo posto.

Saviglianese 6.5 • L’indecifrabilità della squadra di Maurizio Guerrini è un po’ di sale in questo girone. I rossoblù girano nella piazza più ariosa dei playout con 16 punti guadagnati in modo spesso bislacco, ma efficace e che rende comunque Oresti Mukaj e compagni una squadra da affrontare sempre con entrambi gli occhi aperti. Dalle prime tre uscite la Saviglianese ne è uscita a punteggio pieno, salvo poi replicare in negativo il successivo trittico di partite. Tra Pinerolo, Bra e Pedona i numeri si sono invertiti drasticamente recitando: 19 reti subite (sulle 33 totali) in soli 210’. Un’altalena che si è replicata in piccolo vedendo sconfitte che pesano doppio perché scontri diretti come contro il Caraglio o il pareggio con la Monregale e la vittoria esagerata con il Cuneo Olmo 4-1. Insomma, se la Saviglianese non sbaglia partita è in grado di chiudere bene la via del gol come i quattro clean sheet (tre di Andrea Nicola e uno di Mattia Cardetti) dimostrano e riesce a fare fruttare i gol che arrivano quasi solamente dalla coppia gol Daniele Neri e Enrico Cigna. Il primo infatti con 9 reti è miglior mattatore di Guerrini, mentre Cigna segue con 5 e insieme hanno realizzato 14 dei 19 gol totali della squadra. Tra alti e bassi il cammino è positivo.

Cheraschese 6 • Lo stato dell’arte vede i lupi navigare in acque non tranquillissime, ma neanche troppo burrascose. L’obiettivo è la salvezza a prescindere dal fatto che arrivi per direttissima o tramite playout e il buon attacco che traina la squadra di Walter Dughera permette di sperare bene per il girone di ritorno. Riccardo Calosso e compagni nerostellati partono un po’ a rilento ma si riscattano con una bella e convincente vittoria col Pedona alla quarta giornata (5-2). Oltre al buon attacco guidato dai bomber Alfredo Perronace (10) e Carlo Alberto Cavaglià (7), la caratteristica della Cheraschese è il verdino del bilancio degli scontri diretti. Sconfitta con la Saviglianese alla seconda giornata, pari con Caraglio e Roretese e vittorie con Moncalieri, Monregale e Area Calcio. Un bottino di 11 punti che detta appunto il colore verdino perché positivo, ma migliorabile magari lavorando un po’ meglio su una fase difensiva che concede un po’ troppo (31 reti subite).

Moncalieri 6.5 • Il paradosso di Moncalieri. La squadra di Giuseppe Pandiscia è temuta soprattutto tra le mura amiche, ma i punti li ha fatti quasi tutti fuori. Dei 13 punti racimolati ad ora Andrea Longo e compagni 10 arrivano dalle vittorie in trasferta sui campi di Roreto, Alba in casa dell’Area Calcio e a Cuneo (scalpo di prestigio) e dal pareggio a Mondovì con la Monregale. L’unica gioia casalinga è all’undicesima giornata con il Caraglio. Paradosso, perché chiunque sia passato da Moncalieri ha sudato non poco. L’unica a vincere con un risultato rotondo è stato il Bra (0-5), ma Chisola, Pinerolo, Fossano e le altre han dovuto impegnarsi non poco per scassinare la porta di Matteo Borelli e Roberto Dubois. Il calendario ha inciso su questo strano andazzo, ma già dal recupero con il Centallo le intenzioni sono quelle di invertire il trend, o meglio, completarlo. A trascinare i biancoblù è la coppia gol Simone Frezza-Riccardo Pandiscia che con le loro 11 reti (soltanto Andrea Longo e Simone Di Capua han segnato altri gol) han firmato gran parte dei punti messi in cascina. Il Moncalieri è cresciuto nell’arco della prima parte di stagione, vedremo se si stabilizzerà verso un piazzamento migliore nei playout per giocare più partite possibili in quella tana tanto dura da espugnare.

Caraglio 6.5 • Un trampolino che lancia, dritto per dritto, verso il girone di ritorno che comincia con quell’Area Calcio su cui Matteo Salomone e compagni vogliono vendicarsi e recuperare punti persi all’andata. Il campionato dei biancoverdi chiama in modo immediato l’esempio del diesel. Partenza a rilento con il primo punto che arriva soltanto alla quinta giornata in casa con un 1-1 contro la Cheraschese grazie alla rete di Thomas Giordano (miglior marcatore della squadra con 6 marcature). Il Caraglio alterna buone prestazioni a primi tempi disastrosi che spesso chiamano reazioni tardive. Gaggioli cambia spesso moduli o interpreti sfruttando la polivalenza di Ettahery su tutto il fronte offensivo, fino a trovare nelle ultime giornate prima della sosta la soluzione Romano dietro alle punte di un 4-3-1-2. L’ascesa di Massimo DI Giacomo e truppa è arrivata però prima dell’intuizione di Romano e risale all’ottava giornata quando la Saviglianese esce con tre gol subiti e zero punti da Caraglio. Da lì in avanti i neroverdi inanellano 4 vittorie nelle ultime 6 gare di campionato perdendo soltanto con Moncalieri e Bra, entrambe in trasferta. Il mirino ora è sull’Area Calcio, per cercare già tre punti in più rispetto all’andata, staccare la zona retrocessione diretta e continuare a cavalcare almeno verso un buon piazzamento per i playout, visto che come per il Moncalieri, l’effetto casa può portare grossi sorrisi visti i 10 punti fatti su 13 tra le mura amiche.

Area Calcio 5.5 • La doppietta di Alessandro Groza a 22’ e a 55’ dall’inizio del campionato che ha steso il Caraglio e le reti la partita dopo di Martin Kitanovski e di Luca Cancilleri sembravano far presagire un campionato fortemente differente da parte dell’Area Calcio che dopo i 6 punti nelle prime due uscite è franata inesorabilmente in una serie di nove sconfitte consecutive contro ogni tipo di avversario e facendo montare il numero di reti subite fino ad assumere il titolo di peggior difesa del girone. Il pareggio tanto inaspettato quanto di lustro con il Pinerolo poco prima della pausa ha permesso di risultare terzultima e di fare un’iniezione di fiducia. Ora però il divario dal Caraglio è di sei punti, quasi il doppio di quelli racimolati sin ora. Serve un mezzo miracolo per la salvezza.

Monregale 5.5 • La speranza per i galletti di Rocco Papalia è che il campionato sia veramente cominciato alla 10° giornata. Perché dopo 9 sconfitte in 9 partite, il gallo ha cantato e la Monregale si è ridestata ottenendo tre pareggi di lustro con Saviglianese, Centallo e Moncalieri e chiudendo con la vittoria nello scontro diretto con la Roretese grazie alle reti di Wassim Daresma e Stefan Veljiovic. Una rinascita di cui alcuni tecnici del girone avevano previsto l’arrivo: nonostante la lunga serie di sconfitte, non pochi allenatori avevano notato quanto i biancorossi giocassero comunque un calcio di discreto livello. Ora è arrivato qualche risultato e a questo ritmo agganciare i playout potrebbe non essere un’utopia, serve però mantenere questa media punti.

Roretese 5.5 • Più della vittoria con l’Area Calcio con un rotondo 5-2 firmato un ballo intrecciato di gol di Aldo Dodani (tripletta) e Andrea Angaramo (doppietta), a dare speranza a Sergio Casavecchia e ai suoi verdeblù sono i pareggi con Pinerolo e Cheraschese, che dimostrano che una via d’uscita esiste. Può esistere. Da questo deve ripartire il 2022 della Roretese che sapeva sin da subito che una salvezza in questo girone sarebbe stato un risultato da incorniciare. Leonardo Audisio e compagni sono chiamati subito all’impresa con il Centallo alla ripresa e devono crederci, perché senza imprese è difficile uscire dal pantano.

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