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Come Benzema e compagni: il Ponte San Pietro fa la partita perfetta e piomba in finale

Dopo aver perso 4-1 la gara d'andata, la squadra di Scotti ribalta l'Accademia Inter e ora punta la coppa

Come Benzema e compagni: il Ponte San Pietro fa la partita perfetta e piomba in finale

Daniele Tironi ha segnato il gol che ha dato il via alla remuntada del Ponte San Pietro

Ribaltare un 4-1 non è cosa semplice da fare. Anche nel mondo dei professionisti, rimonte del genere fanno sempre discutere perché sono realmente clamorose. Clamoroso, dunque, è il ribaltone del Ponte San Pietro ai danni dell'Accademia Inter. Dopo la gara d'andata persa appunto per 4-1 in casa dei nerazzurri, i ragazzi di Scotti sono scesi in campo con la giusta determinazione e - soprattutto - con la giusta pazienza, per rovesciare, gol dopo gol, il risultato finale. Al fischio finale il Ponte ha festeggiato il 4-0 messo a segno da Tironi, Burini, Appiani e Rreshpja e, in special modo, un approdo in finale forse per certi versi inaspettato, visto come si erano messe le cose.

LA CALMA PRIMA DELLA TEMPESTA

Il primo tempo della gara è tutto sommato "normale" - se così si può definire la calma prima della tempesta - perché il Ponte San Pietro scende in campo per fare la partita, chiaramente. I padroni di casa, dunque, spingono sull'acceleratore sin dai primi minuti mentre la squadra allenata da Corti gestisce il vantaggio, aspettando l'occasione giusta per far male e consolidare il vantaggio maturato all'andata. A chiudere il primo tempo con la testa in avanti è però proprio il Ponte San Pietro, che passa con un gol su punizione segnato da Tironi (13'). All'intervallo, dunque, è 1-0 per i padroni di casa.

La rosa del Ponte San Pietro al gran completo

PONTE SAN PIETRO DA CHAMPIONS LEAGUE

Servono poco più di dieci minuti della ripresa al Ponte per allungare ulteriormente sull'Accademia Inter grazie al gol di Burini, che sfrutta al meglio gli sviluppi di un calcio d'angolo e riesce a mettere il pallone in rete per la seconda volta: 2-0 (11'). È questo il momento in cui, sostanzialmente, l'inerzia della gara cambia totalmente, perché i nerazzurri perdono del tutto le redini di un match, sentendo la pressione degli avversari, che con un uno-due nell'arco di quattro minuti riescono a raggiungere l'obiettivo dei tre gol e addirittura far meglio: ci pensa prima Appiani che da fuori area incrocia un bel tiro sul secondo palo (24') e poi tocca a Rreshpja finalizzare il contropiede portato avanti dal Ponte per il 4-0 finale (28'). Negli ultimi minuti di gara l'Accademia Inter si riversa in attacco per provare a riaprire il match, ma i padroni di casa gestiscono bene ogni tipo di situazione, conquistando così la finale.

CI VUOLE CALMA

«... e sangue freddo» cantava Luca Dirisio nel 2004, ben quattro anni prima della nascita dei giovani protagonisti in campo, ma sono queste le idee che hanno portato la squadra di Scotti alla vittoria, come spiegato dallo stesso tecnico: «Siamo tutti contentissimi della bella partita che abbiamo giocato. Era un ostacolo impegnativo, perché all'andata abbiamo fatto male e giocavamo contro una squadra forte. Volevamo segnare tre gol e abbiamo fatto addirittura meglio. Mi vien da dire che è stata quasi un'impresa. I ragazzi sono scesi in campo con la giusta pazienza, senza fretta e gestendo bene ogni situazione. Dopo il 2-0 loro sono andati in difficoltà, perché fino ad allora stavano gestendo. Quando abbiamo portata dalla nostra parte l'inerzia della partita era fatta: per questo motivo siamo riusciti a gestire nel migliore dei modi anche l'assalto finale, senza concedere nulla all'Accademia».

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