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Top 11 Fasi Finali: Castaldi One man show

Undici titolari e cinque posti extra, i migliori giocatori dei 2008 dai quarti di finale in avanti

Top 11 Fasi Finali: Castaldi One man show

La top 11 di Under 14 Regionali

Si è conclusa una settimana e mezzo fa la stagione dell'Under 14 Regionale con il tripudio del Chisola (reso ancora più dolce dalla promozione in Serie D della prima squadra) in Valle d'Aosta. Stagione di esordio per la leva 2008 nel settore Giovanile e che ha visto non pochi protagonisti portare avanti prestazioni importanti, fino alle fasi finali. 

ECCO LA TOP 11 DAI QUARTI DI FINALE IN AVANTI


POR • TOMMASO CASTALDI (LASCARIS) – Il Superman dell’Under 14 non poteva mancare nemmeno nelle fasi finali, ovviamente. Ci si sarebbe potuti aspettare un calo di rendimento rispetto alla stagione mostruosa, e invece il portierone bianconero ha dimostrato di saper alzare ancora l’asticella quando le partite contano. Decisivo con il Chieri per tenere a galla la banda di Meschieri non cedendo ai colpi di Palumbo, decisivo nella semifinale di andata col Chisola, splendido anche nella partita di ritorno. La parata a volo d’angelo sotto l’incrocio è il suo marchio di fabbrica e la domanda più ricorrente di allenatori e avversari è: «Ma a Castaldi come segniamo?». Disumano, chiunque lo vorrebbe nella propria rosa.

Tommaso Castaldi
 
TD • MATTEO TURCATO (GASSINO) – L’uomo a sorpresa delle fasi finali della brigata di Cirone. Quando i soliti Ietto e Pettinari non ingranano la squadra deve essere in grado di sopperire, e allora ci pensa lui a sbrogliare la matassa. Terzino che all’occorrenza diventa punta, come nei quarti di finale con il Verbania: la sua squadra è sotto nel punteggio, mancano pochi minuti e l’allenatore sceglie lui. Risultato? 3-2 per il Gassino con Turcato che realizza la rete del punteggio definitivo, in pieno secondo tempo supplementare, scappando alle spalle dei difensori con un movimento da attaccante vero. Con l’Alpignano il livello si alza ancora ma non sfigura: il sogno vissuto dal Gassino deve molto anche alle sue giocate.

Matteo Turcato Gassino
 
TS • ANDREA ORSO (CHIERI) – Uno degli uomini più rappresentativi di una delle squadre super favorite alla vittoria del titolo finale. Nei primi 60 minuti della sfida con il Lascaris il Chieri gioca alla pari e Orso è uno dei migliori per costanza e insistenza: pronto nell’anticipo, veloce in ripartenza, straripante fisicamente. Poco importa che alla fine i collinari siano usciti (il Chisola sarebbe probabilmente stato troppo anche per loro), Orso ha dimostrato ancora una volta di essere tra i terzini più difficili da saltare e da marcare dell’intera categoria. Obiettivo ripartire subito e dare al Chieri la possibilità di rigiocarsi al più presto le chances di titolo regionale.

andrea orso
 
DC • GABRIELE CATTALANO (LASCARIS) – Un difensore elegante, quasi d’altri tempi. Nella semplicità delle sue giocate c’è invece profondo raziocinio e precisione: difende, imposta, rilancia, spazza ma anche vede traiettorie importanti in vicoli stretti. Nel quarto di finale regge la baracca avendo spesso la meglio di Palumbo, attaccante da 30+ gol in stagione, regge la baracca anche nella semifinale di andata e rimane uno dei migliori quando il Lascaris deve capitolare ai campioni per eccellenza. Cattalano è meglio averlo che averlo contro e fin qui ci siamo, ma c’è qualcosa che va oltre. Dà tranquillità alla manovra, illustrando ai compagni come vada impostato il gioco di Meschieri. Leader difensivo e di spogliatoio.

cattalano
 
DC • RICCARDO BIANCHI (CHISOLA) – Forse il miglior difensore dell’intera categoria Under 14. Per lui vale un po' lo stesso discorso fatto per Castaldi: il migliore durante la regular season, ancora meglio nelle fasi finali. Dietro all’imbattibilità del Chisola c’è tanto di questo difensore davvero insuperabile. Certo, il fisico bisogna averlo, ma spesso non basta perché bisogna saperlo anche usare. Lui lo usa eccome, sbatte la porta in faccia a tutti gli attaccanti avversari, non importa chi, come e quando. Suprema la prestazione in semifinale di ritorno, quando non lascia al Lascaris nemmeno l’idea di poter far male, divina la prestazione in finale: Donadio, Fioccardi e Molon pressochè annullati. Pilastro della difesa di Garrone, ai nastri di partenza della prossima stagione il Chisola continuerà a far paura e Bianchi continuerà a essere il testimoniale per eccellenza di questa meravigliosa squadra. Rivali avvisate.

bianchi
 
CC • TUDISCO (LASCARIS) – Metronomo per eccellenza, la sua mossa privilegiata è quella di venire incontro al compagno e scaricare di prima dall’altra parte, ma non è la sola. Tudisco è quel genere di centrocampista che ti fa innamorare del gioco del calcio per la sola capacità di toccare il pallone con delicatezza e di realizzare giocate deliziose con estrema semplicità Basti pensare all’assist per Attademo ai quarti di finale con un lancio a scavalcare la difesa avversaria rimasta immobile a guardare la sua opera d’arte. I compagni lo cercano, si affidano a lui, sanno che non corrono pericolo se la palla ce l’ha lui. Quando, vuoi per errori tecnici, vuoi per la pressione asfissiante degli avversari il numero 4 viene servito un po' di meno, gli effetti sono disastrosi: emblematico in tal senso il primo tempo della semifinale di ritorno col Chisola, che ha portato a casa partita e qualificazione proprio tagliando fuori il pittore bianconero.

tudisco
 
CC • FLAVIO CURRI (ALPIGNANO) – Giocatore intelligente, sempre al posto giusto con la giocata giusta nelle corde. Anche quando non è nella giornata migliore riesce a dare il suo contributo, come durante la semifinale d’andata: prestazione opaca sua e dei suoi compagni, ma comunque sufficiente grazie a qualche giocata illuminante. La posizione dice play davanti alla difesa o al più mezz’ala, i fatti racconterebbero di un trequartista/sottopunta perché segna, segna e segna a ripetizione. Gol in casa col Gassino, gol in finale con uno splendido inserimento di testa. Avere o non avere Flavio Curri in squadra fa tutta la differenza del mondo. Altro marchio di fabbrica è la sua capacità di avanzare in transizione portando velocemente palla dalle zone difensive a quelle d’attacco. Baseggio non ci rinuncia mai ed è facile comprenderne il motivo.

curri
 
CC• ANTONIO MALLAMACE (CHISOLA) – Prima di vederlo giocare ci si potrebbe chiedere: «Quanto può essere forte questo centrocampista di cui tutti parlano bene?», e non ci aspetterebbe mai quella che è la realtà. Mallamace non solo è forte, ma è tanto forte, fortissimo. Impressiona, ti conquista fin dai primi minuti e da quel momento in poi non gli si possono staccare gli occhi di dosso. Semplicemente perché fa tutto: difende, attacca, segna, riparte, è un motorino col contachilometri inesauribile, perché non smette mai di correre. Dinamismo evidenziato dai primi metri di scatto in cui ruba tempo e spazio a chiunque, capace di mettere pressione in modo da spezzare ogni tentativo di impostare delle squadre avversarie. Rendimento pauroso anche nelle fasi finali, specialmente nel primo tempo di Pianezza con il Lascaris, in cui fa girare la testa a Tudisco e compagni di reparto, propiziando diverse occasioni da gol o falli come quello da cui nasce il capolavoro di Chessa. Dell’invincibile armada di Garrone è forse l’uomo con il rapporto forza/consapevolezza più elevato: Mallamace è fondamentale, ma non sempre tutti ne sono coscienti.

mallamace
 
AD • NICOLO' DONADIO (ALPIGNANO) – Capitan Donadio e il suo Alpignano escono sconfitti con onore dalla finalissima valdostana, feriti ma non arresi e in cerca di vendetta già dalle primissime battute del prossimo anno. La rivalità Chisola-Alpignano, dopo aver monopolizzato la categoria, rischia di riproporsi, anche e soprattutto per merito del numero 7 di Baseggio. Tecnica, velocità, dribbling fulminante e senso del gol sono le sue caratteristiche principali. Devastante anche durante le fasi finali, 2 gol in 3 partite, dove ha trascinato i suoi alla finalissima così come fatto durante l’arco della stagione. Un po’ in ombra nell’atto conclusivo ma a Donadio si può perdonare questo e altro. Incubo dei difensori di ogni squadra, i suoi compagni gli si affidano in ogni evenienza.

donadio
 
ATT • FABIO GIAMBERTONE (CHISOLA) – Come diceva quel detto? «Chi ha Giambertone parte sempre 2-0...», battute a parte, Fabio Giambertone è una macchina da guerra. Biglietto da visita per le fasi finali non è affatto male: 23 presenze, 51 gol. A capo della Ferrari di cui parla Garrone c’è lui, Giambergol, che però, dato curioso, va in panne fino alla finale. Certo, il primo tempo con la Sisport racconta tutto meno che di un giocatore in difficoltà, ma la difesa bianconera di Meschieri gli fa registrare l’inquietante dato di 0 gol nella doppia sfida in semifinale. Un giocatore normale reagirebbe demoralizzandosi e magari mettendo un attimino in dubbio le proprie capacità. Giambertone no, lui proprio no e infatti in finale fa doppietta. Fa male all’Alpignano, a Baseggio e a Traversi, facendo arrivare al capolinea i sogni di gloria biancoblù. Giocatore dalla mentalità impressionante per la sua età: in campo domina, ai microfoni parla già da ragazzo maturo con le idee chiare e che sa bene qual è l’obiettivo, il prossimo gradino da salire. Impossibile non innamorarsi calcisticamente del ragazzo col 10 sulla schiena.

giambe
 
AS • SIMONE CHESSA (CHISOLA) – Quando la macchina Giambergol rallenta ci pensa lui. Esterno d’attacco capace di far letteralmente rizzare in aria i capelli di qualsiasi difensore si lanci nel tentativo di fermarlo. Imprendibile nell’uno contro uno grazie alla sua fulminea velocità, generoso in fase di ripiegamento, dotato di un tiro fuori dalla norma. Chiedere a Castaldi per la riprova, mica a uno qualunque. Decisivo anche in finale, quando rimette in piedi una partita che si stava pericolosamente instradando verso Alpignano con il suo solito movimento a rientrare e il suo tiro all’angolino. È chiaro che scegliere un preferito nella squadra di Garrone sia più o meno equivalente a pronunciare espressioni blasfeme, ma optando per Chessa non si sbaglia di sicuro.

simone chessa


A DISPOSIZIONE

 
POR • LUCA SANTORO (CHISOLA) – Il portiere vinovese finisce tra gli esclusi di lusso solamente perché davanti ha un mostro sacro. Potrebbe migliorare con la palla tra i piedi e questo sarà la grande sfida di chi lo dovrà gestire nell’immediato futuro, ma tra i pali stiamo parlando già di un top. Grandi riflessi, si muove sulla linea di porta e in uscita con estrema facilità. Basterà un esempio per far capire: la parata incredibile in finale su Ciliberti a ribadire ancora una volta che il Chisola non lascia nemmeno le briciole.

santoro

TD • NICHOLAS FRANZÈ (CHISOLA) - Terzino di spinta e che spinta, ma che sa anche adattarsi a svolgere compiti più guardinghi, difensivi. Nelle fasi finali fa vedere tutto ciò e lo fa sempre bene: mette a ferro e fuoco la fascia nel roboante 6-0 con la Sisport, spinge a fasi alterne nel doppio incontro con il Lascaris, sta a uomo su Donadio in finale uscendone netto vincitore. Intelligente e prezioso in ogni fase e tra i principali fabbricatori di assist della macchina da gol Chisola. 

franzè

CC • SIMONE MOLON (ALPIGNANO) - La libellula di Baseggio compie l'ottima stagione disputando delle ottime fasi finali. La rete con la Sparta Novara e quella decisiva nell'andata di Gassino registrano la sua incisività nell'essere uno dei calciatori più eleganti di categoria. Sa fare tutto e lo fa spesso bene, qui si spiega anche perché quando conta Baseggio non rinuncia mai a lui (280' su 280' nelle fasi finali), anche quando non sembra essere la sua partita. Come in finale quando viene schierato prima punta contro due colossi mica da ridere come Bianchi e Cammarata. Protagonista vero. 

molon

ATT • FABIO GABRELLINI (CHIERI) -  Il suo viaggio si interromper ai quarti, ma per incisività e la crescita dimostrata nella seconda parte di stagione è impossibile non ergerlo a personalità di spicco di queste fasi finali. Esterno di corsa con passo impressionante e nella gara secca con il Lascaris è l'uomo in più. Fa un assist stupendo per la rete (altrettanto stupenda) di Palumbo che però viene annullata e timbra il tabellino marcatori con il gol che sembra valere la qualificazione fino a poco dal gong, quando spunta l'emergente 2009 lascarino Penta. 

garbellini 


ATT • THOMAS LEGGIO (VERBANIA) – La punta verbanese ha conquistato tutti a suon di gol e sorrisi. Tanta corsa e voglia di fare al servizio della squadra, ha portato il Verbania alle fasi finali e per poco non riusciva nell’impresa di guadagnarsi le semifinali con la prestazione sontuosa fatta vedere a Gassino. Un gol, un palo e tante occasioni create praticamente da solo. Come spesso ribadito da Corsi è stato l’uomo in più di una stagione comunque gloriosa per i biancocerchiati. Ovunque andrà nella prossima stagione (difficile continuarlo a vedere con la stessa maglia considerando che l’Under 15 disputerà il campionato provinciale), è sicuro che il numero 9 abbia lasciato di sé un gran bel ricordo.

leggio

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