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Under 14

Dalla città più a sud del mondo all'orbita Juve, il sì di Lautaro

Nato a Ushuaia nella Terra del Fuoco, quest'anno si è preso la scena con la sua visione di gioco argentina

Dalla città più a sud del mondo all'orbita Juve, il sì di Lautaro

«Buongiorno, mi chiamo Lautaro e vengo dall’Argentina». Nel maggio 2019 si presentava così Lautaro Mendez, un giovanissimo calciatore classe 2008 che proviene dall’altra parte del mondo. E questa volta è letterale perché Lautaro è nato a Ushuaia in Argentina, la città più a Sud del mondo. Ora, tre anni dopo, sta per chiudersi un intreccio strano tra il classe 2008 e la Sisport, prima società di sponda Juve.

lautaro Mendez


Nonostante nel maggio 2019 il fenomeno Lautaro Martinez non fosse ancora scoppiato pienamente (soltanto 9 gol nella prima stagione in Italia per l’attaccante dell’Inter), questa frase di presentazione poteva far già mettere sul chivalà. Quella frase lì però la diceva Lautaro Mendez. Un classe 2008 nato a Ushuaia nella Terra del Fuoco, ovvero il lembo di terra più vicino al Polo Sud, nella punta più isolata dell’Argentina, la città più a sud del mondo.

Dopo due stagioni mozze tra lockdown e blocchi vari, Lautaro, dopo 3 anni che è a Torino, è riuscito a completare finalmente la prima stagione sportiva degna di questo nome e lo ha fatto alla grande: capo architetto di un Nichelino Hesperia rivelazione nel Girone E di Under 14 Regionale con tanto di chiusura in pianta stabile con i ragazzi più grandi, il gruppo 2007 impegnato nella missione salvezza regionale. Una stagione da protagonista nella sua cabina di regia in mezzo al campo che gli è valsa le attenzioni di occhi curiosi. Big torinesi e piemontesi, ma anche di squadre professionistiche fuori regione.

Insomma, alla prima occasione Lautaro Mendez ha confermato gli stereotipi positivi sugli argentini: «Gente che da del “Tu” al pallone».


CALCIO CON LA “F” - FÚTBOL

Lautaro mendez

 Lautaro Mendez con le maglie di Club Atlético Gimnasia y Esgrima e San Martin de Tucumán, in Argentina.

Nonostante i genitori siano originari del nord dell’Argentina, Lautaro nasce a Ushuaia, Terra del Fuoco, la città più a sud del mondo dove la famiglia Mendez si è trasferita per il lavoro di papà Pablo. Qui Lautaro cresce fino ad avere 8 anni, quando la famiglia si ritrasferisce nel nord, più precisamente a Jujuy dove Lautaro comincia a giocare nelle giovanili del Club Atlético Gimnasia y Esgrima, club che milita nella Serie B argentina.

A Jujuy ci sta un anno perché l’anno successivo si muove a Tucuman e viene tesserato per il San Martin de Tucumán, squadra che balla tra Serie A e Serie B. Lì si forma prima di doversi trasferire con tutta la famiglia a Torino.

L'ARRIVO IN ITALIA

«Siamo arrivati a maggio del 2019 - spiega il padre Pablo - Ovviamente non parlava una parola d’italiano e doveva prepararsi alla prima media. Ha fatto un mese di prova alla Juventus a Vinovo dove alla fine ci hanno proposto di andare alla Sisport. Si è fatta poi un’altra scelta e dopo aver parlato con il Torino Benedetti ci ha proposto l’Accademia Torino dove alla fine è andato».

A accoglierlo all’Accademia il suo primo allenatore italiano, Matteo Corsucci che nota subito la differenza tra Lautaro e i pari età

«È arrivato nelle prove estive di giugno e subito ci ha sorpreso. Come visione di gioco e interpretazione del ruolo era fuori categoria, fuori standard, fuori dagli schemi. Una visione di gioco e un modo di giocare a testa alta anche prima di ricevere il pallone che forse non si vede ancora ora nei 2008. Forse era un po’ innamorato del pallone e gli ho martellato la testa spiegandogli che se giocava a due o tre tocchi poteva migliorare ancora di più».

UNA STAGIONE A TESTA ALTA

lautaro mendez

Chi gioca con la testa sempre alta e in mezzo tempo di gioco sa già cosa fare con il pallone prima di riceverlo spicca in Under 14. Così è stato anche per Lautaro Mendez che quest’anno con il Nichelino Hesperia è stato un faro di una squadra che in ogni suo effettivo a ribaltato le aspettative.

Dai tornei estivi fino al campionato dove il Nichelino ha chiuso al 5° posto compiendo anche diverse imprese (come i 4 punti fatti in due partite contro la Sisport seconda in classifica) a impreziosire il borsino risultati.

Una stagione così non passa inosservata e chiuso il campionato il telefono squilla. Cbs, Chieri, Pinerolo,… le big torinesi chiamano, ma anche alcune squadre professioniste. In prima battuta il Genoa, nonostante la retrocessione in Serie B costringa il Grifone a fare i conti con un ridimensionamento. In seconda battuta una società che coi giovani ci sa lavorare come l’Empoli.

lautaro mendez

Le foto del giovane centrocampista classe 2008 in prova con Genoa e Empoli.

«Al termine della prova ci hanno poi detto che vorranno rivederlo - spiega il padre Pablo - ma nel mentre rimaniamo qui a Torino. Ci hanno chiamato tante grosse società, ma alcune sono troppo lontane. Alla fine ha scelto Lautaro e sarà la Sisport, che per noi va bene anche perché dietro casa. In ogni caso a livello personale, umano e sportivo volevo ringraziare Sgueglia, Zurlo e tutto il Nichelino. Oltre a essere persone preziose hanno sempre seguito Lautaro anche sul piano sportivo in modo bellissimo. Per questo non posso davvero fare altro che dirgli un enorme grazie».

LAUTARO MENDEZ-SISPORT: È SI'

Con gli occhi di alcune prof sempre vigili, Lautaro sceglie una di quelle società che si avvicina al semiprofessionismo come la Sisport dove andrà a comporre un centrocampo di primissimo livello regionale con capitan Francesco Parente. Un intreccio, quello tra Mendez e la Sisport, degno di un romanzo.

  1. Il primo capitolo ha visto un possibile matrimonio come prima squadra italiana, ma che alla fine non si è fatto per una scelta diametralmente opposta, ovvero l’Accademia Torino.
  2. Il secondo con il Nichelino come bestia nera della squadra bianconera di Bassaoule.
  3. Il terzo il lieto fine, ovvero Lautaro Mendez e la Sisport che si incontrano e si abbracciano per la prossima stagione sportiva.

Dalla Terra del Fuoco, dall’estremo sud del mondo al sì al bianconero. L’intreccio Lautaro Mendez-Sisport trova finalmente un sì: appuntamento al prossimo capitolo.

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