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Daniele Perri: l'arte della vittoria, ora al servizio degli Under 14 del Morazzone

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Daniele Perri

Molto spesso, guardando partite di categorie giovanili e partite di prime squadre sembra quasi di assistere a due sport differenti: tante sono le differenze, sia negli stili di gioco, ma anche a livello di agonismo e di mentalità. Per un allenatore dunque, allenare una squadra giovanile ed allenare una prima squadra, fa tutta la differenza del mondo: non è così però per Daniele Perri, da anni nel mondo del cacio varesino, che con il suo lavoro e la sua filosofia, non solo ha guidato gruppi dai giovanissimi fino alle prime squadre, ma ha soprattutto mostrato una caratteristica ben precisa: la vittoria. Due mondi, quello del calcio dei grandi e quello delle giovanili, molto diversi, ma in cui Perri ha saputo toccare sempre le corde giuste: «E’ vero sono categorie con poche somiglianze, ma credo un buon allenatore per fare bene debba avere due cose: l’adattabilità e l’umiltà; bisogna infatti adattarsi alla realtà in cui ci si trova, ed essere umili per mettere da parte alcune tue idee, in nome di un obiettivo comune. Allenare una prima squadra è più un lavoro di gestione, capire l’umore della squadra in base al periodo ed ai risultati e cercare di impostare il tuo lavoro di conseguenza; quando lavori invece con dei ragazzi puoi impostare un programma in cui l’obiettivo è la crescita dei ragazzi, senza la pressione di fare risultato». Una filosofia chiara e precisa, che di certo ha portato negli anni i suoi frutti, come dimostra la promozione ottenuta con la prima squadra del Bosto, nella stagione 201718, in cui la squadra di Perri ha raggiunto la Seconda Categoria al primo tentativo. Tuttavia, non è a questo successo che l’allenatore è più legato, bensì ad altri due risultati ottenuti con le squadre giovanili, sempre del Bosto: «Vincere con la prima squadra è stato stupendo, ma devo ammettere che i successi più belli sono stati la vittoria del campionato provinciale con gli Allievi del ’98 dopo un testa a testa con il Gorla Maggiore, ed anche la conquista dei regionali con il gruppo ’99, estromettendo il Varese e battendoli anche in casa loro: questa devo ammettere che è stata anche al vittoria più inaspettata perché eravamo in un girone in cui c’erano sicuramente squadre più preparate». Dopo la scorpacciata di vittorie ottenute con i giallo-blu di Capolago, è Morazzone la nuova casa di Perri, il quale è stato subito coinvolto nell’avventura che lo vede al timone dell’under 14: «La società ha creduto molto in me, stimolandomi con un progetto che vede la guida di ragazzi che vengono da un calcio a 7 o a 9, ed insegnarli non solo le regole del calcio ad 11, ma anche della vita. Un concetto che voglio trasmettere è quello della meritocrazia: da questa categoria non ci sono cambi fissi, dunque bisogna meritarsi di stare in mezzo al campo, impegnandosi in allenamento e con la prestazione per guadagnarsi il minutaggio. Far crescere i giovani io lo vedo anche sotto questo aspetto, non solo quello tecnico, ma anche sotto un lato mentale che credo sia altrettanto fondamentale». Per quanto riguarda questa stagione, la sola partita d’esordio con il Tre Valli vinta per 9-0, è troppo poco per poter già formulare dei giudizi, come ci conferma lo stesso allenatore. Tuttavia, il gruppo dell’under 14 non è rimasto fermo a quel successo, ma, in linea con la visione societaria, ha continuato gli allenamenti, adattandosi ai protocolli di volta in volta: «D’accordo con la società, continueremo ad allenarci fino a quando ci sarà la possibilità. Sono convinto infatti che con la passione, la volontà, l’ingegno e la pazienza si possa andare in campo e lavorare, rispettando tutti i protocolli. Qui a Morazzone stiamo sfruttando questo momento per insegnare maggiormente calcio, sviluppando tanti esercizi, che soprattutto nel settore giovanile dove il fine è la crescita del ragazzo, sono fondamentali». Un lavoro quindi incessante per i ragazzi di Perri, i quali sanno però, che sono nelle mani di uno che di risultati se ne intende, e che di certo non ha voglia di fermarsi qui.
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