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Vergherese Under 14, Tacca: «Gruppo fantastico, ti ascolta e ti segue»

mario tacca
Solo una partita di campionato disputata per la Vergherese Under 14, che con un pareggio ha dimostrato di potersela giocare con una squadra molto organizzata come la Sestese. Il lavoro dell'allenatore Mario Tacca e del suo vice Ferdinando Panebianco stava pagando le prestazioni dei loro ragazzi. La sospensione ha complicato le cose interrompendo il loro percorso, ma il tecnico ha molta fiducia nel progetto e spera nella ripresa anche per far cessare il brutto periodo che i ragazzi stanno vivendo senza il pallone. Mario Tacca ha 53 anni e porta con sé una grande quantità di esperienza nel mondo calcistico. Inizia a giocare a pallone all'età di 8 anni nel Novara Calcio, dove milita in tutte le categorie giovanili dagli Esordienti fino alla Primavera. Nell'86 viene promosso in prima squadra e trascorre 7 anni da professionista in Serie C2. Dopo questa esperienza è il Legnano Calcio a prenderlo con sé per altri 4 anni in C2. A 36 anni si ritira da giocatore, ma il mondo del calcio non lo abbandona: «Dopo aver smesso di giocare ho deciso di conseguire il patentino Uefa B, 11 anni fa, a Santhià. Ho iniziato ad allenare a livello giovanile lo Sparta Novara, dove ho fatto solo un anno, perché amicizie e conoscenze mi hanno portato a lasciare il Piemonte per approdare in Lombardia. L’anno scorso sono stato a Vigevano, nel quadro di un'esperienza importante ai regionali. Quest'anno sono qui a Verghera, perché Vittorio Patruno, un grande personaggio del mondo del calcio e mia vecchia conoscenza, mi ha proposto di sposare questo progetto della Vergherese e io ho naturalmente accettato. Gli anni nei professionisti sono stati splendidi, sono state situazioni importanti che poi ti porti dietro, anche perché ho potuto lavorare con Mauro Bicicli, Giancarlo Danova, Marco Torresani; tutte grandissime persone, ma soprattutto grandissimi allenatori». Allenando il settore giovanile il modulo che Tacca predilige e dove crede che un ragazzo possa apprendere di più è il 4-4-2: «Bisogna ovviamente essere bravi a leggere le situazioni, a capire se a partita in corso si presenta la necessità di cambiare modulo. Fino a che le cose vanno bene rimani così, poi passi magari al 4-3-3 se sei in svantaggio. La cosa importante è sapere che tipo di ragazzi hai a disposizione per poter impostare un modulo che si sposi con le loro caratteristiche. Un altro aspetto molto importante è impostare il lavoro sotto il piano tattico e tecnico, oltre che fisico, proprio perché è a quest'età che si imparano quei fondamentali che poi serviranno sempre in campo». Il tecnico ha poi fatto riferimento agli allenatori da cui prende ispirazione nel suo lavoro: «Sarebbe troppo facile dire che mi piacciono Klopp, Guardiola, Mourinho; allenatori che hanno comunque avuto la fortuna di allenare grandi squadre composte da grandissimi giocatori. Però un allenatore che ho seguito tanto è Arrigo Sacchi. Lui ha evoluto il calcio a mio avviso, ha portato questo famoso gioco a zona e mi rivedo in lui come idee calcistiche». Tacca ha poi parlato degli obiettivi della stagione e di come vede la sua squadra affrontare questo campionato: «Ho preso i 2007 della Vergherese che arrivano da un anno dove giocavano a 9. Ovviamente passando a 11 cambiano tante cose. Io a 9 non ho mai allenato nessuno, ma parlando anche con l’allenatore dell’anno scorso ho capito che si tratta di un modo di giocare completamente diverso, soprattutto sotto l'aspetto tattico. Ho trovato, però, degli ottimi ragazzi sotto l’aspetto mentale e dell’apprendimento. Abbiamo iniziato a lavorare bene con la palla e anche in alcune situazioni tattiche. Noi abbiamo fatto solo qualche amichevole e una sola partita di campionato. Devo dire che non siamo andati male, la Cedratese è una bella squadra, temuta dai nostri, aver portato a casa questo bel pareggio fa del nostro inizio di campionato un buon punto di partenza, ci fa capire che abbiamo iniziato con il giusto passo. Per motivi familiari non ho potuto vedere la partita, ma mi sono confrontato con Ferdinando Panebianco, il mio vice, che è davvero bravo, mi ha aiutato ad impostare il lavoro nel modo giusto. Poi è arrivata la sospensione e per noi è stato un peccato, si è interrotto tutto il lavoro mentre stavamo crescendo come squadra. Sapere che al momento della ripresa dovremo ripartire quasi da zero, ci preoccupa un po'. Il nostro campionato è sicuramente complicato, ci sono tante squadre di livello. Torino Club, Sestese, Cedratese: tutte ottime squadre che sicuramente si contenderanno il titolo. Se dovessi fare un pronostico la mia squadra la metto subito sotto a queste. Ho molta fiducia nel lavoro che stavamo facendo e spero che si possa riprendere presto». Il tecnico ha poi concluso con un elogio alla sua squadra: «Non mi piace parlare dei singoli, perché tutti sono importanti per me in questa squadra. Siamo migliorati tantissimo nel reparto difensivo, i centrali sono molto bravi, attenti. I terzini possono crescere ancora di più con il lavoro, ma sono già validi. Purtroppo a centrocampo ho perso un ragazzo sudamericano che è dovuto andare via per problemi familiari, al suo posto ho dovuto inserire un ragazzo che forse ora si trova un po' fuori ruolo. Il nostro attacco è comunque molto buono, anche lì ci sono elementi di livello. La cosa più importante e che è giusto sottolineare è che quello che ho in mano è un gruppo di ragazzi che sa ascoltare, che fa domande quando non capisce, che ti segue; per un allenatore questa è davvero una fortuna».
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