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Varesina Under 14, Piccoli: «Aspettative alte, gruppo unito»

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Felice Piccoli, Varesina Under 14

A puntare in alto nel Girone B del campionato provinciale Under 14 di Varese è proprio la Varesina allenata da Felice Piccoli, definita addirittura da alcuni degli altri tecnici del campionato: “una squadra di un’altra categoria”. Piccoli ha un bel gruppo ed è pienamente soddisfatto del lavoro della società, che dà grande importanza al settore giovanile, per poi avere la possibilità di promuovere i giovani in prima squadra.    Il tecnico della Varesina inizia la sua prima esperienza da allenatore nel 1993 nel Bosto, squadra in cui aveva anche iniziato a giocare da ragazzino, per poi trasferirsi a Varese nei professionisti: «Alfredo Speroni mi ha voluto a Varese e sono stato con loro 5 anni. Le nostre strade si sono divise nel in seguito allo spiacevole fallimento della società. La Varesina mi ha accolto dopo questa mia esperienza e devo dire che quella che ho trovato è una società molto organizzata, ben attenta al settore giovanile e fa di tutto per poterlo coltivare. Di anno in anno hanno migliorato i campi e le strutture, sono una società molto professionale. Sono ormai 6 anni che sono qui e mi trovo benissimo. I Giovanissimi restano la categoria che più mi piace allenare, perché credo e spero di riuscire a trasmettere qualcosa ai ragazzi, anche dal punto di vista di una crescita mentale e di comportamento anche fuori dal campo». Nel suo passato da calciatore Piccoli ha giocato nella Serie D dell’epoca: «Ho militato per parecchi anni in Promozione, ma la mia esperienza più importante da giocatore è stata quando ho giocato in Serie D. Quando poi ho giocato in Eccellenza abbiamo vinto il campionato a Vergiate e siamo andati in interregionale. Qualche piccola soddisfazione c’è stata. Io ero un mediano di corsa, qualche volta riuscivo ad arrivare anche alla conclusione».   Piccoli insiste sul fatto che i ragazzi debbano continuare a coltivare i fondamentali, ma con molta pazienza, perché i ragazzi devono essere i protagonisti in campo e sono loro che devono esprimere il proprio calcio: «Noi ci alleniamo per avere una buona organizzazione, per disporci bene in campo, per tenere bene il campo. Voglio che tutta la squadra partecipi alla fase difensiva e lo stesso vale per la fase offensiva. Credo che sia sempre il campo a suggerirci come disporci, possiamo difendere in 5, così come possiamo difendere in 2 e attaccare in 8. Solitamente partiamo dal 4-3-3, ma giusto per dare un’indicazione; poi bisogna essere abili nel cambiare a seconda dei ragazzi che si hanno a disposizione e dell’andamento della gara. Cerco anche di trovare le giuste soluzioni per dare a tutti la possibilità di giocare. Lascio anche che i ragazzi sbaglino, perché se non ci provi sbagliando non crescerai mai»   Sicuramente ci troviamo di fronte ad un momento particolare per tutto il mondo del calcio, ma Piccoli è fiducioso su come potrà essere la ripresa del campionato: «Abbiamo giocato solo una partita, ma le aspettative sono alte. Siamo un bellissimo gruppo. È chiaro che un campionato provinciale non è di altissimo livello come può esserlo uno regionale, ma i ragazzi devono capire che si passa a giocare a 11, che non si tratta più di un gioco solo individuale, l’individualità deve essere a servizio del gruppo. Siamo entrati da un po’ in quest’ottica e devo dire che le cose vanno bene, i ragazzi si impegnano e fanno bene gli allenamenti. Il nostro obiettivo era chiaramente quello di vincere il girone autunnale per poi poterci confrontare in primavera con altre squadre a livello regionale dove il bacino diventa sicuramente più performante. Sono qui da 6 anni e i gruppi della Varesina sono sempre stati in grado di confrontarsi anche con le migliori squadre del milanese che una volta era un terreno inespugnabile. Se proprio dovessi fare un pronostico per la fine della stagione la mia squadra la metto sicuramente al primo posto, perché il nostro livello è alto; vero è che basta poco, a volte anche solo una partita che non va come dovrebbe andare e ti sei giocato il campionato. Con le potenzialità che ha questo gruppo, possiamo davvero giocarci la possibilità di andare ai regionali».   Il tecnico non ha avuto a disposizione molto tempo per lavorare insieme alla squadra, fermato inevitabilmente da questa sospensione necessaria, ma ha le idee chiare sul tipo di squadra che allena: «Ci sono dei ragazzi che sono dotati di una certa personalità in campo e di molta serietà in quello che fanno. Quest’anno forse siamo un po’ a corto di difensori centrali, ma abbiamo molti esterni di livello e diversi attaccanti validi. Io lavoro insieme ad Alberto  Spriano  e a Daniel Moschella e il fatto di essere in tre ci permette di lavorare anche a gruppi con molta più attenzione verso i singoli e con la possibilità di vedere più attentamente la crescita di questi ragazzi. Per loro questo è un momento difficile e magari non tutti hanno la possibilità di avere un giardino per dare qualche calcio al pallone, perciò noi dobbiamo anche essere bravi a tenerli attivi e motivati. Sono sicuro che potremo essere in grado di ripartire con il massimo entusiasmo».  
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