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Besnatese Under 14, Osto: «Voglio che i ragazzi tornino ad essere i protagonisti»

samuele osto
Altra squadra ad essere andata in doppia cifra nei gol segnati alla prima giornata del campionato provinciale Under 14 di Varese è la Besnatese, allenata da Samuele Osto. Il tecnico è contento del gruppo che sta gestendo, ed è fiero del grande impegno ed entusiasmo che i suoi giocatori stanno dimostrando, anche allenandosi da casa.   Osto inizia la sua carriera calcistica nel Varese, dove fa tutto il settore giovanile e la Primavera: «Dopo le giovanili sono tornato a Gavirate, che è anche la città in cui sono cresciuto e con loro ho fatto i campionati di Promozione e Eccellenza, poi ho cominciato a scendere di categoria e ho smesso quando avevo 26 anni. Con il Gavirate, però, mi sono tolto tante soddisfazioni: ho vinto il campionato, la Coppa Italia e la Supercoppa a 22 anni da capitano facendo 42 presenze su 42. Il bello soprattutto era vincere nel mio paese con la fascia sul braccio. Proprio in quegli anni ho iniziato ad allenare a Gavirate. Sono 21 anni che alleno, tra Gavirate e Besnate».   Il Tecnico della Besnatese ha un debole per il settore giovanile e la definisce una realtà assai stimolante: «A me piace allenare soprattutto il settore giovanile, sono improntato su quello. La definizione più bella me l’ha fornita Paolo Pozzi, che per me è una persona straordinaria oltre che essere un grande Direttore Sportivo: lui dice che io sono un allenatore  atipico . Credo che si tratti di uno degli aggettivi più azzeccati che potesse darmi, perché mi piace distinguermi, ma non in modo egocentrico, mi piace parlare con i ragazzi, mettermi a loro disposizione e mi piacerebbe che si tornasse a rendere i ragazzi protagonisti nei campi e non allenatori e risultati. Purtroppo ultimamente si sta peggiorando da questo punto di vista a mio avviso, ma non dimentichiamoci che parliamo di ragazzi che come prima cosa devono divertirsi e apprendere i valori dello sport, è sbagliato pensare che conti solo il risultato a questi livelli. Le emozioni più forti le vivi con i ragazzi durante la settimana, anche solo mangiare la pizza con loro la sera. Quando un ragazzo ti sorride, ti abbraccia, e anche dopo vent’anni ti considera ancora una figura di riferimento tu hai già vinto il tuo campionato».   «Per i ragazzi questo è un momento chiaramente non facile», così Osto commenta la situazione che il calcio italiano sta attraversando vedendola dal punto di vista dei suoi giocatori. Resta compito loro cercare di tenersi in forma: «Io non ho organizzato niente a livello di allenamenti da casa, non ho dato programmi da seguire. Se c’è una passione, ognuno deve anche essere in grado di mantenersi in forma. L’Under 14 è l’anno più bello da allenare secondo me, perché hanno tanto da imparare, ma imparano molto in fretta. A 13-14 anni devi migliorare soprattutto sotto l’aspetto coordinativo e motorio. Ci siamo allenati poco insieme, ma sono convinto di avere un bel gruppo che riesce ad ascoltarmi bene, che ha voglia di lavorare. Passare da 9 a 11 non è facile, le difficoltà ci sono. Io sono sicuro che quando riprenderemo a giocare ci sarà tanto entusiasmo, sono molto fiducioso. L’allenatore fa la differenza nel trasmettere i concetti ai ragazzi, nel curare l’aspetto mentale, andare oltre al modulo e ai movimenti. Sento che la mia squadra sia molto determinata e abbia l’atteggiamento di chi vuole lavorare seriamente ed imparare».   Ad Osto piace lavorare sul 4-2-3-1, ma ora si concentra su moduli che possano permettere ai suoi giocatori di occupare meglio gli spazi, che cambiano passando da 9 a 11: «Ci stiamo concentrando sul 4-4-2 e sul 4-3-3. Ho 25 ragazzi che hanno la stessa passione, la stessa voglia e lo stesso desiderio di crescere. Ci sono due-tre ragazzi che hanno sicuramente prospettive di prima squadra, ma è ancora presto per dirlo, voglio che si concentrino e che lavorino con la massima serenità e tranquillità, senza pressioni. Il nostro resta un anno di costruzione, i veri obiettivi li avremo l’anno prossimo. Abbiamo un piano di due anni in cui vogliamo fare dei passi avanti, quindi procediamo con calma, mettendo sempre al primo posto le esigenze dei nostri ragazzi».  
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