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Ternatese Under 14, Maggi: «Rimandiamo le ambizioni alla prossima stagione, questa ormai è finita»

Simone Maggi Ternatese
Non era stato facile l'inizio di stagione per la Ternatese Under 14 del campionato provinciale di Varese, ma sotto la guida del tecnico Simone Maggi la squadra aveva ingranato bene, si era posta sulla strada giusta e i primi risultati stavano arrivando. Lo stop ha poi infranto prematuramente i loro sogni, ma come quelli di tutti gli altri. Maggi esordisce raccontandoci del suo passato calcistico: « Io ho iniziato circa 8-9 anni fa ad allenare, ma ho sempre giocato a calcio. Ero in una società che militava in seconda categoria, il Biandronno, perciò mi ritengo piuttosto soddisfatto del mio percorso da calciatore. Sogno una carriera da allenatore fin da quando giocavo nel Morazzone, ero ancora piccolo, ma avevo le idee chiare. Sono stato sfortunatamente costretto a smettere di giocare a causa dei vari infortuni, così è iniziato il ciclo da mister e sto continuando ad allenare. Ringrazio infinitamente la società Biandronno che mi ha permesso di iniziare questa avventura sulla panchina. Dopo le mie prime esperienze lì ho allenato diverse società sul lago di Varese e la Varesina. Ora ho sposato il progetto di Ternate e sono contento qui». Dopo un inizio stagione difficile, la squadra di Maggi sembrava aver ingranato, prima di essere stroncata dallo stop dei campionati: « Eravamo partiti bene, con tante ambizioni, stavamo costruendo qualcosa di buono. L'inizio stagione è stato difficile, abbiamo perso molti atleti, ma poi con il lavoro ci eravamo messi sulla strada giusta e i primi risultati stavano arrivando, come la vittoria alla prima di campionato in casa con la Vergiatese. Per quanto riguarda i moduli e gli schemi di gioco sono molto variabili. Non è giusto affidarsi ad un sistema solo e non cambiarlo mai, bisogna anche essere in grado di modificare alcuni aspetti a seconda della partita e delle situazioni. Non è facile lavorare su determinati concetti complessi con dei ragazzi così giovani, ma sono tutti sempre attenti, ti ascoltano e hanno voglia di fare, perciò ho molta fiducia in questo gruppo». Tutto ciò che i ragazzi vogliono è tornare sul campo, tornare a giocare, ma pare che prima di settembre tutto ciò sia solo un gigantesco miraggio: « Quella in cui ci troviamo è una situazione dove siamo tutti vogliosi di fare, ma siamo un po' impotenti: dobbiamo prendere le cose come vengono, anche se tutti vorremo essere sui campi. Da allenatore spero che si possa riprendere in sicurezza il più presto possibile, è l'augurio che abbiamo tutti; i ragazzi non aspettano altro che questo, giocare a pallone. La speranza è che magari anche quest'estate ci sia la possibilità di fare qualche torneo. Per quanto concerne la ripresa dei campionati, penso sia abbastanza ragionevole pensare che fino a settembre non se ne parli. Ormai dobbiamo rassegnarci al fatto che le nostre ambizioni sono rimandate alla prossima stagione. La reazione dei ragazzi a tutta questa situazione è stata anche critica in qualche elemento; come dicevo i ragazzi vorrebbero soltanto giocare, stare al campo, per loro il calcio è anche una valvola di sfogo. Nel momento in cui gli si toglie questo sfogo, magari c'è qualcuno che può anche risentirne a livello psicologico. Io cerco sempre di stare vicino a loro e di spiegargli che devono e come devono reagire. Una volta ripartiti ci sarà anche tanto lavoro da fare: ragazzi così giovani fermi per così tanti mesi hanno bisogno di un percorso di preparazione dedicato. Durante lo stop abbiamo e lasciamo anche oggi lavori da fare a casa, così da non dover ripartire totalmente da zero. Credo sia anche importante lo stimolo che può dare un genitore a questi ragazzi, per questo cerchiamo anche come allenatori e società di stare vicini alle famiglie».
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