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Arsaghese Under 14, Mancini: «Il campionato è finito, speriamo nel via libera a maggio»

Franco Mancini
"C'è ancora entusiasmo tra i ragazzi, nessuno si è arreso", così Franco Mancini ha parlato dei suoi calciatori dell' Arsaghese Under 14, del campionato provinciale di Varese. Complicatissimo passare al gioco a undici in una stagione simile, ma tutta la squadra sembra avere la giusta determinazione per essere pronta a ripartire non appena sarà possibile. Il tecnico ha fatto un accenno al suo passato calcistico e a come voglia trasmettere il lavoro e la passione ai ragazzi che allena esattamente come i suoi tecnici avevano fatto con lui da giovane: «Non ho fatto chissà quale carriera, il mio passato da calciatore risale agli albori; sono però soddisfatto delle esperienze che ho fatto e di dove mi hanno portato. Ho giocato a livello agonistico fino agli Allievi, poi sono stato promosso in prima squadra, ma ai tempi lavoravo e non riuscivo a vedere il calcio come più di una bella passione, perciò ho smesso. Più avanti, dopo aver manifestato un po' di interesse nel voler diventare un mister la società Arsaghese mi ha accolto molto bene, sono tutte persone eccellenti; ho fatto per un po' da secondo ad un mio vecchio amico che allenava ad Arsago e ho cominciato a fare esperienza. Poi, sempre qui ad Arsago è iniziata la mia avventura con i Giovanissimi i primi anni e poi con gli Allievi, con i quali sono arrivato alle finali per accedere ai Regionali, senza purtroppo riuscire ad entrarci. La società mi ha comunque sempre dato fiducia, perciò ho deciso di continuare e cercare di migliorare sempre di più, cercando di insegnare ai ragazzi ciò che io ho appreso da calciatore: vale a dire non solo la tecnica e la tattica, ma anche la passione, il rispetto, il duro lavoro». Nonostante la stagione sia stata molto complicata per lo stop in seguito all'emergenza Covid, gli obiettivi di Mancini sono chiari e ancora fissi nella mente dei ragazzi: «Concluderò quest'anno l'avventura con loro, un po' mi dispiace, perché siamo stati insieme davvero poco considerando la situazione, però i progressi si sono visti. Quando li ho presi era un gruppo particolare, con ragazzi che si trovavano lì perché scartati da altre società, sapevo che ci sarebbe stato tanto da lavorare. Come dicevo sono convinto che il nostro ruolo sia quello di trasmettere le conoscenze ancora prima delle competenze tecnico tattiche: corsa, velocità, forza, gestire le fasi della partita, resistenza. I risultati arrivano dopo, sono quasi una conseguenza: la cosa importante è il progresso. Sono migliorati tutti nel loro piccolo. Come modulo abbiamo da subito implementato un 4-4-2, che è sicuramente uno dei più semplici da capire tatticamente e che ci ha consentito di lavorare meglio; poi si può variare con la difesa a tre, con tre attaccanti, ma la base è stata quella. Fortunatamente il gruppo era numeroso, perché in due anni molti ragazzi hanno smesso di giocare, altri sono tornati dopo anni che non giocavano, non è stato facile lavorare con costanza. Quest'anno abbiamo avuto un bell'approccio, abbiamo fatto bene nelle amichevoli pre-campionato e stavamo costruendo qualcosa di importante. Poi abbiamo giusto fatto in tempo a giocare la prima di campionato, che abbiamo perso contro la Sestese e ci hanno fermato. Perdere contro una squadra di quel livello è accettabile ed eravamo pronti a ripartire, il morale era comunque alto, purtroppo è stata la nostra ultima partita». Difficile trovare delle note positive in una stagione così negativa, ma Mancini pensa al futuro e la sua testa è già rivolta alla prossima stagione: « Io ho visto molto entusiasmo nei ragazzi quando siamo ripartiti con gli allenamenti, salvo qualcuno che ha avuto qualche problema magari legato al Covid. Sicuramente i ragazzi erano al campo con il sorriso, non vedevano l'ora di rivedersi dopo così tanto tempo. Poi ci hanno fermato nuovamente, ma la squadra è sempre stata compatta e i ragazzi non si sono mai arresi. Il campionato è finito, inutile negarlo: speriamo che ci lascino il via libera per maggio, per continuare ad allenarci fino alla fine di luglio e arrivare pronti per settembre; questa ora è la nostra unica preoccupazione, bisogna guardare avanti. Una stagione buttata, per tutti; difficilissimo passare a 11 in una stagione così, perché ci sono da comprendere tante cose legate alla gestione del possesso palla, alla fase offensiva, difensiva; anche tatticamente non abbiamo fatto in tempo a fare molto. Non è la centesima picconata che spacca la pietra, ma sono tutte e cento che piano piano la rompono e lavorando in questo modo è difficile dare continuità a ciò che si fa. I ragazzi hanno perso tanto, sia a livello fisico che aerobico; abbiamo provato ad organizzare qualche allenamento da fare a casa, ma non è la stessa cosa. Non credo si debba ripartire totalmente da zero con la preparazione, ma sicuramente è tanta la quantità di lavoro che ci aspetta per tornare alla normalità».
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