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Rapid Torino Under 14: Aldo Urzi: «Bel girone! Noi come Beiborg, Mercadante e Accademia Torino potremmo fare i Regionali»

Rapid Under 14

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La strada è lunga ma i frutti si iniziano già a raccogliere. Il Rapid Torino Under 14, guidato per il secondo anno consecutivo da Aldo Urzi, ha già ben figurato in questo avvio di stagione.

La crescita di un gruppo passa attraverso tanti aspetti, ma se si parla di crescita calcistica essa non può prescindere dalla partita: «Il risultato non è l’unica cosa che conta, ma non è nemmeno vero dire che non sia importante - spiega il tecnico - Da lì si vede quanto i ragazzi crescono, e se si sta facendo un buon lavoro. Poi certo, se si perde, sicuramente non è un problema».

[caption id="attachment_245324" align="alignleft" width="150"] Aldo Urzi allenatore del Rapid Under 14 Aldo Urzi[/caption]

Aldo Urzi è arrivato al Rapid dopo una lunga carriera da allenatore: «Ho cominciato nella Polisportiva San Donato, la PSD Calcio, mio figlio, il maggiore, stava iniziando a giocare a calcio e io avevo piacere di iniziare questo percorso - spiega Urzi -Dopo due anni sono passato all’Olympic Collegno (dove aveva militato anche da giocatore, quando la società si chiamava CML Collegno, prima di passare al Bsr Grugliasco, ndr), da dove sono andato via sempre dopo due anni per andare ad Alpignano. Lì sono rimasto sei anni, io allenavo e i miei figli giocavano, però abbiamo poi deciso di andare via perché spostarci sette giorni su sette da Torino ad Alpignano era diventato difficile. Così i miei figli sono andati a giocare al Cit Turin e io sono andato ad allenare all’Atletico Torino per un anno. Del Cit però conoscevo la dirigenza, in primis Angelo Frau e mi hanno detto che al Rapid, società affiliata del Cit, stavano cercando un allenatore. Così ho fatto un colloquio con il Presidente Giuseppe Fiore, e mi sono stati affidati i 2007 con un progetto biennale per traghettarli dalla Scuola calcio ai Giovanissimi». Aldo Urzi quindi inizia il suo percorso nel Settore Giovanile, è un esordio anche per lui che fino a quel momento aveva allenato solo nella Scuola Calcio. «Sto prendendo il patentino Uefa C per allenare nelle Giovanili. Fino ad ora ho allenato con la delega perché stavo seguendo il corso».

E questo percorso biennale sta proseguendo, anche se con gli stop, che non hanno aiutato Aldo Urzi nel suo lavoro di crescita e formazione dei ragazzi: «Quando sono arrivato questa squadra era appena nata, era l’unione di giocatori che già erano al Rapid e di ragazzi che arrivavano dall’Atletico. La prima parte di campionato non è stata facilissima perché bisognava sistemare il gruppo, conoscersi e portare tutti allo stesso livello. Poi, quando avevamo appena iniziato a portare concetti del calcio a 11 si è fermato tutto. Peccato perché stavamo andando bene, abbiamo partecipato anche al torneo del Cit, che abbiamo vinto, e a quello del Chisola, nel quale siamo arrivati secondi».

L’inizio della stagione attuale, quindi, non è stato semplicissimo. Urzi e i suoi 2007 hanno dovuto ricominciare da capo e rivedere aspetti del calcio a 11, già iniziati a studiare l’anno scorso. La rosa è stata tutta confermata e sono stati inseriti tre innesti: il portiere Diego Martino (dal Vianney), l’attaccante Alessandro Conte (dal River Leinì) e il centrocampista Alessio Cernat (dal San Giorgio). Prima dell’inizio del campionato sono due i tornei ai quali il Rapid ha preso parte: uno in casa in cui hanno conquistato il terzo posto e uno al Real Orione, che hanno vinto.

[caption id="attachment_245322" align="aligncenter" width="900"] Rapid 2007 La premiazione al quadrangolare casalingo[/caption]

Dall’inizio del campionato, sono solo due le gare disputate dal Rapid. La prima, che rappresenta anche l’esordio nel calcio a 11, ha visto uscire sconfitti i biancorossi per 8-4 con l’Accademia Torino. «Avevamo già incontrato l’Accademia Torino l’anno scorso e avevamo vinto, però sono migliorati molto e si sono rinforzati. Fino a 15’ dalla fine eravamo 4-4 - ricorda Aldo Urzi - poi abbiamo subito un rigore e un’espulsione e da lì abbiamo preso un’imbarcata. Ho cercato di dare loro indicazioni su come spostarsi in campo e coprire ma non è stato facile essendo anche la prima partita. In ogni caso sono uscito dal campo soddisfatto perché, finché c’è stata parità numerica, stavamo andando bene». La seconda uscita del Rapid ha avuto tutt’altro sapore: netta vittoria con il Centrocampo 9-0. «Peccato perché ci aspettava la gara con il Beiborg, che ha vinto anche il Grande Slam - spiega il tecnico - sarebbe stato un bel campo di prova».

[caption id="attachment_245325" align="aligncenter" width="900"] Rapid Torino Under 14 Rapid Torino Under 14[/caption] Ma quali sono i segreti del Rapid? Come si sistemano i biancorossi sul rettangolo verde? «Per adesso giochiamo con il 3-5-2 perché, essendo i ragazzi ancora piccoli hanno difficoltà a coprire tutto il campo. Il centrocampo è la zona più pericolosa, giocando a 5 ovviamo a questo problema e riusciamo ad essere anche in maggioranza numerica in fase difensiva; ho tanti giocatori che si adattano a metà campo e sta andando bene. Loro hanno ancora la mentalità del campo piccolo e attaccano sempre, ma devono anche imparare a coprire». Vediamo da vicino chi sono gli interpreti del 3-5-2 biancorosso. Tra i pali Urzi ha a disposizione tre alternative (di solito uno dei portieri va in aiuto ai 2006) e sono Diego Martino, Tommaso Pellegrino e Mattia Rizzi. Dei tre centrali a sinistra gioca Gabriele Fiorito, in mezzo Christian Ortuso o Andrea Valvo (che ancora non ha potuto giocare per un problema di tesseramento) e a destra Luca Palmisano. In mediana troviamo Simone Gerbino centrale o Gabriele Audenino Marwan Lamghari, a sinistra Niccolò Colombini e a destra Lorenzo Serra; sulle fasce invece Alessandro Laporta sulla corsia mancina e Simone Garbossa o Alessio Cernat a destra. Per l’attacco quattro possibilità: Vittorio Dallamolla o Gabriele Guion e Alessandro Conte o Timoty Osifo.

«Ci tengo a ringraziare i dirigenti Angelo Ortuso, Salvatore Pellegrino e Francesco Serra e il mio vice Bruno Congiu - sottolinea Aldo Urzi - Lui mi aiuta davvero tantissimo dentro e fuori dal campo ed è in grado di tranquillizzare gli animi».

Aldo Urzi conclude con un commento generale sulle categorie giovanili: «La formula per la quale i Regionali si conquistano per la categoria e non per l’annata penalizza molte società. Se un gruppo è attrezzato e vince il campionato, il non poter andare poi a giocarsi i Regionali fa sì che magari i ragazzi scelgano di spostarsi in altre squadre e gruppi forti e competitivi finiscono con il perdersi ed è un peccato. Faccio l'esempio del nostro girone, dove ci sono squadre come Beiborg, Mercadante e Accademia Torino che non sfigurerebbero nei Regionali, così come noi. In ogni caso mi auguro di riprendere al più presto, stavamo facendo un buon lavoro e i ragazzi erano carichi. Io penso che il miglioramento passi attraverso l’esperienza, per questo cerco di iscriverli sempre a tornei con squadre importanti (come ad esempio Alpignano, Chisola, Vanchiglia) così da poter permettere ai ragazzi di mettersi alla prova. Loro hanno sempre risposto bene, dando prova di potersela giocare».

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