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Coppa Quarenghi, la favola di Christian Fogliaro e Aldo Martano: i numeri nove di Monza e Atalanta diventano re con la "venti" sulle spalle

Rispettivamente centravanti dei biancorossi e dei nerazzurri, i due classe 2008 hanno incantato nel loro esordio a San Pellegrino Terme

Christian Fogliaro (Monza) e Aldo Martano (Atalanta)

Christian Fogliaro (Monza) e Aldo Martano (Atalanta), numeri venti diventati re al Trofeo Quarenghi

Prendete una favola, quella diventata ormai storica - ma dannatamente attuale - dei numeri 9. Cambiate parte dello svolgimento, immaginando un altro numero sulle spalle del centravanti per definizione: il 20. Ammirate i protagonisti, due centravanti classe 2008 - entrambi con il venti sulle spalle - a cui il talento e il senso del gol non manca: Christian Fogliaro e Aldo Martano. Bomber del Monza il primo, leader del reparto offensivo dell'Atalanta il secondo: giovani talenti dalle caratteristiche molto simili, uniti dal destino nella mattinata della Coppa Quarenghi a San Pellegrino Terme.

Bomber biancorosso. Partiamo dal primo, ovvero Christian Fogliaro. Classico numero 9, ama giocare sul filo del fuorigioco e diventa devastante quando gli si concedono spazi da attaccare. Come ogni attaccante che si rispetti, non manca la forza fisica e la capacità di farsi trovare al posto giusto al momento giusto, come accade dopo una manciata di secondi dal fischio d'inizio. Con il numero 20 sulle spalle, ironia della sorte, sigla il primissimo gol stagionale proprio dopo venti secondi d'orologio: un mix di senso della posizione, freddezza e cinismo. Assistito magistralmente da Origo, devastante sulla sinistra, beffa Lazzaroni con un tocco da vero rapace. I gol per il giovane Christian potrebbero diventare due prima della fine del primo tempo, tuttavia il suo tentativo - nato da un'azione ed un assist di Raccosta - finisce clamorosamente alto sopra la traversa. Glielo si può concedere, considerando la generosità nel pressing, i chilometri percorsi in questa prima gara a San Pellegrino Terme e il grandissimo secondo tempo del suo Monza, che nella ripresa tiene botta e s'impone per 3-2 contro al Dea. Nato ad Abbiategrasso, il classe 2008 inizia il suo percorso calcistico nella squadra del suo paese, la Virtus Abbiatense. Il talento non manca, come dimostra l'interesse del Novara prima e del Monza poi, con il passaggio nella società brianzola formalizzato nell'ultima annata, dopo il triste epilogo della storica squadra piemontese.

Sentenza nerazzurra. Stesso numero, stesso ruolo, stesso risultato. Il 20 - pur essendo stato grande protagonista (come vedremo) nella carriera di Martano - nella sfida contro il Monza rappresenta solamente il numero sulle spalle del giovane attaccante. Poco male, visto che gli bastano appena dieci minuti per mettere a segno il primo gol della giornata per la Dea. È interessante quante sfumature possa portare con sé un semplice gol. Nel sigillo di Martano, infatti, si intravedono tre caratteristiche fondamentali per un centravanti: killer instinct, forza fisica e intelligenza tattica. È proprio il numero venti nerazzurro a mettere le cose a posto per l'Under 14 nerazzurra, costretta tuttavia a capitolare nella ripresa di fronte a un grandissimo Monza. Vi ricordate quando parlavamo del numero 20 nel destino di Martano? Ecco, per capire il motivo bisogna fare un passo indietro al 2019. Era un sabato di primavera quando il classe 2008 bergamasco, impegnato con la sua ex squadra - il Ponte San Pietro - all'Universal Youth Cup International, si guadagnò la chiamata della Dea. Con una straordinaria doppietta, Martano permise ai blues di imporsi contro i pari età della Roma, in una giornata per lui indimenticabile. Ma cosa c'entra il numero 20? Quel sabato di primavera era il 20 aprile. E pochi mesi dopo, in estate, venne ufficializzato il suo passaggio proprio all'Atalanta.

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