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Coppa Quarenghi, non solo Kjaer per il Milan: c'è un altro "Simon" per il Diavolo del futuro, si chiama La Mantia ed è già leader

Il centrale difensivo di Merlo si è già preso le redini dell'Under 14 rossonera, protagonista assoluta del sabato di San Pellegrino Terme

Simon La Mantia, Milan

Simon La Mantia, capitano dell'Under 14 rossonera e autentico leader dei 2008 di Merlo

Ormai è chiaro: Simon Kjaer si è preso definitivamente il Milan. Vuoi la leadership in campo, vuoi le qualità umane al di fuori, il difensore danese è diventato uno dei pupilli della Curva Sud rossonera. Poi è arrivato l'Europeo, e le gesta eroiche del Vichingo nella vicenda che ha coinvolto l'intervista Eriksen hanno convinto anche i più scettici: Simon Kjaer è un campione, sia in campo che fuori. Soffermiamoci però sulle qualità che il difensore danese dimostra ormai da anni sul rettangolo verde, le quali sono probabilmente presenti a caratteri cubitali nel dizionario di un altro Simon rossonero: La Mantia. Se nella cameretta del classe 2008 sia davvero presente un manuale da difensore centrale non ci è dato saperlo, certo è che il giovane difensore centrale studia per provare a seguire le orme del capitano della Danimarca. Stesso nome (la sola differenza sta nella pronuncia, Sìmon il calciatore di Pioli, Simòn quello di Merlo), stesso ruolo, stesse caratteristiche e, soprattutto, stessa personalità.

Comandante difensivo. Il nostro focus iniziale riguarderà proprio quest'ultimo punto, il cui peso è equiparabile agli aspetti più prettamente tecnici, specie se si parla di un centrale difensivo con la fascia al braccio. La sfida che prendiamo in considerazione è Monza-Milan, valevole per la seconda sfida dei giorni della Coppa Quarenghi. Ormai da anni nel settore giovanile rossonero, il giovane La Mantia rappresenta la scelta di Merlo come riferimento nei tre di difesa, coadiuvato da Cullotta e Mazzeo, quest'ultimo all'esordio assoluto con la maglia del Milan. L'aspetto da sottolineare è l'atteggiamento messo in campo del capitano del Diavolo, il quale prende letteralmente sotto braccio il compagno di reparto ex Sant'Angelo e lo guida nella sua prima uscita con una squadra professionistica. Un atteggiamento da leader nato, tanto che il tecnico Merlo - dopo cinque minuti di continue indicazioni alla linea difensiva - lascia il compito al proprio capitano. Passando agli aspetti tecnici, La Mantia ricorda - con le dovute proporzioni - il primo Thiago Silva. Fisico impressionante, capacità nel leggere le diverse situazione, tempismo negli interventi ed una certa eleganza quando c'è da impostare palla al piede. In poche parole, quanto un allenatore cerca se vuole avere a che fare con difensore centrale moderno. 

La carriera. Numero 5 sulla schiena, fascia al braccio e una personalità da vendere. Che La Mantia sia ormai un veterano del settore giovanile del Milan è fuori discussione. La trafila con la società rossonera lo hanno portato a diventare addirittura capitano, con alle porte una stagione - la prima a livello agonistico - che ha tutto per rappresentare un punto di partenza per un percorso importante all'ombra del centro sportivo Vismara. Magari, un giorno, provando a toccare con mano quanto raggiunto dall'altro Simon rossonero.

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