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Under 14

Christian Comotto, il figlio d'arte del Milan che studia da fuoriclasse

Il classe 2008 del Diavolo, figlio di Gianluca, si sta prendendo la scena in maglia rossonera

Christian Comotto, il figlio d'arte del Milan che studia da fuoriclasse

Christian e Gianluca Comotto: il figlio seguirà le orme del padre?

In casa Comotto, il famoso detto "tale padre, tale figlio" non può che essere legato al mondo del calcio. Sempre in casa Comotto, inoltre, anche il detto "tale madre, tale figlio" trova riscontri in tutto ciò che gira attorno al rettangolo verde. In fin dei conti, in qualunque modo la si voglia guardare, pare evidente quale ruolo occupi il mondo del pallone nella famiglia Comotto: da papà Gianluca a mamma Marianna Mecacci, arrivando al figlio Christian che attualmente gioca nell'Under 14 del Milan e davanti a sé ha una lunga e lungimirante carriera. Cresciuto a Firenze a pane e pallone, l'influenza di papà e mamma si fa sentire eccome: Gianluca, attualmente direttore generale del Perugia, è un ex calciatore di Serie A ed ha vestito maglie importanti come quelle della Fiorentina e del Torino; Marianna, che vanta un passato tra le fila dell'Inter di Thohir e del Milan di Fassone e Mirabelli, è una manager sportiva che ha fatto del mondo del calcio il proprio pane quotidiano.

Christian Comotto in uno scatto dello scorso torneo ZTE Cup organizzato dall'Alcione

SIMILITUDINI

Le similitudini più evidenti sono ovviamente con il padre, anche se quest'ultime si fermano solamente all'amore per il pallone visto che, analizzando le caratteristiche, tra i due c'è un mare di distanza. Gianluca è stato un terzino destro di spinta e di grande quantità: alle volte utilizzato anche da centrale difensivo o mezzala, ha sempre dimostrato grande duttilità e capacità di adattamento. Viceversa, Christian è uno che fa della qualità tecnica il proprio pane quotidiano: si trova a suo agio sia nello stretto che a campo aperto, ha un'ottima visione di gioco e rappresenta per il suo Milan l'uomo di fantasia ed estro dal centrocampo in su. Nel 4-3-3 di Marco Merlo parte spesso da mezzala di destra, ma il suo futuro - per caratteristiche fisiche (non è proprio un marcantonio) e tecniche - potrebbe preservargli un avanzamento sulla trequarti.

L'addio al calcio di Gianluca Comotto

RUOLI

Un ruolo, quello di trequartista, che tutto sommato si sposa già con quelle che sono le caratteristiche e i numeri di Comotto: oltre alla qualità nel palleggio e all'abilità nel dribblare nello stretto, il classe 2008 è stato capace di andare in gol ben 9 volte in 14 partite disputate, 12 delle quali da titolare. La media non mente: un gol ogni 78 minuti, dal primo sigillo stagionale contro il Como all'ultimo, almeno per ora, contro il Seregno. Nel mezzo gol di importanza capitale come contro l'Inter nel derby di Milano (clicca per la cronaca del derby d'andata), quando Christian si prese la scena decidendo la classica meneghina con un rigore realizzato con freddezza in avvio di partita. E come se non bastasse, pare evidente che il meglio debba ancora venire: dopo il trionfo sul Como di sabato 26 marzo, infatti, il Diavolo Under 14 si è conquistato il pass per le fasi finali (clicca per la classifica), laddove servirà l'estro e la fantasia di Comotto per salire sul trono d'Italia.

I NUMERI DI CHRISTIAN COMOTTO

  • NOME: Christian Comotto
  • ANNO: 2008
  • RUOLO: Centrocampista offensivo
  • PRESENZE: 14
  • MINUTI GIOCATI: 702
  • GOL: 9
  • RIGORI: 2
  • MEDIA VOTO: 7.1
  • MINUTI/GOL: 78
  • SOSTITUZIONI IN: 2

Comotto in uno scatto della sfida tra Como e Milan dello scorso 26 marzo

CUORE VIOLA

Se le fasi finali racconteranno di uno scontro Milan-Fiorentina lo scopriremo nei prossimi due mesi, ma nel frattempo è possibile far viaggiare la mente e immaginare uno scontro tra i rossoneri e la Viola. Non tanto per il valore in sé delle squadre, quanto per il significato che tale sfida rappresenterebbe per Christian. Cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Fiorentina, il classe 2008 all'età di undici anni ha detto addio a Firenze - la casa della sua squadra del cuore - per abbracciare il Diavolo, dando così la sterzata decisiva al suo percorso di avvicinamento al calcio dei grandi. Il resto è storia, in parte già scritta ma per la stragrande maggioranza ancora tutta da scrivere. Dove lo porterà non è dato saperlo, certo che che con una famiglia che ha vissuto, vive e vivrà ancora a lungo di calcio, i presupposti per un futuro brillante ci sono tutti. Se poi la tecnica e la classe raccontano di un diamante cristallino, pare evidente che la dinastia Comotto possa continuare.

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