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Under 14

Si rompe il perone, rientra in campo e conquista l'Inter: il classe 2009 vestirà nerazzurro

Matteo Zanaria lascia l'Accademia Pavese: il prossimo anno giocherà all'ombra della Madonnina

Matteo Zanaria

UNDER 15 INTER: Matteo Zanaria, gioiello dell'Inter

Come ci si sente nel passare dall'Inferno al Paradiso nel giro di sei mesi? Probabilmente non esistono né risposte giuste, né tantomeno risposte sbagliate. Fortunatamente esistono le storie, un po' come quella di Matteo Zanaria, capaci di riassumere in poche righe le sensazioni che si vivono passando da un estremo all'altro. Classe 2009 nato e cresciuto con il pallone tra i piedi, lo scorso 15 febbraio ha vissuto un vero e proprio incubo. Torneo Annovazzi, in campo sul centrale di via Cazzaniga l'Accademia Pavese e il Como. Matteo, inizialmente in panchina, subentra nella ripresa e, a seguito di un contrato, cade a terra. Un infortunio apparentemente innocuo, rivelatosi col senno di poi una vera mazzata: rottura del perone. Esattamente 136 giorni dopo, lo scorso 1 luglio, si è preso la sua personale rivincita ed ha rimesso in moto le ali: la destinazione? Milano. Precisamente la parte nerazzurra, quella di cui l'Inter è padrona incontrastata.

SOGNO

Nel mezzo una lunga riabilitazione, tanti giorni lontano dal campo ma un obiettivo: rientrare nel rettangolo verde con gli scarpini chiodati ai piedi. Così è stato, visto che il 24 aprile Matteo è tornato a giocare una partita ufficiale contro l'Atletico Sordio (vittoria per 6-0). Dopodiché altri spezzoni qua e là, arrivando poi al quarto di finale di campionato contro il Ponte San Pietro giocato dal primo minuto. Il tutto sotto l'occhio attento dell'Inter, tant'è che da lì a qualche settimana l'avrebbe messo in cima alla lista degli acquisti prelevandolo in via definitiva dall'Accademia Pavese, uno dei principali centri di formazione Inter. Il resto è storia: una prima parte è già stata scritta, un'altra - la più importante e anche la più bella - è ancora tutta da scoprire.

FUTURO

Partiamo dal futuro, ovvero quello che sarà la sua esperienza in maglia Inter. Innanzitutto una certezza: Matteo Zanaria farà parte della rosa di Under 14. Classe 2009 forte di un'esperienza non indifferente nel calcio a undici, ha giocato da sotto età per un'intera stagione ma ora è pronto a ritornare con i suoi coetanei. Il ruolo? Nato e cresciuto al centro della difesa, ha fatto dei tackles e delle chiusure il proprio pane quotidiano. Senza però disdegnare l'utilizzo dei piedi, in particolare il destro, e della velocità. In poche parole, parliamo di di un classico difensore centrale che potrebbe anche ricoprire il ruolo di terzino destro. Tuttavia, il futuro dovrebbe riservagli un impiego in pianta stabile da difensore centrale.

LA SCHEDA DI MATTEO ZANARIA

  • NOME: Matteo Zanaria
  • ANNO: 2009
  • RUOLO: difensore centrale
  • PIEDE: destro
  • SKILLS: Fisicità, tecnica

PAROLE

Come del resto racconta Matteo Soresini, il suo allenatore nella passata stagione tra i biancorossi: «Da noi era un difensore centrale, lo facevamo giocare lì. Tuttavia - racconta il tecnico - credo possa giocare anche come terzino destro. Ha una buona struttura fisica e un ottimo passo, inoltre è super disponibile ed ha una voglia matta di imparare». Parole che non lasciano spazio a equivoci: Matteo Zanaria è un prospetto di assoluto valore. Uno dei primi a capirlo, tra gli altri, è stato anche Emmanuel Rossi: il responsabile del settore giovanile biancorosso, infatti, l'ha aggregato da inizio anno in pianta stabile con i ragazzi più grandi, ottenendo solamente ottimi risultati. In primis nella fase Provinciale, vinta senza se e senza ma, dopodiché nella Regionale. Quest'ultima, come detto, è stata purtroppo caratterizzata dal lungo stop. Col senno di poi poco male, visto che il passaggio all'Inter è divenuto realtà ed ora nel futuro di Zanaria c'è il nerazzurro.

CONSIGLI

«Che avesse qualcosa di diverso lo si è capito fin da subito, come dimostra la scelta di portarlo in Under 14 da sotto età» il commento di Matteo Soresini, il quale poi non nasconde la felicità nel vedere un proprio giovane prendere il volo verso i professionisti. «Sono felice per lui, davvero molto. Se dovessi dargli un consiglio gli direi di vivere l'esperienza al meglio perché ha tutti i mezzi per fare bene, compresa un'esperienza non indifferente nel calcio a undici che gli altri non avranno».

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