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Under 15 A-B

Brescia-Atalanta: terremoto Badra Fofana, il bomber bresciano partecipa ai gol di Bezati, Saccone e Ragazzoni facendo suo il derby

Derby lombardo molto combattuto e ricco di pathos, la Dea però non passa e si vede raggiunta in graduatoria da delle strepitose Rondinelle

Brescia Atalanta Under 15

Un momento del derby della nona giornata del campionato Under 15 A-B vinto dal Brescia grazie alle reti di Bezati, Saccone e Ragazzoni (makkinafotografica)

Terremoto biancazzurro. Non a Bergamo ma a Brescia l'epicentro del sisma che ha portato le rondinelle di Mauro Coltrini a schiantare con 3 scosse devastanti la baby dea di Alessio Gambirasio, uscita sconfitta dallo scontro del San Filippo per le reti di Bezati (su rigore) e Saccone nel primo tempo, più quella di Ragazzoni nel finale dopo il momentaneo accorcio delle distanze ad inizio ripresa operato da Ornaghi per gli ospiti. Anche se la calamita naturale stavolta è stata la straripante personalità di Badra Fofana, il sottoetà del Brescia con il numero 9 sulle spalle, assurto tra i grandi protagonisti della sfida e quello che probabilmente ha inciso di più, visto il suo zampino piazzato in tutte e 3 le reti bresciane. Giocatore dalla grande teatralità, fa impazzire il pubblico con le sue continue e sfrontate gag, nelle esultanze e addirittura in partita, ringraziando anche nel finale il direttore Botturi per il dono natalizio regalatogli (un paio di scarpine nuove fiammanti). Uno spettacolo allo stato puro. La classifica al giro di boa vede adesso le due lombarde circondate, come in un campo di raccolta, dal filo spinato delle milanesi.

Il sisma. Contini scendeva in campo affidandosi al 4-2-3-1 e fasciando i guantoni dello scontro alle mani del 2008 Kolgekay, un portierino davvero interessante vista la giovane età. Dietro linea a quattro, con Barcella e Gussago sulle corsie esterne, Bicelli e Gauli centrali. A centrocampo invece Bezati, Leandri e Buratto, con Ragazzoni in azione dietro al duo offensivo Badra Fofana e Saccone. Brescia che in questa prima fase ha subìto qualche iniziativa dell’Atalanta, scampandola sempre con un po' di malizia è un po' di fortuna. Di certo, oltre a qualche errore di troppo in fase di conclusione da parte nerazzurra, la retroguardia bresciana è stata in grado di arginare i più pericolosi tentativi avversari, grazie ad un uso efficace e ragionato del fuorigioco. Poi quando la palla transitava dalle parti di Badra Fofana poteva succedere di tutto, come quando procurava la prima oscillazione del sismografo col rigore a metà tempo dopo contatto con Idele e annesso urlo cinematografico, salvo scattare subito dopo come uno che ha visto dei fantasmi per andare a battere il penalty. Lo farà invece con grande freddezza Bezati spiazzando Moroni a sinistra per il vantaggio bresciano (1-0). Seguiva comico siparietto sotto le tribune per l'autore del gol e lo stesso Badra. Nel mentre la Dea continuava a spingere, andando vicina al gol con qualche buona iniziativa personale, tuttavia rimanendo sempre sprovvista della stoccata vincente. Allora ecco la seconda scossa tellurica, con Badra Fofana che sulla faglia di sinistra affrontava Idele per poi accentrarsi ed andare al tiro, trovando sulla sua traiettoria la deviazione beffarda di Saccone che mandava fuori causa per la seconda volta Moroni. Al brench di metà mattina è 2-0. Nella ripresa i cambi e una variazione di modulo dovuta alla stanchezza consegneranno gran parte della frazione in mano orobica, fin dall'inizio con l'accorcio delle distanze. Da segnalare però un'occasionissima salvata sulla linea da Raco su Policardo che avrebbe potuto chiudere i giochi molto prima. Perché manco a dirlo, saranno chiusi definitivamente con l'ultima scossa di magnitudo 13 sulla scala Richter nel finale. Epicentro del sisma ancora una volta le zolle calpestate da Badra Fofana sulla destra, che dopo aver conquistato palla si involava in profondità verso la porta di Moroni, aizzando anche la folla per incoraggiarlo nell’azione: delirio allo stato puro. Una volta sul fondo il tocco centrale per l'appoggio a porta sguarnita di Ragazzoni e il definitivo 3-1, andato ad abbattersi sulle rovine del vantaggio di classifica orobico.

Assestamento. Dopo il cataclisma bresciano va ricordata anche la buona prova della squadra di Alessio Gambirasio, non risultata devastante come quella dei cugini ma altrettanto pericolosa quasi fosse una costante scossa d'assestamento lungo tutto l’arco della gara. L'Atalanta scendeva in campo con un 4-2-3-1, composto da Moroni in porta, Idele e Maggiore sulle corsie laterali, Racu e Ornaghi al centro. Gariani e Soli in mediana, Diouf davanti a Castiello e alle due ali Bono e Bonsignori Goggi. Alla squadra bergamasca è mancata solo la stoccata vincente perché, pur rimanendo forse un po' troppo scolastica, le riusciva comunque con discreta facilità l'affondo sulle corsie esterne. Nella prima parte tante nitide occasioni, come quella in apertura avuta da Bono sulla destra dopo buona combinazione con Idele, il cui tiro cross sfilava lungo tutta l'aria senza trovare deviazione alcuna. Oppure l'occasione avuta poco dopo sugli sviluppi di un calcio d'angolo in cui Zoli deviava inspiegabilmente a lato da pochi passi. Sempre nella prima parte ci provava anche Castiello, incuneatosi in area e saltando pure Bicelli, anche se il suo diagonale non impattava il bersaglio grosso. Nella ripresa molto meglio, fin da subito l'Atalanta andava vicina al gol con Zoli il quale, una volta procuratosi lo spazio in area, trovava il miracolo in tuffo basso di uno strepitoso Kolgekay, peraltro quest’ultimo strepitoso nel ripetersi poco dopo anche su un colpo di testa ravvicinato. E dopo una traversa presa un po' casualmente, ecco il 2-1 per mezzo di una grande incornata di Ornaghi su calcio d’angolo. Agli orobici costa caro il blackout nella prima parte, ma spesso dopo il terremoto la corrente può anche saltare.

IL TABELLINO

BRESCIA-ATALANATA 3-1
RETI (2-0, 2-1, 3-1): 21’ rig Bezati (B), 33’ Saccone (B), 9’ st Ornaghi (A), 37’ st Ragazzoni (B).
BRESCIA (4-3-1-2): Kolgekay 7, Barcella 6.5, Gussago 6.5, Buratto 6.5, Bicelli 6.5 (16’ st Policardo sv), Gauli 7, Bezati 7 (16’ st Ragnoli sv), Leandri 7, Badra Fofana 8, Ragazzoni 7, Saccone 7 (9’ st Tagliabue 6). A disp. Manenti, Facchini, Di Jeva, Di Cintio, Coptu, Cominelli. All. Contini 7.
ATALANTA (4-2-3-1): Moroni 6, Idele 6 (29’ st Pastori sv), Maggiore 6.5 (9’ st Aliprandi 6), Racu 6.5, Gariani 6.5, Ornaghi 7, Bono 6 (19’ st Arena 6), Zoli 6.5, Diouf 6 (19’ st Sharma 6), Castiello 6.5, Bonsignori Goggi 6.5 (9’ st Finazzi 6). A disp. Leto, Galletti, Martinelli, Longhi. All. Giambirasio 6.
ARBITRO: Pastori di Busto Arsizio 6.
ASSISTENTI: Garghetti (Busto Arsizio), Colombo (Busto Arsizio).
AMMONITI: Barcella (B).

LE PAGELLE

BRESCIA
Kolgekay 7 Nel primo poche conclusioni degne di nota da parte della Dea, i nerazzurri scendono di rado e difficilmente inquadrano il bersaglio. Nella ripresa salva il risultato in più d’un occasione: un 2008 molto interessante. 
Barcella 6.5 Bene la gestione delle zolle di destra, controlla le sfuriate di Bonsignori Goggi, nel complesso non si concede distrazioni.
Gussago 6.5 Gara accorta e senza sbavature, non si lascia mai sorprendere troppo dalle discese di Idele e pertanto si merita ampiamente la pagnota.
Buratto 7 Distribuisce molti palloni in mezzo al campo, continua a chiamare i compagni per ricordare le marcature e fin che ne ha gioca una prova super.
Bicelli 6.5 Sempre puntuale nelle chiusure su Diouf, appena può sfruttare i suoi centimetri anche sulle palle inattive ci prova senza titubanze, prova più che positiva. (16’ st Policardo sv).
Gauli 7 Molto bravo a mandare spesso e volentieri Diouf in offside, tiene sempre la linea sotto controllo e questo premia la sua prestazione. Salva il gol nel finale immolandosi sulla traiettoria, top.
Bezati 7 Freddissimo dal dischetto per portare in vantaggio i suoi, bene anche i tagli centrali per creare lo spazio per sé e i compagni, oltre ad effettuare ottimi inserimenti. (16’ st Ragnoli sv).
Leandri 6.5 Bene quando sfonda centralmente, a volte potrebbe portarla di meno ma di certo l’impatto fisico sulla mediana lo fa sentire egregiamente: super negli anticipi, sempre sul pezzo.
Badra Fofana 8 Molto sagace nel prendersi il rigore del vantaggio, tecnica da vendere e velocità oltre la barriera del suono quando regala l’assist del 3-1. Partecipa in tutte le azioni gol, la sua personalità straripante coinvolge tutto il San Filippo.
Ragazzoni 7 Molto bravo nei duelli e nel portare pressione in fase avanzata, aiuta sempre i centrocampisti ed è il collante tra attaccanti e centrocampo sulla trequarti. Grande progressioni e non tarda nell’appuntamento finale col gol.
Saccone 7 Trova un gol alla Inzaghi contro il Liverpool nella finale Champions 2007, solo che l’azione stavolta è di quelle in movimento e non da calcio piazzato: al posto giusto nel momento giusto.
9’ st Tagliabue 6 Buon impatto sul match.
All. Contini 7 I ragazzi scendono nel derby gli occhi iniettati di sangue ed impongono fin da subito più determinazione e volontà nella sfida.

ATALANTA
Moroni 6 Sul primo rigore poco da fare, non indovina l’angolo. Sul bis bresciano ancora più sfortunato, la deviazione lo manda fuori causa: giornata da dimenticare perché la dea bendata non lo aiuta.
Idele 6 Buona prestazione, corre tanto e in propulsione fa la sua parte, anche se rimane un po’ in difficoltà nelle marcature quando puntato, tant’è che cade nella trappola del penalty. (29’ st Pastori sv).
Maggiore 6.5 Prestazione attendista e di contenimento, sfonda poche volte ma garantisce solidità nella sua zona.
9’ st Aliprandi 6 Prova ad animare i suoi e per buoni tratti ci riesce anche.
Racu 6.5 Bene le marcature e il senso della posizione, porta sempre il fiato sul collo a Saccone e nel complesso mantiene bene la linea arretrata. Nella ripresa salva un gol fatto, grandi riflessi.
Gariani 6.5 Gioca in mezzo ed alterna prove di grande intensità a momenti di rilassamento, nel complesso la prova rimane discreta.
Ornaghi 7 Adotta buone strategie per mandare in offside gli avanti bresciani, il suo occhio è come l’occhio di falco nel tennis. Il gol di testa una bellissima perla, very good.
Bono 6 Corre tanto e si prodiga molto per la causa, finché ne ha propone anche cose buone.
19’ st Arena 6 Non male il suo ingresso in campo, non fa rimpiangere il compagno.
Zoli 6.5 Ha una grande occasione in apertura su calcio d’angolo, ma non si sa come abbia fatto a spedirla fuori. Per il resto la prova rimane costante e notevole nel mezzo.
Diouf 6 Incorre in un numero spropositato di fuorigioco e non riesce a giocare sul filo della linea dei piloni bresciani. Da migliorare i tempi d’innesto.
19’ st Sharma 6 Sfiora il gol appena entrato, col suo ingresso l’attacco diventa elettrico.
Castiello 6.5 Giostra dietro a Diouf, il terminale offensivo, e dopo un primo tempo sottotono nel quale ha pochi spunti cresce bene nella seconda frazione.
Bonsignori Goggi 6.5 Aiuta bene in difesa nel gioco aereo, cresce alla distanza e nella ripresa esce bene quando la squadra sta premendo per il pari.
9’ st Finazzi 6 Entra e anima subito la sua zona.
All. Giambirasio 6 La squadra pare un po’ scolastica e  priva di quel quid d’imprevedibilità nella prima parte, anche se subisce due reti più d’attenzione che di gioco. Nella ripresa bene la tentata reazione.

ARBITRO
Pastori di Busto Arsizio 6 Buona la gestione della gara, riesce a mantenere i ritmi della sfida misurati nonostante l’adrenalina delle squadre fosse alta. Un solo ammonito per i locali (Barcella), e un penalty giusto: su quelli richiesti dall’Atalanta invece sorvola.

LE INTERVISTE

Grande soddisfazione in casa Brescia ad incominciare dalla dirigenza (Christian Botturi), per finire con tutto lo staff tecnico dell’Under 15 e ovviamente del tecnico Mauro Coltrini, tutti davvero entusiasti per l’aggancio in classifica dei bergamaschi proprio nel derby. Questa la gioia a fine gara di Coltrini: «È stata una bella partita, ovviamente il derby è una gara molto sentita anche a livello agonistico e mi fa piacere che i ragazzi siano entrati con la mentalità giusta». Entrando nello specifico, ecco l’analisi del tecnico bresciano: «Nel primo tempo a livello di gioco abbiamo fatto molto molto bene, la palla viaggiava fra le linee discretamente a anche la profondità è stata attaccata bene, anche se a livello fisico abbiamo patito un po’ in mezzo al campo perché loro sono davvero molto fisici lì. Noi allora abbiamo compensato con ordine tattico e ripartenze nel secondo tempo. Siamo partiti col 4-3-1-2 ma nella ripresa ho visto qualcuno stanco a centrocampo e ho cambiato sistema per dare una mano sulle corsie esterne». Il tecnico ha apprezzato la grande determinazione dei suoi, concentrati al punto giusto fin dalle battute iniziali del match, commentando anche la grande personalità di Badra: «Davvero un’ottima prova di maturità, queste gare fanno crescere perché sono sempre tirate da un punto di vista emotivo. Badra? Un giocatore talentoso e molto particolare, quando strappa è difficile da prendere. Ma anche il nostro portiere Kolgekay mi è piaciuto particolarmente, fa delle parate che si danno per scontate ma per un ragazzo del 2008 non sono affatto banali».

Chiude l’annata con un pizzico di rammarico Alessio Gambirasio, dopo la sconfitta rimediata a Brescia nonostante una prova non del tutto da buttare da parte dei suoi. «Abbiamo fatto - incomincia il tecnico nerazzurro - prestazioni migliori. Siamo partiti col 4-2-3-1, poi nell’evoluzione della partita abbiamo anche cambiato per cercare di recuperare. Primo tempo dai due volti - continua Giambirasio -, 20 minuti buoni dove controllavamo la partita prima di incappare in due episodi che ci hanno condannato: lì per dieci minuti siamo mancati, abbiamo staccato la spina e abbiamo pagato a caro prezzo quegli errori. Nella ripresa invece non c’è stata partita, abbiamo avuto un sacco di occasioni, una traversa, delle grandi parate del loro portiere, due gol clamorosi sbagliati. Dispiace perché abbiamo sbagliato più volte la stoccata che ci avrebbe permesso di passare in vantaggio e cambiare la partita». Il tecnico imputa gran parte della sconfitta al calo di concentrazione costato il doppio svantaggio, questo il passaggio: «Le partite se vai sotto 2-0 si complicano e i ragazzi devono capire che non possono staccare la spina come fatto nel primo tempo. Inoltre nelle partite in cui non abbiamo fatto risultato la cosa che più è mancata è stata la lucidità in zona gol, stavolta non è esenta dalla statistica. Ormai è andata - conclude il tecnico - adesso pensiamo al girone di ritorno».

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