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Milan campione d'Italia! Francesco Camarda firma lo Scudetto rossonero

Basta un gol del bomber classe 2008 per archiviare la pratica Fiorentina: Bertuzzo ancora campione dopo il 2010

Milan Under 15

La grande festa del Milan dopo la vittoria dello Scudetto

L'attesa è durata tantissimo, precisamente 4390 giorni. È stata lunga, a tratti estenuante, ma il traguardo è ora realtà e la goduria per il successo di Tolentino ripaga gli sforzi compiuti nell'ultimo decennio. Dal Diavolo dei classe 1995 che hanno strapazzato in finale la Roma a quello dei classe 2007 che hanno fatto piangere la Fiorentina: oggi come ieri, con qualche capello bianco in più ma con la medesima passione e qualità, in panchina c'è Roberto Bertuzzo e il Milan, a 12 anni di distanza, è ancora la squadra più forte d'Italia. Un po' come avvenuto il 17 giugno del 2010, a prendersi sotto braccio i rossoneri è stato un centravanti: Francesco Camarda. Indossando la maglia numero 9 che fu di Andrea Petagna, uno che di strada nel calcio che conta ne ha fatta eccome, il baby bomber rossonero ha reso giustizia allo splendido assist di Sala ed ha battuto Vannucchi - precedentemente miracoloso su Liberali e Perin - sfruttando il proprio marchio di fabbrica: il colpo di testa. Ventiduesimo gol stagionale, uno dei più belli e decisamente il più importante: quanto basta per far sorridere il Diavolo e far piangere la Fiorentina, costretta a dire addio al sogno Tricolore nonostante un forcing niente male nella ripresa.

TEMPESTA PERFETTA

Se il primo tempo del Milan fosse un film sarebbe "La tempesta perfetta". Roberto Bertuzzo nei panni del regista Wolfgang Petersen, Francesco Camarda in quelli del protagonista George Clooney: la conseguenza? 35 minuti pressoché perfetti per i rossoneri, conclusi avanti di un gol grazie al ventiduesimo sigillo stagionale del bomber classe 2008. Punta di diamante del tridente completato da Liberali a sinistra e Batistini a destra, il centravanti del Diavolo si accende e punisce poco dopo la mezz'ora: ad assisterlo nientepopodimeno che capitan Sala, perno centrale del 4-3-3 rossonero nonché capitano. Il mediano raccoglie il pallone sulla trequarti di destra, alza la testa e lascia partire un destro spaziale che pesca perfettamente Camarda, nel frattempo lesto nell'eludere la marcatura di Sturli: girata poderosa, Vannucchi tocca ma non basta ed è vantaggio Milan (28'). Se il primo tempo della Fiorentina fosse una canzone sarebbe "Nella tempesta". Per capire il perché basta vedere giocare la formazione di Bertuzzo, andata a riposo avanti di un gol ma vicina al bersaglio grosso per almeno altre quattro volte. A tenere a galla la Viola ci ha però pensato Vannucchi, migliore per distacco nel 4-3-3 disegnato da Magera: sul sinistro da fuori di Liberali (12') e su quello al volo di Perin (17') si esibisce in un tuffo degno del miglior Zenga, mentre dimostra una certa reattività quando è chiamato agli straordinari da Camarda (32') e ancora da Perin (14').

300

Se il secondo tempo del Milan fosse un film sarebbe "300", celebre pellicola cinematografica che racconta le gesta di Leonida - re degli spartani - contro il tiranno dei persiani, Serse. Nei panni dei greci ci sono proprio i rossoneri, il cui secondo tempo è tutt'altro che una passeggiata come invece avrebbe potuto far pensare l'andamento dei primi 35 minuti. C'è infatti da soffrire in casa Diavolo, nonostante le occasioni per chiuderla non siano mancate: su tutte quelle capitate a Liberali e Camarda. Il primo non ha trovato la porta per questione di centimetri dopo il pasticcio di Biagioni (10'), il secondo ha sfiorato due volte la doppietta concludendo debole da buona posizione (22' e 23'). Se il secondo tempo della Fiorentina fosse una canzone sarebbe "Il mio secondo tempo". Come canta Max Pezzali, i Viola la propria ripresa non se la vogliono perdere e lo confermano sia nell'atteggiamento che nella pericolosità offensiva. Quest'ultima costringe Bassorizzi a guardarsi le spalle in più frangenti, anche se di interventi particolarmente complicati - tolto quello sul colpo di testa di Maiorana (13') e sul tiro Evangelista (14') - non se ne vedono. Certo, il tiro del subentrato Cristodaro e quello di Angiolini hanno fatto rabbrividire e non poco Bertuzzo, ma il forcing Viola è risultato comunque troppo fievole per fare male a questo Milan, che mantiene il vantaggio fino al triplice fischio e ritorna sul tetto d'Italia.

IL TABELLINO

FIORENTINA-MILAN 0-1
RETE: 28' Camarda (M).
FIORENTINA (4-3-3): Vannucchi 8, Sturli 6 (29' st Milucci sv), Masoni 6.5, Bonanno 6 (5' st Ciacci 6), Biagioni 6, Turnone 6.5, Atzeni 6 (10' st Cristodaro 7), Pisani 6.5, Maiorana 7, Evangelista 7, Angiolini 6. A disp. Dolfi, Batignani, Pucci, Arcadipane, Fiorini, Italiano. All. Magera 6.5.
MILAN (4-3-3): Bassorizzi 7.5, Albè 7, Perera 7, Colombo 8, Ceriani 7, Sala 9, Dotta 7.5, Perin 9, Camarda 10, Liberali 9, Batistini 7.5 (20' st Ossola 7). A disp. Capizzi, Del Forno, Di Maria, Melchionda, Eberini, Geroli, Farioli, Benedetti. All. Bertuzzo 10.
ARBITRO: Teghille di Collegno 7.
ASSISTENTI: Russo di Nichelino e Galasso di Torino.
QUARTO UOMO: Dini di Città di Castello.
AMMONITI: Ossola (M), Sturli (F), Maiorana (F).

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