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Virtus Feralpi Lonato Under 15, l'allenatore fair play Alessandro Testa: «Gruppo coeso, per me è la soddisfazione più grande»

Testa Virtus Feralpi Lonato Under 15
Da più di 4 anni in casa Virtus Feralpi Lonato, l'allenatore Alessandro Testa, oltre ad essere il responsabile della Scuola Calcio, guida oggi l' Under 15. Di giovani ragazzi si è sempre occupato, partendo  dai Pulcini, passando per gli Esordienti, ed arrivando fino agli Allievi. Dopo aver lasciato il calcio giocato, ha deciso di dedicarsi al calcio da far giocare, diventando allenatore a tutti gli effetti e, soprattutto, ottenendo riconoscimenti degni di nota: « Col tempo mi sono perfezionato come allenatore, ho fatto il primo corso a Travagliato nel 2006, poi ho fatto il patentino UEFA, fino a che a 49 anni mi sono laureato in scienze motorie. Nel 2019 mi hanno premiato come allenatore fair play. Questo riconoscimento mi ha dato parecchia soddisfazione e ha creato anche molta empatia verso genitori e bambini. Penso che soprattutto verso i miei ragazzi sia la cosa più bella, bisogna essere in grado di emozionarsi per poter lavorare con loro». Allenatore molto legato ai suoi ragazzi, parlando di valori che vorrebbe riuscire a trasmettergli, dichiara: « Ho sempre voluto creare gruppi omogenei. A livello sociale voglio custodire i valori, la mia tesi di laurea è stata proprio su come riuscire a trasmetterli. Con i Giovanissimi si fa calcio, si va già a sviluppare la tecnica, che ovviamente va allenata a 360 gradi. Bisogna investire tanto sui giocatori, sia a livello cognitivo sia di autostima. Fondamentale è allenare la tecnica, la forza, la resistenza, il contatto piede palla, devi fare una miscela di un certo tipo». Per quanto riguarda il suo credo calcistico, l'allenatore afferma: « Mi piace molto il gioco con palla a terra e ripartenza da dietro, riconquistare la palla velocemente e sfruttare il campo con ampiezza e profondità. Alla base però, non dobbiamo mai dimenticarci il divertimento, che viene ancor prima della vittoria. Bisogna divertirsi per stare bene in un gruppo, e condividere valori di rispetto, è bello vivere lo sport come una piacevole avventura». Divertimento, rispetto e crescita, sono questi alcuni dei tantissimi valori che Testa cerca di trasmettere ai suoi ragazzi. Guardando la prima partita giocata in questa stagione, si può dire che il suo metodo abbia dato i suoi frutti, con una vittoria in casa (3-1) contro il Bedizzole. A proposito di ciò: « Il loro allenatore è molto bravo e lo conosco molto bene, cerca di far giocare la squadra. Noi siamo partiti bene perché alla base di tutto ciò c’è un bel lavoro che abbiamo fatto all’anno scorso. Nel campionato magari ci sono quelle due o tre squadre superiori a noi, ma so che se ci siamo tutti riusciamo a fare la nostra parte. L’anno scorso abbiamo buttato le basi, ci siamo fatti un po’ le ossa possiamo dire. Bisogna crederci e essere combattivi fino alla fine, gli equilibri in questa fascia d'età sono molto sottili, lavorare sull’autostima è quindi molto importante». Uno degli obiettivi dell'allenatore è proprio quello di creare un gruppo compatto ed omogeneo; obiettivo che, ad oggi, si può dire abbia raggiunto: « Nella mia squadra ho solo 2006 e qualche 2007. Generalmente, quando finiscono le annate chi è più bravo vuole andare con un’altra società, che magari ha la prima squadra, per mettersi a confronto. L'anno scorso invece, a fine campionato tutti i miei ragazzi hanno creato gruppo e siamo stati tutti uniti. Ho 26 ragazzi, nessuno di loro è andato via o ha smesso. Ovviamente è una cosa che fa piacere, perdere ragazzi per strada è bruttissimo, il nostro gruppo invece è coeso e compatto». Ma in una situazione del genere come quella che stiamo vivendo, come è possibile tutto ciò? L'allenatore si è adattato e ha trovato un metodo personale molto particolare: « Io sono molto attento anche nelle pause a star dietro ai miei ragazzi. Ogni 10 giorni faccio chiamate zoom con alcuni obiettivi. Ogni lunedì mi collego alle 8 e dò degli incarichi. Ho creato 5 gruppi, ciascuno con un capitano, e devono fare dei compiti, ad esempio guardare dei video e commentarli insieme. Cerco di renderli partecipi per capire su cosa bisogna allenarsi di più. Un altro punto che ho creato sono stati dei video individuali su esercizi mensili da fare a casa, sia sotto l’aspetto tecnico sia sotto quello condizionale. Quando rientrano poi dovranno fare un test, ed è lì che vediamo insieme il miglioramento. Ho così la partecipazione totale, un ragazzino mi ha parlato dell’anticipo forte, facendomi vedere un video e commentandolo lui da solo. Imparano un linguaggio che è un po' come quello che voglio io. Bisogna creare stimoli, prediligo il metodo di problem solving, cioè muoverli continuamente, non fermare mai i ragazzi, è giusto che facciano loro e capiscano anche da soli. Nella vita c’è sempre un momento di confronto e crescita, se io mi baso solo su quello che faccio io sbaglio, bisogna confrontarsi con chi ci sta attorno». Su che cosa poi ci sia da migliorare o meno a livello di gruppo: « I punti da migliorare direi che sono tutti, sono un allenatore molto esigente, se fanno i provinciali devono migliorare su tutto. Parlando invece di crescita sono migliorati tanto, però bisogna sempre allenare la fase condizionale e la tecnica, la didattica collettiva è di tutti i giocatori, devono riuscire a leggere le situazioni di gioco e capirle da soli». Sulla situazione attuale, invece, l'allenatore dichiara: « La mia società è molto attenta e seria, quindi ha fatto di tutto per ripartire in modo adeguato, ma ha preferito fermare tutto per tutelare il sistema sanitario. Lo sport ti aiuta a socializzare, gli esseri umani vivono socialmente. Se tu nella vita cadi devi avere la forza di rialzarti, e quando prendi un gol deve essere la stessa cosa, bisogna riuscire a reagire anche ad una delusione presa. Io parlo di questo su zoom con i miei ragazzi, il rettangolo verde rappresenta la vita totale, non soltanto un gioco».
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