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Trofeo Annovazzi, Alcione-Monza: Leonardo Trevisani si traveste da Fabio Grosso e porta in finale Tonani, per i biancorossi fatale l'errore di Yekaley

Dopo sessanta minuti di assoluto equilibrio (0-0) gli orange si portano a casa il bottino pieno e raggiungono l'Enotria in finale

Leonardo Trevisani e Tommaso Frigerio, Alcione

Leonardo Trevisani (a destra) e Tommaso Frigerio (a sinistra): due dei migliori dell'Alcione di Alessandro Tonani

Leonardo Trevisani come Fabio Grosso, Alessandro Tonani come Marcello Lippi, Ivan Yekalej come David Trezeguet: l'Alcione batte ai rigori il Monza nel remake della finale dei Mondiali di Berlino 2006 e raggiunge all'ultimo atto i padroni di casa dell'Enotria, in programma domani (mercoledì 8 settembre) alle 20:30. Il primo è decisivo come il terzino italiano ex Palermo ed Inter, con una differenza sostanziale: di ruolo fa il portiere. Ricordando la personalità e quel pizzico di follia che contraddistingue Manuel Neuer, spiazza Gerosa al quinto rigore e si regala una delle serate più belle della propria vita. Il secondo è l'autore del miracolo orange, un po' come lo era stato l'ex commissario tecnico quindici anni fa: se nel 2006 la nostra Nazionale ebbe la meglio contro tutto e tutti, in un'estate tra le più buie della storia del calcio italiano, il giovane tecnico ha regalato alla società di via Olivieri un'impresa senza precedenti contro una realtà sulla carta distante, ma mai stata così vicina come in questa questa semifinale. Il terzo, a suo malgrado, è stato decisivo in negativo come David Trezeguet. Sulla falsariga del destro dell'ex centravanti francese, il tentativo dagli undici metri del talento biancorosso si infrange sulla traversa, così come si infrangono i sogni iridati del Monza. Il tutto dopo sessanta minuti di vera battaglia, il che ci porta a fare tre considerazioni. La prima riguarda l'Alcione: se mai ce ne fosse bisogno, ecco l'ennesima prova che gli orange di Tonani hanno tutto per sognare in grande. La seconda riguarda il Monza: la squadra di Lasalandra, sfortunata in occasione del palo colpito da Principe nel primo tempo, ha messo in campo per l'ennesima volta un calcio moderno e a tratti spumeggiante. Tanto di cappello a Lasalandra, ma ecco che arriviamo alla terza ed ultima considerazione: di fronte ad una squadra come il Monza, guidata da un tecnico di talento e piena zeppa di qualità, è possibile giocarsela alla pari, a viso aperto e portare a casa il massimo risultato? La risposta è sì, ma veniamo alla considerazione, riassunta con un'altra domanda divenuta ormai celebre nell'ambiente dilettantistico giovanile: a chi hai detto dilettanti?

Calcio champagne. Chiudete gli occhi, usate l'immaginazione e provate a pensare una partita di calcio contenente quanto segue: idee di gioco chiare, talento degli interpreti, spensieratezza ed un pizzico di follia. Questa è Alcione-Monza, il cui film è roba capace di tenere incollati praticamente chiunque ami il calcio. Chi di certo lo ama è la coppia di tecnici: Tonani da una parte e Lasalandra dall'altra, coraggiosi nel lasciare ampio spazio alla qualità e a proporre un calcio che definirlo totale è forse riduttivo. Certo, quando hai a disposizione il talento tutto è più facile, ma ecco che subentrano le idee di gioco di cui parlavamo prima. Che Tonani voglia giocarsela a viso aperto lo dimostra la posizione tra le linee di Guastone, che nelle vesti del più classico "falso 9" di guardoliana memoria si prende sulle spalle la manovra orange. In poche parole, il trio di centrocampo De Donà-Martino-Romieri può contare su un supporto prezioso, così come la coppia in avanti formata da Curci - punto fermo dal punto di vista fisico - e Rinaldi, con quest'ultimo il più pericoloso negli ultimi trenta metri. Lasalandra mette in campo quanto di più bello si possa chiedere ad una squadra di calcio: velocità di manovra, gioco a due tocchi, continue sovrapposizioni e ricerca continua del dialogo nello stretto. Roba da far drizzare le antenne a due di qualità come Principe e Zermo: in coppia sulla trequarti a supporto di Carta, abbinano talento nel ricevere palla all'interno del campo e capacità di dribbling quando c'è lo spazio di arrivare sul fondo, coadiuvati dai due "Frecciarossa" Bellia e Colombo, quest'ultimo dimostratosi ancora una volta duttile giocando a piede invertito. Se il talento degli interpreti non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, la spensieratezza e il pizzico di follia le si evincono tutte nelle numerose occasioni da gol. Se per gli orange il più pericoloso è stato Rinaldi (destro dal fuori al 7' e al 15'), per i brianzoli è il solito Principe il più attivo negli ultimi sedici metri: dopo appena due minuti sfiora la traversa con un destro da fuori, dopodiché trova di fronte a sé prima un super Trevisani (9') poi il palo (30'). 

Il destino. Il risultato del primo tempo? Spettacolo per il pubblico - con diverse occasioni da gol e un calcio divertente - e feedback importanti per Tonani e Lasalandra. Anche complice la stanchezza subentrata, come normale che sia dopo sei partite in cinque giorni, i due tecnici rivedono il proprio undici nell'intervallo. Per gli orange due semplici cambi "ruolo per ruolo": fuori gli ottimi Curci e Guastone, dentro Forlani e Invernizzi. L'ingresso di quest'ultimo risulta da subito la più classica della mossa azzeccata: senza far rimpiangere Guastone, il trequartista orange non dà punti di riferimento alla retroguardia monzese e si guadagna con talento anche una potenziale occasione da gol (7'). Due cambi anche per i biancorossi, con la differenza che l'ingresso di Cogliati (difensore centrale) fa spostare mele sulla corsia di sinistra e Colombo nei tre di centrocampo, a conferma dell'importanza e della duttilità del talento classe 2007. In avanti fuori Carta dentro Sorrentino, mentre dopo dieci minuti spazio anche a Zissis per far rifiatare Zermo. Tra voglia di non scoprirsi ed un equilibrio pressoché totale per gran parte dei sessanta minuti, gli ultimi minuti dei tempi regolamentari ricordano le più dure delle battaglie ai tempi dell'antica Grecia: un po' come ateniesi contro spartani. Con la differenza che a decidere il destino delle due forze in gioco non sarà una vera e propria guerra, bensì la più classica delle lotterie: i calci di rigore. Dopo sette rigori realizzati uno dietro l'altro, l'errore che indirizza la partita è del Monza: il destro di Yekelej, sulla falsariga di quello di Zinedine Zidane in finale dei Mondiali contro l'Italia, colpisce la traversa. A differenza di quindici anni fa - ricordando, questa volta sì, Devid Trezeguet - il pallone rimbalza ampiamente dentro il terreno di gioco, consegnando il match point all'Alcione. Chi se non Trevisani, portiere alla Manuel Neuer e vicinissimo in occasione del secondo tentativo del Monza (gol di Rossini con tocco che dà solo l'illusione del miracolo), per far volare gli orange in finale? Il rigore del portiere classe 2007 è perfetto: 5-3, Monza battuto e finale conquistata. 

IL TABELLINO

ALCIONE-MONZA 0-0 (5-3 d.c.r.)
ALCIONE (4-3-1-2): Trevisani 9, Halilaj 6 (25' st Toto sv), Malgrati 6.5, Maccarone 7, Martino 6.5 (14' st Bernasconi 6), Frigerio 7.5, Rinaldi 7.5 (14' st Bulgari 6.5), Romieri 6 (30' st Forlani sv), Curci 6.5 (1' st Forlani 6.5), Guastone 7 (1' st Invernizzi 7), De Donà 6.5 (27' st Di Biccari sv). A disp. Gruppi. All. Tonani 8.
MONZA (4-3-2-1): Gerosa 6.5, Bellia 6, Colombo 7 (27' st Yekalej 6), Monguzzi 7.5, Mele 7, Cardellini 6.5, Rossini 8, Bonaiuto 7 (1' st Cogliati 6), Carta 7 (1' st Sorrentino 6), Principe 7, Zermo 6 (11' st Zissis 6). A disp. Vailati, Porta, Piloni, Bigoni, Mout. All. Lasalandra 7.
ARBITRO: Day di Milano 6.5.
SEQUENZA RIGORI: Bulgari gol (A), Principe gol (M), Di Biccari gol (A), Rossini gol (M), Invernizzi gol (A), Monguzzi gol (M), Frigerio gol (A), Yekalej traversa (M), Trevisani gol (A).

LE PAGELLE

ALCIONE
Trevisani 9 Gianluigi Buffon? No, Fabio Grosso. È lui l’eroe di giornata che porta l’Alcione in finale, al termine di una battaglia durata sessanta minuti. Se non bastasse, nel primo tempo si esibisce in una parata strepitosa su Principe che tiene il parziale in parità. 
Halilaj 6 Gioca con ordine e buona sicurezza, soffrendo però molto l’intraprendenza di Principe. Il dieci del Monza parte proprio dalla sua zona, dalla quale nascono diversi pericoli. Come se non bastasse, lo stesso Colombo lo attacca alto e gli fa giocare spesso un due contro uno (25' st Toto sv).
Malgrati 6.5 Dalla sua parte Carta trova più libertà soprattutto in avvio, quando ci mette qualche minutino a carburare. Dopodiché gioca con tranquillità e nella ripresa non rischia praticamente nulla dalla sua parte.
Maccarone 7 Prova di grande carattere, di lotta, di fisicità, di disciplina. Carta prima e Sorrentino poi sono ossi duri da marcare, tuttavia fisicamente tiene botta e non tira mai indietro la gamba quando c’è da lottare su ogni pallone. 
Martino 6.5 Copre bene la sua porzione di terreno di gioco, risultando spesso fondamentale quando c’è da fare da scudo alla coppia difensiva. Imposta con ordine e talento, tuttavia in suddetta fase è forse coadiuvato poco dai compagni di reparto.
14' st Bernasconi 6 Entra in una situazione particolare, visto l’equilibrio in campo e l’atteggiamento della sua squadra. Tiene la posizione e poco più, considerato abbia avuto solo quindici minuti abbondanti per mettersi in luce.
Frigerio 7.5 Roberto Carlos? No, Tommaso Frigerio. Prova di assoluto talento quella del terzino: preciso in copertura, palla al piede ha le abilità di un mediano e la corsa di un esterno alto. Per di più segna anche il rigore che porta all’errore ospite: più di così?
Rinaldi 7.5 Nel primo tempo è il più pimpante dei suoi. Svaria lungo tutto il fronte d’attacco, partendo da sinistra ma amando prendere palla dentro il terreno di gioco: gioca un calcio intraprendente ed è questo uno dei motivi per i quali va spesso alla conclusione. In tali occasioni sarebbe stata forse utile un po’ più di cattiveria, ma resta una prestazione di altissimo livello. 
14' st Bulgari 6.5 Entra e garantisce fin da subito centimetri all’attacco, visto che Tonani lo fa giocare da numero 9 e sposta Invernizzi sulla corsi. Forte fisicamente, abbina forza a generosità anche in fase di non possesso.
Romieri 6 Soffre non poco Rossini, nonostante ci metta tutto sé stesso per stargli dietro. Tiene comunque la posizione e si dimostra un mediano sul quale ci si può assolutamente affidare (30' st Forlani sv).
Curci 6.5 Fisicamente si fa largo con grinta, mentre pecca un po’ quando potrebbe con un po’ di precisione lucidità in più fare male. Prova comunque di grande carattere.
Guastone 7 Nei trenta minuti a disposizione dimostra le sue più grosse qualità: il dribbling, il fraseggio e la ricerca continua di giocate in verticale. Con la sua posizione tra le linee sa essere una spina nel fianco.
1' st Invernizzi 7 Sulla falsariga del dieci titolare, gioca un secondo tempo importante. Tra le linee dimostra abilità nella lettura della manovra e riesce a garantire un grande apporto dalla trequarti in su. Prestazione importante, nonostante non abbia grosse occasioni per concludere a rete.
De Donà 6.5 Regala un buon duello con Monguzzi, dal quale ne esce indenne grazie alle capacità in entrambe le fasi. È uno dei pochi a giocare quasi tutta la partita e si dimostra fondamentale soprattutto nella ripresa, quando il Monza avanza e l’Alcione sembra un po’ più sulle gambe (27' st Di Biccari sv).
All. Tonani 8 Qui si che serve ribadirlo? Dilettanti a chi? Dopo aver eliminato la Pro Sesto ai quarti, gli orange approdano in finale battendo un’altra “pro”, questa volta non di nome ma di fatto: il Monza. Prova di coraggio e determinazione, il tutto unito a straordinarie qualità.

MONZA
Gerosa 6.5 I tentativi di Rinaldi sono ben controllati, ma l’intervento più importante lo deve compiere a tempo praticamente scaduto. Un tiro dai trenta metri quasi lo beffa, chiamandolo agli straordinari e deviando in calcio d’angolo con sicurezza.
Bellia 6 Due fiammate nei primi minuti poi si spegne. Attenzione, quando parte palla al piede è un vero e proprio treno, certo è che nella ripresa avrebbe potuto avanzare un po’ di più la sua posizione. Tutto sommato una prova positiva, ma è lecito aspettarsi qualcosina di più da uno come lui.
Colombo 7 Mercoledì scorso contro la Vis Nova ha giocato terzino destra, nella sfida con l’Alcione inizia basso di sinistra per poi passare e mezzala destra nella ripresa. In poche parole, ovunque lo metti garantisce qualità, sicurezza e affidabilità.
27' st Yekalej 6 Gioca pochissimi minuti ma è doveroso dargli il voto per il coraggio nel battere il calcio di rigore. Lo sbaglia, vero, ma come suol dirsi “i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di calciarli”.
Monguzzi 7.5 Costringe De Donà agli straordinari, dimostrando di avere le qualità per essere decisivo. Parte da mezzala ma spesso si trasforma in trequartista aggiunto, abbinando doti d’inserimento ad un buon fiuto negli ultimi trenta metri.
Mele 7 Con Cardellini a fianco non rischia quasi nulla, esibendosi anche in qualche lancio illuminante direttamente dalla difesa. Da centrale offre garanzie, mentre da terzino sinistro (nella ripresa) dimostra di poter giocare anche in quel ruolo con ordine, disciplina e qualità. 
Cardellini 6.5 Prestante fisicamente in avvio, fa sentire la sua presenza a suon di sportellate e interventi quasi decisivi. In più ha nelle corde qualche lancio illuminante, a dimostrazione che è un centrale difensivo ma le qualità tecniche non mancano. Nella ripresa si perde in un paio d’occasioni Invernizzi, ma nonostante ciò rimane sempre sul pezzo e gioca una buona gara.
Rossini 8 Semplicemente devastante. Nello stretto sembra Iniesta, uscendo praticamente indenne in qualunque situazione di gioco. Abbina forza fisica ad una grande abilità nei dribbling, il tutto messo a disposizione della squadra, aiutandola creando superiorità numerica dal centrocampo in su.
Bonaiuto 7 Abile nel costruire dal basso, è un punto di riferimento anche e soprattutto per i compagni di reparto, rassicurati dalle sua qualità nel mantenere la posizione e gestire senza patemi il centrocampo.
1' st Cogliati 6 Gioca un secondo tempo sufficiente, nonostante la partita fosse leggermente cambiata rispetto alla prima frazione. Ciò non esalta le sue qualità, che si dimostrano tuttavia ancora una volta importanti.
Carta 7 Due assist al bacio in trenta minuti: il primo al 9’, quando dialoga con Principe e gli permette di battere a rete; il secondo qualche istante prima del duplice fischio, quando lavora molto bene di sponda trovando ancora Principe. Forse non avrà chance per concludere lui stesso, ma due occasioni da gol create bastano e avanzano.
1' st Sorrentino 6 Ci mette qualcosina in più rispetto a Carta sotto il punto di vista del movimento tra le linee, tuttavia risulta un po’ troppo fuori dal gioco e finisce per rimanere nella morsa dei centrali orange.
Principe 7 Ancora una volta uno dei migliori. Il suo palo al 30’ del primo tempo grida ancora vendetta, così come gli altri due tentativi in avvio di partita. Dopodiché un rigore segnato con freddezza, nel mezzo però un secondo tempo chiaroscuro, durante il quale avrebbe sicuramente potuto garantire un contributo diverso. Prestazione che rimane superlativa: ad avercene di giocatori così.
Zermo 6 Lasciato un po’ troppo solo sulla destra, tocca pochi palloni anche considerato che il Monza predilige l’attacco partendo dalla sinistra con Principe. Si fa vedere in una sola occasione, quando dopo due minuti fornisce un assist interessante al solito Principe.
11' st Zissis 6 Entra con tutte le buone intenzioni ma fatica a ritagliarsi occasioni per fare male. Tra dimensioni del campo e momento, di certo non era la sua partita. Per di più ha avuto a disposizione meno di venti minuti: si rifarà.
All. Lasalandra 7 Se la sua squadra gioca a memoria il merito è soprattutto suo. Altra prestazione da grandissima squadra, durante la quale è mancato solo il gol. Stessa cosa accaduta durante i calci di rigore, che condannano in suoi a dire addio ai sogni di gloria.

ARBITRO
Day di Milano 6.5 Tira fuori solo un giallo, a dimostrazione che i ragazzi pensano solamente a giocare. Il ritmo è altissimo ed è costretto agli straordinari. Nelle valutazioni dei fuorigioco potrebbe spostarsi meglio lungo la diagonale, ma in fin dei conti se la porta a casa senza grossi problemi. Brivido nel finale, quando assegna la vittoria ai calci di rigore all’Alcione nonostante ce ne fosse ancora uno da tirare.

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