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Marnate Under 15: la storia di Alessio Ferri, condottiero verdeblù che calcò l'Olimpico

La Juventus di Di Livio, Ferrara e Zidane trionfante per la 24esima volta, Pippo Inzaghi e "aeroplanino" Montella in lotta per aggiudicarsi lo scettro di re dei bomber, le esperienze negative dei tecnici Roy Hodgson e Oscar Tabarez nelle milanesi e soprattutto il Parma di Ancelotti, il Vicenza (successivamente vincitore della Coppa Italia) di Guidolin, la Fiorentina di Ranieri e l'Udinese di Zaccheroni. Non occorre un'enciclopedia per capire che la stagione di cui si sta parlando è la 1996-1997. Una delle ultime in cui la nostra Serie A riusciva ancora a ergersi dinanzi al mondo come uno dei tornei più affascinanti di tutta Europa. Quella stagione per i professionisti si concluse il 1° giugno 1997. La settimana successiva però, più precisamente l'8 giugno del 1997, si disputò all'Olimpico di Roma la finale di Coppa Italia Dilettanti tra Astrea e Noicattaro, terminata col punteggio di 3-0 per l'Astrea, che venne quindi incoronata vincitrice. Quello fu (ed è tuttora) il primo e unico titolo presente nel palmares dei "ministeriali", che in quella memorabile stagione vinsero il proprio girone in Serie D e divennero anche vice campioni d'Italia, riuscendo a disputare il campionato di serie C2 nella stagione successiva, quella del 1997-98, in cui i bianco-blu festeggiarono anche il 50° anno dalla fondazione della società. Astrea 1996/1997. Vittoria Coppa Italia. Alessio Ferri, oggi allenatore dell'Under 15 del Marnate, fece parte di quella super compagine che scrisse una storica ed emozionante pagina di calcio dilettantistico, collezionando ben 16 presenze in 2 stagioni nel ruolo di stopper: «Ho iniziato a giocare a calcio a 7 anni nella Turbighese, ma è la maglia della Soccer Boys quella che ho indossato per diverso tempo, facendo parte di tutte le formazioni del settore giovanile, dagli esordienti fino agli allievi, riuscendo anche ad esordire in seconda categoria appena quindicenne. Poi sono passato al Football Cardano, dove ho disputato la Juniores Regionale e l'Eccellenza». E' a 19 anni però che la vita sportiva di Alessio Ferri mutò completamente, nonostante fosse già riuscito a giocare tornei importanti con compagni di livello come Massimo "Big Mac" Maccarone, arrivò improvvisamente la Serie D: «Sono andato a fare il militare nelle fiamme azzurre e ho giocato per due stagioni nell'Astrea Calcio, il gruppo sportivo della polizia penitenziaria. In quell'anno abbiamo vinto la Coppa Italia Dilettanti e siamo anche diventati vice campioni d'Italia, perdendo di misura solo in finale contro la Biellese. Sono stato allenato da Agostinelli e Sabadini, è ancora difficile da credere». Dopo una carriera così caratteristica con i tacchetti, Ferri ha intrapreso il percorso da tecnico con la stessa fame e gli stessi successi di sempre: «Ho cominciato nel 2012 all''Oratorio Santi Martiri, dove ho allenato per 3 stagioni. Poi mi sono spostato alla Castellanzese, più o meno in contemporanea con l'inizio di collaborazione con l'Inter. Dopo 5 anni sono sbarcato qui a Marnate. Arrivo da ben 4 campionati vinti a Castellanza: 3 con i giovani del 2006 e 1 con quelli del 2007, proprio lo scorso anno. Quest'anno mi ero prefissato l'obiettivo di riprovarci, anche se siamo partiti con una sconfitta le possibilità per arrivare almeno tra le prime 3 ritengo che ci siano. Appena si riprenderà vedremo il da farsi». Anche se il glorioso passato sembra non destare alcun dubbio sul valore di questa squadra e del suo allenatore, le difficoltà in fase costitutiva della rosa non sono mancate in questa nuova avventura: «Ci sono buone basi per fare bene e creare una squadra migliore. La rosa è nuova, i ragazzi provengono da varie società, ma se ci amalgamiamo bene tutto è possibile. Intendiamo piazzarci almeno sul podio. Siamo partiti da zero. Abbiamo acquistato da Castellanza Redaelli e Chiarelli, un difensore e un attaccante, poi il portiere in prestito dalla Varesina e altri talenti da Gorla. Abbiamo anche puntato tanto sugli Open Day, abbiamo richiamato persone di qualità come Boroni e Lepri». Marnate U15, stagione 2020-21 Ma che genere di allenatore è Alessio Ferri? Lo spiega egregiamente il diretto interessato: «Mi definisco un "Conte": la grinta che avevo in campo me la porto anche in panchina, cercando di trasmetterla ai miei giocatori. Sono un vero e proprio dodicesimo uomo in campo e tento sempre di fare gruppo, penso sia la base per vincere nel calcio. Il mio motto è "tutti utili, nessuno indispensabile"». Il ricordo di quegli anni emoziona ancora molto il tecnico che, costretto a scegliere un singolo gaudio del passato, non ha alcun dubbio: «Ho disputato tante partite in stadi importanti con centinaia di persone al seguito, ma la gioia più importante è certamente la rete che realizzai a Capo d'Orlando contro l'Orlandina ai quarti di Coppa Italia. Giocai il primo tempo in difesa, poi mister Agostinelli mi spostò a centrocampo. Io non avevo mai giocato in quel ruolo, solo qualche partita tra i pulcini. Quando gli chiesi spiegazioni (perché rimasi sbalordito da questa decisione) mi disse che non aveva dubbi sul mio rendimento in quel ruolo e che avrei disputato un'ottima gara. Dopo 10 minuti segnai un gol in contropiede. E' certamente la più grande emozione della carriera».
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