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Rondinella Under 15, il tecnico Schingaro: «Cambiare ruolo in campo aiuta a imparare il calcio»

Schingaro-RondinellaU15
Protagonista del nostro consueto appuntamento alla scoperta dei volti e dei protagonisti del calcio giovanile milanese è Leonardo Schingaro, tecnico della formazione Under 15 della Rondinella di Sesto San Giovanni. L’allenatore racconta la sua carriera con le seguenti parole: «Sono originario di Bari e proprio nella mia regione ho fatto tutta la trafila da calciatore, arrivando a giocare in Prima Categoria. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo avevo voglia di continuare nel mondo del calcio e ho vissuto un’esperienza come collaboratore tecnico giù in Puglia. Sette anni fa mi sono trasferito a Milano per motivi di lavoro e ho continuato a coltivare la mia passione, prima alla Pro Victoria di Monza e da 3 anni alla Rondinella. In questa società sono messi al primo posto i valori sociali e la crescita dei giovani, come persone e solo poi come calciatori, e io condivido in pieno questo approccio». Negli anni alla società sestese Schingaro ha sempre seguito il gruppo dei ragazzi del 2006, da Esordienti A fino all’attuale Under 15. Il diretto interessato racconta la sua squadra con queste parole: «Sono un gruppo con grandi margini di miglioramento, lavorano tanto e danno sempre il massimo. Possono e devono porsi obiettivi alti poiché hanno tutte le carte in regola per raggiungerli. Purtroppo questa stagione si è ridotta a un’unica partita e questa situazione è dura: senza avere la possibilità di giocare e di vivere il calcio in funzione della competizione, il rischio che molti giovani perdano la passione è alto. Noi, in ogni caso, stiamo facendo di tutto affinché si mantenga il gruppo e la dinamica di squadra e ad ogni allenamento i ragazzi mi danno risposte importanti». In merito alla sua filosofia e al suo modo di intendere il calcio, Schingaro afferma: «Non ho un modulo preferito, ritengo infatti fondamentale che un allenatore si adatti alle qualità e alle inclinazioni dei calciatori che ha in rosa. Una squadra è sempre un insieme di talenti diversi, dalla fisicità alla tecnica, che vanno amalgamati nel modo migliore. Il bello di fare l’allenatore delle giovanili è proprio l’avere idee e fornire stimoli diversi per stuzzicare i ragazzi, cosicché essi possano conoscersi meglio e magari scoprire aspetti nascosti di sé. Per questo motivo il leitmotiv di questa stagione era di cambiare spesso ruolo ai miei giocatori. Se all’inizio può esserci spaesamento, col tempo è sicuramente un ottimo metodo per far imparare cose diverse e prendere consapevolezza di come funziona il gioco in tutte le sue fasi». Nonostante il legame stretto negli anni, Schingaro ritiene che sia giunto il momento di congedare i suoi ragazzi: «Penso che sia il mio ultimo anno con loro. So per esperienza che cambiare allenatore aiuta molto nella crescita di un giovane calciatore: un viso nuovo in panchina porta tanti stimoli e tante riflessioni che non emergerebbero altrimenti. Anch’io come tecnico ho voglia di cimentarmi in una nuova avventura e vorrei che fosse nel calcio femminile, una realtà in forte crescita che vorrei conoscere meglio».
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